L’acqua del rubinetto fa male alle piante? 5 motivi per non usarla

Uno degli accorgimenti principali per fare in modo che le nostre piante crescano in salute riguarda di sicuro le innaffiature.

Oltre ad avere cura del numero di innaffiature da somministrare alle nostre piante c’è un altro elemento da tener presente: la qualità dell’acqua che utilizziamo.

L’acqua ha delle sue caratteristiche, che possono dare benefici o danneggiare le nostre piante. Sapevi che esiste un tipo di acqua che viene definita dura?

Vediamo insieme di cosa si tratta e i motivi per cui non va usata per alcune delle nostre piante.

Acqua dura o morbida

L’acqua dura, è così che viene definita, è quella che contiene non solo minerali essenziali ma una serie di minerali extra, principalmente calcio e magnesio, e grosse quantità di calcare che la rendono dannosa per le piante.

La comune acqua di rubinetto, ad esempio, contiene grosse quantità di calcare ed è definita dura.

L’acqua morbida o dolce, al contrario, contiene un unico elemento essenziale, cioè il sodio. Nello specifico l’acqua piovana, l’acqua distillata, possono essere definite dolci.

5 motivi per non usare l’acqua dura

Ci sono vari modi in cui l’acqua dura può danneggiare le tue piante.

Mentre pensi di fare del bene innaffiando le tue piante con la comune acqua di rubinetto o con il tubo da giardino, senza saperlo potresti essere il fautore di diversi danni.

Squame o macchie sulle foglie

Il contenuto minerale dell’acqua, che le conferisce la caratteristica di acqua dura, è ciò che apparirà sulle foglie come fosse un rivestimento che le opacizza.

Ciò è dovuto al calcare che si deposita sulle foglie e nel terriccio, impedendo alle piante di respirare in modo efficace.

Questo causa macchie sulle foglie o un raggrinzimento strano, non naturale.

Le foglie non hanno colori brillanti

Le piante si affidano al loro colore verde per assorbire la luce del sole e quindi ottenere l’energia necessaria per crescere al meglio, per produrre nutrimento e ossigeno con il processo di fotosintesi.

Tuttavia, con il deposito di minerali come calcio, carbonio e ferro, queste piante perderanno la loro pigmentazione e diventeranno incapaci di produrre cibo o ossigeno.

Ciò è dovuto all’accumulo di minerali ed al lento avvelenamento delle piante con questi minerali dannosi.

Asfissia radicale

Quando c’è un contenuto minerale troppo alto nel terriccio, questo si deposita intorno alle radici impedendo l’assorbimento dell’acqua.

Quindi, non importa quanto abbia innaffiato le piante. Sembreranno avvizzire man mano o non rispettare il normale periodo di crescita.

Il terriccio è troppo acido

L’acqua dura è in grado di alterare il pH del terriccio. In questo caso contribuisce a rendere il terriccio particolarmente acido.

A tal proposito, esistono alcune piante che non amano terricci acidi e questo porta a mal nutrizione e quindi un aspetto non piacevole.

La pianta non cresce

Può accadere che, se non nutrita nel modo giusto, a causa di un’acqua troppo carica di minerali, la pianta possa avere meno foglie nuove e più foglie secche.

In questo caso un’acqua troppo carica di minerali, che può sembrare un bene, ma in realtà non lo è, può rallentare la crescita della tua pianta.

Come rendere utilizzabile l’acqua del rubinetto

Utilizzare l’acqua del rubinetto è più comodo per tutti. Puoi tranquillamente usarla, ma adotta qualche piccolo accorgimento per renderla morbida.

Lasciala riposare nell’innaffiatoio almeno per una notte. Le componenti extra tenderanno a dissiparsi o a cadere sul fondo.

Dopo una notte, utilizza i tre quarti di quell’acqua. Quella sul fondo invece, dove si sono accumulati tutti gli elementi in eccesso, usala per le piante in giardino e non in vaso.

Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.