Come rimediare se i Fiori della Camelia sono tutti macchiati

Profumo e ricercatezza in un fiore così bello, la camelia è da secoli la pianta tra le più coltivate a scopi ornamentali.

Senz’altro per ogni colore, guardarla fiorire è una grande soddisfazione ma, di contro, se i fiori non ci sembrano perfetti questo è davvero molto frustrante.

Quando parlo di fiori non perfetti mi riferisco a delle macchie marroni che possono interessare i boccioli appena nati o i petali dei fiori già sbocciati, deturpati nel loro candore, soprattutto quelli bianchi.

Sai cosa accade alla tua camelia? Potrebbe trattarsi di un danno serio e conoscerne le cause potrebbe salvarla.

Vediamo insieme quali potrebbero essere le cause di fiori macchiati per la camelia.

Ti aspetto nel nostro Gruppo Facebook dove puoi spiegarci il TUO dubbio su fiori e piante... e non dimenticare di mettere una foto della tua pianta così capisco subito il problema! Ti Aspetto!

È colpa del freddo

Alcune varietà hanno una fioritura precoce, quindi in un periodo in cui la primavera è appena cominciata e le temperature serali e notturne sono ancor basse.

Il freddo pungente potrebbe far macchiare i fiori, soprattutto sui bordi dei petali senza però comprometterne la fioritura.

Il suolo non è abbastanza acido

La camelia è un’acidofila, cioè prospera ed apprezza particolarmente un pH acido, dunque una composizione chimica acida.

Se i fiori non sono perfetti potresti aver ripetutamente innaffiato con acqua dura, particolarmente calcarea, ad esempio quella del rubinetto, che ha la capacità di neutralizzare l’acidità del terriccio facendo salire il pH e quindi rendendo il terriccio alcalino.

Dunque, questo non solo comporta la presenza di fiori macchiati, ma a lungo andare la produzione di fiori sarà sempre più ridotta.

Puoi sostituire il terriccio con una miscela ideale per acidofile oppure puoi abbassare il pH con una miscela di acqua e aceto: mescola in 2 litri di acqua mezzo limone oppure un cucchiaino di aceto e poi innaffia la pianta.

Ricorda di utilizzare acqua piovana o acqua distillata per innaffiare la tua camelia.

Si tratta di un fungo

La camelia sembra essere soggetta ad una serie di infezioni fungine che non possono fare altro che comprometterne le belle fioriture e poi in seguito lo stato di salute dell’intera pianta.

Ciborrinea

La Ciborinia camelliae è un fungo che colpisce tutte le specie di camelia, persino gli ibridi. Non è pericoloso per la pianta anche se ovviamente la deturpazione dei fiori pregiudica la commerciabilità.

Colpisce unicamente i fiori, anche appena sbocciati o ancora ridotti a semplici germogli dai quali si intravedono le punte dei petali.

Parte con piccole macchie sulla punta dei boccioli fino a diffondersi su tutto il fiore facendolo marcire con macchie prima marrone scuro e poi nerastre.

Muffa grigia

La botrytis cinerea è un fungo in grado di distruggere le cellule vegetali.

Non provoca unicamente imbrunimento dei fiori, con macchie più chiare rispetto a quelle della ciborrinea, ma puoi verificarne la presenza anche per lo strato grigiastro che comincia a diffondersi su tutta la pianta.

Come verificare se si tratta di botrite o ciborrinea?

Prepara un barattolo con un tovagliolo umido sul fondo; stacca il fiore colpito, mettilo nel barattolo e chiudilo.

Tienilo a temperatura ambiente per almeno 48 ore e se la carta comincia a riempirsi di muffa allora si tratta proprio della botrite, altrimenti si tratta di ciborrinea.

Come intervenire

Rimuovi i fiori infetti e ripulisci lo strato superficiale del terriccio dai petali caduti.

In caso di ciborrinea il fungo è in grado di sopravvivere per intere stagioni sui petali caduti e questo potrebbe attecchire nuovamente nella stagione successiva. Ripulire la pianta e il terriccio è l’unico modo per intervenire poiché non ci sono fungicidi chimici specifici.

Prova a disinfettare la pianta con una miscela di acqua e sapone molle per ripulirne la superficie delle foglie.

Qualora si trattasse di botrite, irrora prodotti fungicidi per debellare l’infezione e permettere alla pianta di sopravvivere.

Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.