Significato e simbologia della calla

Ci sono molte leggende che si raccontano della calla e di come sia diventata, col tempo, così piena di significati.

Ogni significato ha una storia diversa: spesso nei bouquet da sposa, il giglio di calla simboleggia l’amore; ma visto ai funerali, il giglio di calla rappresenta una nuova vita o un’anima defunta.

I gigli di calla sono adatti per essere regalati in occasioni diverse. Sono bellissimi se donati singolarmente, come un unico fiore, ma sono altrettanto belli in un bouquet.

Scopriamo insieme significato e simbologia che ha assunto la calla nel tempo.

Il significato in base al colore

La calla appartiene al genere Zantedeschia. Il suo nome deriva dalla parola greca “kalos” che significa “bello”.

Il giglio di calla più comune è bianco, anche se sono disponibili anche in giallo, viola, rosa e persino viola scuro, che sembra quasi nero.

La spata, che è la parte esterna del fiore, non è un petalo come alcuni potrebbero pensare, ma piuttosto una foglia modificata.

Il fiore è in realtà lo spadice, ovvero il centro giallo all’interno della spata. Colori diversi hanno significati diversi.

  • Bianco: è sinonimo di innocenza e purezza. Quando vengono utilizzati nei bouquet da sposa, rappresentano la felicità degli sposi. Visto spesso anche ai funerali, rappresenta qualcuno che è stato portato via prima del tempo. Ha anche un significato di speranza per il futuro in quanto è legato alla rinascita.
  • Rosa: rappresenta l’ammirazione. Il colore tenue è singolare in qualsiasi bouquet regalato ad un nuovo amore.
  • Giallo: simboleggia gratitudine e gioia. Come molti altri fiori gialli, la calla gialla è adatta da regalare agli amici o come ringraziamento.
  • Viola: simboleggia fascino e passione. Questo lo rende il fiore perfetto da aggiungere a un bouquet per un partner.
  • Viola scuro: è legato ad un messaggio di mistero. Fanno anche un ottimo contrasto di colore in un bouquet con altri fiori.

Calla nel mito

Tra i vari simboli e significati della calla vi è quello legato alla mitologia, in particolare al mito di Ercole e della dea Era e al mito di Venere.

Il mito di Ercole ed Era

La calla nella mitologia è legata alla dea Era. Era è la dea del matrimonio e della famiglia, ma ha un lato del carattere geloso e vendicativo.

Il mito racconta che Ercole, figlio illegittimo del dio Zeus e della mortale Alkmene, non avesse gli stessi poteri degli dei. Per questo fu portato dalla dea Era, moglie di Zeus, per bere il suo latte mentre lei dormiva.

Zeus voleva che Ercole avesse il potere degli dei e solo bere il latte di una dea avrebbe funzionato.

Era, non essendo la madre di Ercole lo spinse via per la rabbia quando si svegliò. Le gocce di latte che schizzarono nel cielo, crearono la Via Lattea.

Le gocce rimanenti caddero sul pavimento della terra creando bellissime calle.

Il mito di Venere

Lo spadice giallo rendeva la calla anche legata alla sessualità, alla lussuria e all’erotismo grazie al suo aspetto.

Sebbene alcuni credano che sia vero e alcuni dicono che sia una falsa leggenda, la storia è anche strettamente legata a Venere, la dea dell’amore, del desiderio e della bellezza.

Venere diventò gelosa della bellezza del fiore e lo maledisse facendo crescere il grande spadice giallo al centro.

Gli egiziani vedevano lo spadice giallo in modo diverso: per loro è legato alla fertilità e all’inizio della gravidanza, rendendo la calla popolare anche durante la festa della mamma.

Simbolo di risurrezione

Fedeltà, santità e purezza sono spesso legate alla calla e al suo simbolo fortemente religioso.

La calla è strettamente associata alla risurrezione di Gesù, la calla è un fiore popolare che si vede spesso nel periodo pasquale.

Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che fioriscono proprio in questo periodo dell’anno ma anche perché simboleggiano la rinascita e la risurrezione, come si vede comunemente nelle immagini con la Vergine Maria.

A forma di tromba, la calla rappresenta il trionfo nell’annuncio della risurrezione pasquale.

Si dice anche che le lacrime di Eva fecero crescere le calle mentre lasciava il giardino di Eden.

Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli sia, alla fine, prendersi cura di se stessi. Parlo delle piante, ovviamente.