Febbraio rappresenta un mese cruciale per chi coltiva gerani su balconi, terrazzi e davanzali. Dopo il lungo periodo invernale, la pianta si trova in una fase di transizione delicata: non è più nel pieno del riposo vegetativo, ma non ha ancora avviato completamente la crescita primaverile.
Intervenire nel modo corretto in questo momento significa determinare la qualità dell’intera stagione vegetativa, influenzando vigore, compattezza e abbondanza della fioritura.
Dobbiamo conoscere lo stato fisiologico del geranio in febbraio per programmare potature, rinvasi, concimazioni e gestione dell’esposizione con maggiore consapevolezza, evitando errori che potrebbero compromettere la ripresa.
COSA SCOPRIRAI
A fine inverno le prime gemme
I gerani comunemente coltivati appartengono al genere Pelargonium, originario dell’Africa australe, e per questo motivo sono sensibili al freddo intenso. Durante l’inverno entrano in una fase di rallentamento metabolico: la crescita si blocca quasi completamente, la produzione di nuovi tessuti è minima e la pianta conserva le energie nelle parti vitali.
In febbraio, soprattutto nelle regioni dal clima più mite, si osservano i primi segnali di riattivazione. L’allungamento delle giornate e l’aumento graduale delle temperature stimolano le gemme latenti lungo i fusti. Possono comparire piccoli germogli verdi alla base o lungo i nodi, segno che la pianta sta uscendo dal torpore invernale.
Il fogliame può presentarsi meno brillante rispetto all’estate, talvolta con ingiallimenti o leggere macchie dovute a stress da freddo o umidità.
Valuta l’apparato radicale e il terriccio
Uno degli aspetti più importanti da considerare in febbraio è lo stato delle radici. Durante l’inverno il rischio principale è rappresentato dai ristagni idrici, che possono causare marciumi radicali. Se il vaso non ha un drenaggio efficiente o se il terriccio è troppo compatto, l’acqua tende a trattenersi e a raffreddare ulteriormente l’apparato radicale.
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Controlla il substrato per verificare che non presenti cattivi odori, muffe superficiali o una consistenza eccessivamente fangosa.
Se sospetti un problema radicale, devi estrarre delicatamente la zolla per osservare le radici: quelle sane appaiono chiare e consistenti, mentre quelle compromesse sono scure e molli.
Potatura strategica
Febbraio è il momento ideale per effettuare una potatura di riforma. Durante l’inverno i fusti possono essersi allungati in modo disordinato, soprattutto se la pianta è stata tenuta in ambienti poco luminosi.
Accorcia i rami di circa un terzo, o anche della metà nei casi più estremi, per stimolare l’emissione di nuovi getti laterali e favorisce una struttura più compatta.
Il taglio va eseguito poco sopra un nodo, utilizzando forbici pulite e ben affilate. Elimina completamente i rami secchi, deboli o danneggiati. Questa operazione non solo migliora l’aspetto estetico della pianta, ma prepara il geranio a produrre un numero maggiore di infiorescenze nella stagione calda.
Rinvasi e rinnovo del terriccio
Se il geranio è coltivato nello stesso vaso da più di una stagione, febbraio è un buon momento per il rinvaso. Un vaso leggermente più grande consente alle radici di espandersi e garantisce una migliore disponibilità di nutrienti.
È fondamentale scegliere un terriccio specifico per piante fiorite, leggero e ben drenante, eventualmente arricchito con perlite o sabbia per migliorare l’aerazione.
Concima in modo moderato
Con la comparsa delle prime gemme si può iniziare una concimazione leggera. Un fertilizzante bilanciato, con una buona presenza di potassio e fosforo oltre all’azoto, sostiene sia la crescita vegetativa sia la futura formazione dei boccioli.
In questa fase utilizza dosi moderate, evitando eccessi che potrebbero stimolare una crescita troppo rapida e fragile.
L’apporto di nutrienti in febbraio funge da stimolo alla ripartenza, aiutando la pianta a recuperare le riserve consumate durante l’inverno.
