Per farlo crescere in bagno scegli il pothos della giusta varietà

Un bagno senza finestre rappresenta uno degli ambienti più complessi per la coltivazione delle piante da interno, anche per quelle considerate facili e resistenti come il pothos.

L’assenza di luce naturale costringe la pianta a vivere in una condizione di fotosintesi fortemente ridotta, basata quasi esclusivamente sulla luce artificiale. A differenza di un soggiorno o di una camera, qui la lampada non resta accesa tutto il giorno e spesso viene utilizzata solo per brevi momenti. Questo significa che la pianta deve adattarsi a una luce discontinua, debole e spesso non progettata per le esigenze vegetali.

L’umidità tipica del bagno può essere un vantaggio, ma non compensa la mancanza di luce. Anzi, in condizioni di scarsa illuminazione, un’elevata umidità combinata a innaffiature eccessive aumenta il rischio di marciumi radicali.

In questi ambienti non è sufficiente “scegliere un pothos qualunque”: la varietà fa la differenza tra una pianta che sopravvive dignitosamente e una che si deteriora lentamente nel giro di pochi mesi.

Neon e Marble Queen

Il Pothos Neon e il Marble Queen sono spesso scelti per il bagno per il loro forte impatto estetico. Il verde acceso del Pothos Neon e le variegature bianche del Marble Queen illuminano visivamente lo spazio, ma dal punto di vista botanico sono varietà esigenti. Il motivo è semplice: le parti chiare delle foglie producono meno clorofilla e quindi richiedono più luce per funzionare correttamente.

In un bagno cieco queste varietà entrano rapidamente in sofferenza. Il primo segnale è la perdita del colore: il Neon diventa verde spento, il Marble Queen riduce progressivamente il bianco fino a produrre foglie quasi completamente verdi. Successivamente la crescita rallenta, i tralci si allungano in modo innaturale e le foglie nuove risultano più piccole e sottili. Con il tempo possono comparire ingiallimenti diffusi, caduta delle foglie basali e un aspetto complessivamente stanco e disordinato.

Anche lasciando la luce artificiale accesa più a lungo, queste varietà raramente riescono a stabilizzarsi. Non muoiono subito, ma vivono in una condizione di sopravvivenza forzata, lontana da un reale benessere vegetativo.

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Golden e Jade

Quando la luce è poca, la scelta deve orientarsi verso pothos a foglia verde pieno. Il Golden Pothos e il Pothos Jade sono le varietà più affidabili in assoluto per ambienti difficili. Le foglie più scure contengono una maggiore quantità di clorofilla, permettendo alla pianta di sfruttare anche fonti luminose deboli e artificiali.

In un bagno cieco queste varietà non crescono in modo esplosivo, ma mantengono una struttura equilibrata, foglie sane e un colore stabile. Il Golden può perdere parte delle variegature dorate, ma resta vigoroso; il Jade, completamente verde, è spesso il più tollerante in assoluto. Sono piante che accettano compromessi, adattandosi a condizioni non ideali senza collassare.

Proprio per questa capacità di adattamento vengono considerate le scelte migliori quando non si può garantire una vera esposizione luminosa. Non sono le più scenografiche, ma sono quelle che durano nel tempo, evitando continue sostituzioni.

Come usare la luce artificiale

La luce artificiale può sostenere un pothos in bagno, ma solo se utilizzata con una certa regolarità. È fondamentale che la lampada resti accesa alcune ore ogni giorno, non solo pochi minuti. Una luce neutra o fredda è più efficace rispetto a una luce calda molto gialla, che risulta meno utile alla fotosintesi. La pianta dovrebbe essere posizionata vicino alla fonte luminosa, evitando angoli profondi o zone completamente in ombra.

Anche la gestione dell’acqua diventa cruciale. In poca luce il terriccio asciuga lentamente, quindi è necessario diradare le annaffiature e controllare sempre l’umidità del substrato prima di intervenire. Un pothos in bagno soffre molto più facilmente per eccesso d’acqua che per una breve siccità. È utile anche garantire una minima circolazione d’aria per evitare ristagni e problemi fungini.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".