Pothos: la pianta da interno adatta anche ai pollici neri

Il Pothos è una delle piante più comuni in appartamento! Se il nome non vi dice niente lo avrete sicuramente già visto: nel salotto del vicino, sul pianerottolo del vostro condominio o a casa della vostra amica.

L’epipremnum aureum, detto più comunemente pothos è la pianta da interno più semplice da coltivare, tanto da essere chiamata “l’edera del diavolo”: è impossibile da uccidere.

Golden Pothos

E’ originaria delle foreste tropicali dove cresce velocemente e rigogliosa.

Tuttavia si adatta benissimo alla temperatura delle nostre case e, in generale, al nostro clima.

Varietà

Oltre ad essere semplicissima da curare è anche molto decorativa.

In base alla variegatura delle sue foglie distinguiamo diverse varietà di pothos di cui le più conosciute:

  • Golden pothos: è quella più comune. Presenta foglie su cui si alternano sfumature di un verde più scuro e di un verde di un tono più chiaro.
  • Neon pothos: presenta foglie a forma di cuore, lucide e di un verde neon brillante.
  • Marble queen: ha foglie variegate di colore bianco e verde. Ha bisogno di più luce della maggior parte dei pothos.

Dove metterla

Non ha esigenze particolari in quanto ad illuminazione. Può stare vicino la finestra, in una zona luminosa della casa o, addirittura, in un angolo in penombra.

L’unica differenza sarà la variegatura delle sue foglie: se la terrete in un posto luminoso, più facilmente le foglie manterranno le sue particolari screziature bianche e verdi.

Se, al contrario, la terrete in penombra le foglie tenderanno a diventare di un verde uniforme. In genere però, non tollera la luce diretta del sole.

Inoltre, potete decidere in che modo farla crescere: come l’edera, ovvero rampicante sulle pareti (o su un comune tutore muschiato), oppure tenendola su una mensola o su una libreria, in questo modo si svilupperà verso il basso, facendo ricadere i suoi bei rami e creando un effetto molto decorativo.

Poiché aiuta a ripulire l’aria dalle tossine, in particolare dai fumi di formaldeide e benzene, che si trovano spesso in stanze recentemente dipinte o arredate, il pothos è perfetto per uffici e soggiorni.

Poiché aiuta anche a rimuovere il monossido di carbonio dall’aria, sarà perfetto anche nella camera da letto per garantire abbastanza ossigeno mentre dormiamo.

Ogni quanto annaffiare il Pothos?

Anche l’annaffiatura richiede pochissimo impegno, basta aspettare che il terriccio si asciughi completamente e possiamo annaffiarla di nuovo.

Tollera bene anche qualche dimenticanza. Dunque non preoccupatevi, le annaffiature non devono necessariamente essere regolari.

Anzi, è molto meglio tardare di qualche giorno l’annaffiatura piuttosto che tenere sempre il terreno umido.

Infatti, dare troppa acqua a questa pianta potrebbe provocare marciume radicale.

Propagazione

I punti a favore non sono finiti qui. Il pothos è una delle piante più semplici da propagare per talea.

Se la pianta è cresciuta molto, basta tagliarne circa sei o sette centimetri e mettere il gambetto in acqua.

Da tutti i puntini neri in rilievo presenti sullo stelo spunterà una radice in poco più di una settimana e otterremo così una nuova pianta.

Quando concimare il Pothos

Il pothos non ha necessariamente bisogno di essere concimato.

Tuttavia, se voleste ottenere una crescita più rigogliosa, può bastare un concime universale.

Il concime può essere somministrato una volta al mese o, addirittura, una volta ogni due mesi.

Insomma, è la pianta perfetta non solo per i pollici neri ma anche per chi si sta approcciando da poco al mondo delle piante

Adriana Capasso
Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Fermamente convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli, sia alla fine prendersi cura di se stessi. Di cosa parlo? Delle piante, ovviamente.