Se sei un Pollice Nero questa è una Pianta con cui puoi fare alcune prove

Nell’imparare a stare insieme alle piante, perché di questo si tratta, avere la sensazione di stare bene insieme, ho pensato di partire sempre dalle cose facili e quindi dalle piante facili.

Quando parlo di piante facili faccio riferimento a quelle piante che hanno una buona tolleranza all’errore.

Non si tratta di piante indistruttibili, anzi, ti mostrano anche il danno ma sono molto tolleranti. Una delle piante che mi ha insegnato tanto è l’aspidistra, anche conosciuta come pianta piombo.

Il suo nomignolo mi ha confortato, identificandone resistenza e adattamento tali a poter tollerare anche i miei errori più gravi.

Ti spiego cosa mi ha insegnato la pianta piombo stando insieme a lei.

Puoi posizionarla dove più ti piace

Inizialmente pensavo di dover tenere tutte le piante alla luce più forte; quindi, cercavo spasmodicamente il punto più luminoso della casa.

Poi ho cominciato a fare delle prove ed ho imparato che le piante ti fanno capire chiaramente quando hanno esigenza di luce.

L’aspidistra, ad esempio me lo ha fatto capire in due modi: il primo modo è la direzione delle lunghe foglie lanceolate, di consistenza tenera. Ebbene, è capace di direzionare le sue foglie propendendole verso la luce. Questa è una cosa che fanno tutte le piante ma con l’aspidistra te ne accorgi subito.

Il secondo modo riguarda la tonalità di verde: la carenza di luce rendeva le fogliolone lanceolate di un verde pallido.

Ha tollerato tutti gli spostamenti alla quale l’ho sottoposta per cercare il posto perfetto, una caratteristica da non sottovalutare perché le piante sono abitudinarie, non amano gli spostamenti sia per una questione di luce che di temperatura.

Puoi sperimentare vari metodi di innaffiatura

Con l’aspidistra non devi temere di sbagliare ma puoi sperimentare ed imparare i vari metodi di innaffiatura.

Ti starai chiedendo cosa vogli adire metodo di innaffiatura, visto che basta versare semplicemente acqua nella terra. Invece ho imparato che le piante hanno esigenze diverse non solo in fatto di quantità di acqua ma anche di modalità con cui forniamo acqua.

L’aspidistra, visto la sua tolleranza, mi ha permesso di provare sia un metodo che si definisce “per immersione”, sia quello che consente di nebulizzare la superficie del terriccio, sia del versare semplicemente l’acqua dall’alto.

Puoi riuscire facilmente a propagarla

Tra le cose più difficili da imparare nella cura delle piante c’è di certo la propagazione. L’aspidistra consente di fare anche prove di questo tipo, consentendo di imparare con molta facilità uno dei metodi più utili per propagare una tipologia di piante: il metodo della divisione.

Si tratta di una pianta che è dotata di rizomi, una componente del fusto che cresce in modo orizzontale, dalla quale spuntano radici utili allo scopo di immagazzinare acqua e nutrienti e che affondano nella terra, e germogli che protendono verso l’alto.

La sua funzione è come quella di un deposito di nutrienti e di acqua che resta inalterata e che la pianta utilizza per la ripresa vegetativa quando le condizioni del terriccio a seguito dell’inverno non sono favorevoli.

Per creare nuove piante ho semplicemente dovuto dividere questi rizomi.

Mi son procurato una lama ben affilata e l’ho disinfettata e mi sono assicurato che ciascuna parte del rizoma avesse radici e già qualche germoglio, prima di tagliarli.

Ho lasciato asciugare all’aria aperta per qualche giorno le varie parti separate così che cicatrizzassero e si asciugassero. Poi li ho semplicemente rinvasati.

È così che ho imparato a conoscere un rizoma, a conoscere il metodo della divisione che può servirmi per altre propagazioni, senza mettere a rischio la pianta che si è dimostrata molto tollerante.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.