Quali sono le Differenze tra Ficus Benjamin e Ficus Ginseng

Anche se entrambi appartenenti alla stessa famiglia delle moraceae, il ficus Benjamin e il ficus Ginseng racchiudono specifiche caratteristiche che possono aiutare chi ne ha cura a fare delle differenze.

La loro bellezza ornamentale dovuta alla particolarità dei tronchi intrecciati spesso ci confonde.

Tali differenze vanno necessariamente riconosciute poiché di conseguenza, proprio in base a queste differenze, poche ma funzionali, le cure possono variare.

In questa guida semplice troverai le sostanziali differenze per ridurre la confusione tra queste due piante.

Differenze strutturali

Apparentemente non è difficile distinguere le due piante anche se la caratteristica ornamentale dei loro fusti può confondere.

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Puoi concentrarti sui dettagli sia per quanto riguarda il fusto che il fogliame e coglierne le sostanziali differenze.

Ficus Ginseng

Il ficus ginseng, tipicamente conosciuto come ficus bonsai dal punto di vista strutturale presenta delle sostanziali evidenze:

lo ritroviamo spesso con un fusto modellato che assume forme svariate ma pochi sanno che si tratta in realtà di radici che spesso si gonfiano e si allungano e intrecciandosi donano al ficus quell’aspetto ornamentale unico.

Il ficus retusa o microcarpa, questo il suo nome botanico, possiede un tronco generalmente stretto al quale confluiscono le radici evidenti e aeree prima che la chioma si espanda con foglie ovali e particolarmente lucide, di un verde scuro intenso.

Le dimensioni contenute del fogliame fanno in modo che possa essere coltivato come un bonsai, spesso da interno.

Ficus Benjamin

Il fico piangente o ficus benjamin cresce invece come un sempreverde a foglia larga ed essendo originario in terre dal clima tropicale si trova a suo agio in appartamento.

Il suo tronco spesso intrecciato non è altro che un lavoro di precisione e pazienza che viene effettuato legando i rami della pianta malleabili e non ancora lignificati o i tronchi di due o più esemplari.

Il tronco e gli stessi rami hanno una colorazione molto chiara mentre le foglie che affollano i lunghi rami sottili ne appesantiscono l’andatura e spesso risultano ricadenti verso il basso, dando alla chioma una forma piangente.

Differenze nella cura

Nonostante le caratteristiche comuni, alcune sostanziali differenze nella cura consentono a chi le conosce di trattare questi due esemplari nel modo giusto, senza indurre in sofferenze la pianta confondendo caratteristiche e necessità.

Esposizione

In fatto di luce i nostri protagonisti ne sono ben ghiotti, e entrambi amano un illuminazione rigorosa ma con una differenza sostanziale: il ficus Benjamin apprezza solo una luce indiretta e tollera al massimo la luce diretta del mattino, non eccessivamente violenta. Prediligi un’esposizione ad est o ad ovest così che la luce anche se diretta non sia violenta.

Il ficus ginseng presenta un fogliame meno delicato e riesce a tollerare molto meglio la luce diretta del sole, godendone a pieno anche se esposto a sud.

Innaffiature

Nonostante entrambi gli esemplari godano di una condizione umida in natura bisogna fare attenzione alla somministrazione regolare di acqua, nello specifico per il ficus Benjamin che ha una condotta più delicata e potrebbe soffrire particolarmente per un terriccio costantemente umido o con ristagni.

Il ficus ginseng invece tollera maggiormente un terriccio più umido e la sua corteccia, o meglio lo strato esterno delle sue radici gonfie, è maggiormente resistente e tollerante.

Potatura

Anche se entrambi gli esemplari possono fare sfoggio di una chioma frondosa e abbondante ti servirà sapere che la potatura richiede accorgimenti differenti.

Il ficus Benjamin ha una crescita più veloce rispetto al Ginseng e la sua chioma è maggiormente frondosa ed in quanto tale necessità di essere spesso contenuta e allo stesso tempo ripulita per evitare che parti secche possano ospitare parassiti.

Puoi lasciar crescere la chioma del ficus ginseng senza essere frequente nelle potature poiché la crescita è più lenta.

Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.