La leggenda del Giglio Rosa di Santa Candida che sboccia in una sola notte

Proprio in questo periodo, tra la la metà e la fine del mese di Settembre, capita di trovare con grande sorpresa un fiore che fino alla sera prima non avevamo notato!

Non sono allucinazioni ma è l’effetto che fa il Giglio Rosa… sembra davvero che la sua fioritura avvenga in una sola notte!

La storia del giglio di Santa Candida è davvero unica, soprattutto per i soprannomi che sono stati dati a questo fiore unico. 

Partiamo però facendo una precisazione: anche se si tratta di un fiore soprannominato giglio di Santa Candida, non parliamo di un giglio vero e proprio, ovvero non fa parte del genere dei Lilium ma appartiene alla stessa famiglia degli Amaryllis.

In effetti, il fiore ricorda molto un Amaryllis comune che di sicuro avrai incontrato prima d’ora nei giardini.

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Il giglio di Santa Candida ha uno stelo molto più lungo di un classico Amarillo e ha un fiore più grande e di colore rosa, ma non è l’unica caratteristica che rende questa pianta unica. 

Scopriamo insieme la storia del giglio di Santa Candida!

Attenzione: i bulbi di questa pianta sono velenosi se ingeriti.

Da dove viene il nome 

Il nome del fiore, detto giglio di Santa Candida, ha un motivo ben preciso anche se in realtà non è affatto un giglio ma un amaryllis!

In particolare, è una varietà di Amaryllis chiamata Amaryllis belladonna, appartenente alla famiglia delle Amarillidacee.

In più, il suo nome comune di giglio di Santa Candida, è legato ad un’usanza dell’isola di Ponza: qui si dà un soprannome al fiore che è legato al santo che si festeggia nel momento in cui fiorisce.

In questo caso, la Santa di riferimento è la santa patrona di Ventotene, Santa Candida che si festeggia il 20 settembre.

Per intenderci, è la stessa usanza che dà il nome al giglio di sant’Antonio (questo però è un giglio vero e proprio!) che fiorisce a giugno, proprio quando si festeggia il santo.

Perché la fioritura è unica

Questo tipo di Amaryllis, oltre ad avere un nome particolare, ha anche delle caratteristiche botaniche che lo rendono unico e raro.

Infatti si tratta di una pianta bulbosa che fa spuntare per prima il fiore e poi le foglie

In questo modo, il fiore appare come un lungo stelo robusto con in cima uno, due o tre fiori rosa meravigliosi: per di più sono anche profumati.

E non è finita qui, proprio perché le foglie non sono presenti durante la fioritura e fanno apparire lo stelo nudo, questa pianta viene soprannominata anche femmina nuda, una donna privata degli abiti: le foglie!

Quando fiorisce il giglio di santa Candida

I gigli di Santa Candida fioriscono dalla fine dell’estate all’inizio dell’autunno, a settembre si troverà dunque in piena fioritura.

Il fiore è a forma di tromba e ha un colore rosa intenso dalle sfumature uniche: la sua forma ricorda molto un classico Amaryllis.

Le foglie sono verdi e nastriformi e compariranno soltanto quando la fioritura è ormai completata, ovvero tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno.

In più, le foglie saranno ormai completamente secche una volta che il giglio di Santa Candida si preparerà fiorire per la stagione successiva. 

Dove piantarlo

La pianta di Amaryllis Belladonna è più felice quando riceve pieno sole e calore, d’altronde il suo ambiente nativo è il sud Africa.

Assicurati di posizionare la pianta in un punto luminoso del giardino: il modo in cui riflette la luce solare rende più attraente il grande fiore a forma di tromba.

A volte viene consigliata anche la coltivazione da interno in vaso, ma per l’altezza dello stelo è preferibile coltivare il giglio di Santa Candida all’aperto.

Se hai comunque intenzione di coltivare l’amaryllis in vaso, assicurati che il terreno mantenga un livello di secchezza che imiti le condizioni della terra natia.

Quando pianti il bulbo, usa un terreno drenante e tieni presente che non devi mai lasciare che l’acqua in eccesso ristagni a lungo, specialmente intorno al bulbo.

Se ciò accade, i bulbi dei bellissimi gigli di Santa Candida possono marcire e i fiori rosa a forma di tromba possono sembrare malsani o addirittura non fiorire affatto.

Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli sia, alla fine, prendersi cura di se stessi. Parlo delle piante, ovviamente.