Se l’Orchidea sta sfiorendo completamente puoi capire che succede da questi 3 fattori

Un’orchidea che sfiorisce è normale, ma dopo quanto?

La fioritura dell’orchidea non è di certo di breve durata, soprattutto se in buona salute.

Se l’orchidea comincia a sfiorire in breve tempo, ancor prima di schiudere tutti i suoi boccioli allora puoi controllare questi fattori per capire cosa le sta succedendo.

Vediamolo insieme.

Controlla le radici

Radici sottoposte ad una condizione di umidità persistente sono fortemente compromesse e te ne accorgi innanzitutto dall’aspetto.

Le radici dell’orchidea sono facilmente visibili poiché tenute in vasi appositi in plastica che consentono di vederne le condizioni.

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Se ricoperte da uno strato biancastro, se annerite o danneggiate in qualche punto vuol dire che sono in sofferenza e che questo deve aver fine vista la perdita repentina dei fiori.

Svasa l’apparato radicale, ripuliscilo dalla corteccia presente e umida, utilizza una soluzione fungicida apposito e pota ogni parte marcia.

Procedi col rinvaso fornendo all’orchidea nuovo substrato. Puoi servirti di questa guida semplice.

Controlla il substrato

Le orchidee non hanno bisogno di terra, crescono aggrappandosi a tronchi, le così dette epifite, o a rocce, oppure aggrappandosi a materiali molto porosi.

Nel tempo il mix potrebbe essere ormai esaurito, e lo puoi constatare al tatto, se la corteccia si sbriciola tra le mani o è tanto esaurita da restare perennemente umida o eccessivamente impermeabile.

Occorre il giusto mix di materiali porosi e grossolani, che possa fornire all’orchidea quattro elementi essenziali: ottimo drenaggio, ritenzione di umidità, eccellente circolazione dell’aria e lenta decomposizione dei materiali.

Mescola a 2 parti di corteccia di pino 1 parte di sfagno, 1 parte di fibra di cocco e 1 parte di lapilli.

Guarda le foglie

Non c’è nulla di più preoccupante del ritrovare una foglia gialla sulla nostra bella orchidea, segno di qualcosa che sta avvenendo ed è bene conoscerne le cause.

Solo in questo modo è possibile intervenire tempestivamente e mirato per riuscire a curare in tempo qualsiasi il tipo di problematica.

Dosa meglio la luce

Le foglie di una Phalaenopsis possono bruciare e ingiallire se sono esposte alla luce solare diretta.

Se le foglie sono ancora paffute e sode, ma stanno ingiallendo, la pianta sta probabilmente ricevendo troppa luce e sta perdendo la sua colorazione.

Prova a mettere la tua orchidea in un luogo che riceva sufficiente luce solare indiretta.

Occhio alle innaffiature

Se le foglie sono rugose oltre che gialle, la pianta è molto probabilmente disidratata.

In caso contrario, controlla le radici. L’irrigazione eccessiva può portare al marciume radicale, che a sua volta può far ingiallire le sue foglie.

Dovresti innaffiare l’orchidea solo quando le sue radici hanno una colorazione biancastra e lasciarla senz’acqua fin quando le radici mantengono una colorazione verde accesa.

Ha bisogno di nutrienti

Se le orchidee non ricevono abbastanza azoto e magnesio, hanno difficoltà a produrre clorofilla, ingiallendo le foglie.

Nello specifico, se le foglie cominciano ad ingiallire lungo i bordi, la pianta soffre per la carenza di azoto, magnesio o entrambi.

Cosa faccio con lo stelo sfiorito?

Se lo stelo è ancora verde e quindi vivo puoi decidere di potarlo e di ridimensionarlo e così facendo c’è la possibilità che la pianta produca fiori molto prima che se dovessi aspettare che si sviluppi un nuovo stelo fiorifero.

Cerca un nodo, il punto a cui era attaccato il fiore e taglia appena due centimetri sopra questo nodo, con un taglio netto.

Taglia in obliquo così che, qualora avessi bisogno di nebulizzare per accrescere l’umidità, l’acqua possa sgrondare e non resti sul taglio, rischiando di farlo marcire e creare infezioni alla pianta intera.

La diretta conseguenza di questa scelta sarà quella di avere steli fioriferi abbondanti, e per ogni stelo diversi fiori, ma questi potrebbero essere più piccoli.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.