Cos’è il terreno? Può sembrare una domanda banale ma se sei alle prime armi ti servirà Conoscerlo nel dettaglio

Il suolo o terreno è una sostanza costituita da diverse particelle, tra cui contenuti organici e non organici.

La parte organica del suolo comprende piccole piante, alghe e microrganismi come batteri e funghi.

Mentre la parte non vivente o inorganica contiene minerali come roccia, sabbia, limo e argilla.

L’importanza primaria che il suolo riveste per le piante è quella di fornire supporto per aiutarle a stare in piedi e fornire sostanze nutritive per una crescita adeguata.

Puoi classificarlo in base ai materiali

In base ai materiali di cui la miscela è composta è possibile suddividere il terriccio in 4 tipi di miscele.

Terriccio argilloso

La sua struttura è compatta e quindi non è ben drenante. È particolarmente adatto per una coltivazione tenuta in serra.

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È composto da materiali che lo rendono particolarmente umido e ricco di sostanze organiche.

Potrai riconoscerlo dal fatto che, se prendi una porzione tra le mani riuscirai a dargli la forma che desideri, imitando appunto l’argilla che mantiene la forma data.

Terriccio ghiaioso

Se la quantità di ghiaia nella miscela è superiore del 40% si tratta di sicuro un terriccio ghiaioso.

Non ha la capacità di trattenere l’umidità ed è un tipo di miscela altamente drenante, ideale per tipi di piante come quelle grasse o le cactacee.

La presenza della ghiaia, inoltre, lo rende particolarmente isolante proteggendo l’apparato radicale dalle escursioni termiche.

Terriccio limoso

Il terriccio limoso ha grande affinità con quello argilloso e con esso condivide la grande capacità di ritenzione idrica.

La differenza sta nel fatto che i materiali grossolani sono in una dimensione intermedia tra l’argilla e la sabbia.

Infatti, ha una proprietà maggiormente drenante rispetto all’argilla e può asciugarsi più in fretta.

Terriccio sabbioso

È la miscela che è più leggera e meno compatta con un materiale grossolano che ha dimensioni più fini di quello ghiaioso.

Non trattiene umidità, ha solitamente un pH acido e questo lo rende perfetto per le piante cosiddetta acidofile.

La sua capacità drenante lo rende ideale per le piante che temono i ristagni e le infezioni fungine.

Potrai riconoscerlo dalla consistenza granulosa anche al tatto, proprio come se fosse sabbia.

Puoi classificarlo in base alla composizione chimica

Quando parliamo di composizione chimica ci riferiamo al pH, cioè caratteristiche che hanno una grande influenza sulla vita delle piante, modificando la capacità di assorbire nutrienti dal suolo.

Su una scala di riferimento che va da 0 a 14, parliamo di un pH acido se il valore va da 0 a 5, di un Ph neutro se il valore va da 6 a 7 e di un pH basico o alcalino se il valore va da 8 a 14.

Conoscere il tipo di pH richiesto dalla pianta che andremo ad impiantare in quel terriccio è fondamentale per vederla prospera, in salute e crescita e in fiore nel periodo giusto.

Puoi classificarlo in base alla compattezza

Quando parliamo di compattezza ci riferiamo alla capacità del terriccio di essere soffice, medio o pesante.

Il grado di compattezza ci aiuta a capire se le radici possono diramarsi ed espandersi con facilità, se hanno la possibilità di essere arieggiate ed ossigenate e se possono incorrere in asfissia radicale.

Nutrienti essenziali

Dal punto di vista organico, il terreno contiene una serie di elementi che lo compongono che contribuiscono alla vita delle piante che in esso affondano le radici.

Azoto – il principale responsabile della crescita delle piante. È contenuto nelle cellule vegetali, nelle proteine, negli ormoni e nella clorofilla. L’azoto entra nel suolo dall’atmosfera, dove si converte nei suoi nitrati, che vengono poi utilizzati dalle piante.

Fosforo –  si occupa del passaggio dell’energia dalla luce solare alle piante e favorisce la maturazione di parti della pianta come le radici.

Potassio – rende le piante forti e resistenti alle malattie. Il potassio svolge anche un ruolo nella formazione e nel trasporto di amido, zuccheri.

Calcio – migliora lo sviluppo e la salute delle radici, oltre a promuovere la crescita delle foglie. Inoltre, stimola la fotosintesi e l’assorbimento di altri preziosi nutrienti.

Magnesio – costituisce la parte centrale della clorofilla e assorbe l’energia del sole per essere utilizzata dalle piante durante la fotosintesi: la mancanza di magnesio provoca una crescita stentata.

Zolfo – costituisce aminoacidi, proteine e oli. È essenziale per la crescita in quanto fa parte della clorofilla, una sostanza che permette la fotosintesi. Inoltre, produce e attiva enzimi.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.