Se vuoi utilizzare Fertilizzanti NPK segui questa guida per conoscerli al meglio

Anche se sei un pollice nero sai di certo che ogni pianta ha bisogno di specifici nutrienti per sopravvivere e possiamo essere noi ad offrirne.

Parliamo ovviamente di concimi e quello più diffuso è contraddistinto da una sigla di tre lettere: NPK.

Nulla di complesso, si tratta solo di un acronimo che sta ad indicare i principali elementi nutritivi di cui hanno bisogno le piante, cioè azoto, fosforo e potassio.

Vediamo insieme di cosa si tratta e tutto quanto c’è da sapere su questo tipo di fertilizzanti.

Cosa vuol dire NPK?

Le lettere utilizzare per indicare i tre elementi essenziali riguardano le diciture chimiche con cui l’azoto, il fosforo e il potassio sono indicati sulla tavola periodica degli elementi; N per azoto, P per fosforo, K per potassio.

L’azoto stimola la crescita e lo sviluppo vegetativo. Il fosforo è il principale responsabile dell’abbondanza della fioritura e della resistenza delle radici. Il potassio, invece, migliora l’aspetto e il sapore dei frutti, oltre a rafforzare la pianta in vista di condizioni climatiche rigide e avverse.

La maggior parte dei concimi NPK include anche ingredienti aggiuntivi come calcio, magnesio, ferro, micronutrienti e persino la percentuale di materia organica e riempitivi.

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I fertilizzanti NPK in commercio vengono venduti accompagnati sempre da composizioni numerica, che identificano le percentuali di questi tre elementi presenti nella miscela.

È per questo che un fertilizzante NPK è in grado di sostenere la pianta in ogni fase del suo sviluppo poiché a seconda della percentuale scelta sarà più indicato per sostenere la fase vegetativa, la fioritura oppure la produzione dei frutti.

Di che tipo di concime si tratta?

Puoi trovarne in commercio sia in forma liquida che in forma solida.

Il formato più comune è quello liquido a rapido assorbimento, da diluire nell’acqua di irrigazione, ma non sono da escludere altre tipologie.

Esistono anche le tipologie granulari e in polvere, prodotti da integrare al terriccio, che andranno a rilasciare tutti i principi attivi in un lasso di tempo più lungo, perciò detti fertilizzanti “a lenta cessione”.

Come leggere l’etichetta?

Sopra ogni etichetta è possibile leggere le caratteristiche del fertilizzante in questione che riporta una sigla di numeri che indicano la percentuale in concentrazione dei tre elementi.

Quindi se la sigla numerica fosse NPK 10-5-15, significherebbe che il prodotto contiene un 10% di azoto, un 5% di fosforo e 15% di potassio.

La guida alle principali sigle numeriche

Un fertilizzante con titolo NPK 20-20-20 o 10-10-10, è forse quello più comune. Ideale per ogni tipologia di pianta perché viene definito equilibrato, cioè ha lo stesso apporto dei tre elementi.

È in grado di prevenire le carenze che causano ingiallimento e scarsa produzione di fiori e frutti.

È anche identificato come un tipo di fertilizzante completo, poiché contiene in egual misura tutti e tre gli elementi.

Ci sono alcune sigle invece che sono definite incomplete. Un fertilizzante incompleto non è necessariamente inferiore a un fertilizzante completo.

Se il terreno ha già un eccesso di uno dei tre nutrienti si potrebbero effettivamente danneggiare alcune piante aggiungendone ancor di più al terreno: in questo caso, un fertilizzante incompleto potrebbe essere la scelta giusta.

Un NPK 15-9-15 è un fertilizzante che contiene una percentuale di fosforo ridotta rispetto ad azoto e potassio; è particolarmente indicato per le piante più giovani e ad inizio risveglio, per la produzione di frutti e per il post vegetazione.

Un NPK 30-10-10 ha una percentuale maggiore di azoto, particolarmente adatto per la nuova produzione, per le prime fasi dello sviluppo,  per quelle piante che necessitano di un apporto acido.

Un NPK 10-20-30 è un formulato ad elevato tenore di potassio e magnesio in abbinamento ad una adeguata quota di fosforo. Puoi impiegarlo in fase di finitura in quanto favorisce un’equilibrata maturazione senza provocare, tuttavia, arresti vegetativi.

Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.