Sai cos’è la Clorosi Ferrica?

La clorosi ferrica consiste in un problema fisiologico che ha come principale conseguenza un graduale ingiallimento fogliare.

L’ingiallimento non è altro che la diretta conseguenza di una carenza significativa di una componente essenziale nella pianta: il ferro.

Il ferro è presente in quantità diverse in ogni terriccio ma la sua composizione spesso non gli consente di essere assorbito adeguatamente dalla pianta che occupa quello specifico terriccio.

Questo accade quando è in una forma che non si scioglie in acqua, la stessa acqua che noi utilizziamo per innaffiare le piante. L’acqua oltre a idratare i tessuti vegetali serve proprio per far sciogliere i nutrienti e renderli assorbibili.

Tra le piante maggiormente soggette a clorosi ritroviamo gli agrumi, le ortensie, il glicine, le azalee e moti alberi da frutto, tra cui il pesco, il pero, i pomodori e quasi tutte le graminacee.

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Quali sintomi?

La sintomatologia immediatamente evidente riguarda il colore sbiadito delle foglie. Il colore verde, infatti, comincia a perdere di tono sempre di più fino a portare la foglie ad ingiallimento, o nelle forme più gravi a diventare completamente bianche.

Purtroppo, la clorosi ha questa sintomatologia in comune con la carenza di azoto. Anche in mancanza di azoto le foglie scoloriscono. Puoi riconoscere però la clorosi osservando la foglia nel dettaglio.

Le sue venature restano verdi in caso di clorosi, mentre quando manca azoto la foglia scolorisce in ogni sua parte.

Altri sintomi riguardano la successiva caduta delle foglie, i bordi delle foglie marroni o la presenza di foglie malformate.

Il ruolo del pH

Il mancato assorbimento di ferro dipende dalla natura del pH, cioè della composizione chimica del suolo.

Se il pH è superiore a 8.5, questo mette in difficoltà le radici che non riescono ad assorbire il ferro. Questo perché quando il terriccio è basico il ferro si trasforma e non è assorbibile.

Questo accade soprattutto con terricci molto calcarei, perché il calcare è in grado di innalzare il livello di pH e rendere il terriccio basico.

Quindi, più si abbassa il pH e quindi il terriccio è acido, maggiore è la capacità del ferro di sciogliersi ed essere assorbito.

Come intervenire?

La prima cosa da fare è misurare il pH del terriccio; se il terriccio è basico è possibile abbassarlo rendendolo maggiormente acido.

In questo modo il ferro del terriccio è più facilmente assorbibile dalla pianta e comincia a compensare la carenza di ferro.

Un alleato particolarmente apprezzato è un concime a base di chelati di ferro.

Si tratta di composti che puoi utilizzare in due modi: dopo averli disciolti in acqua puoi sia versarli nel terriccio che nebulizzarli sulla chioma.

Maggio è il mese giusto per questi trattamenti. Assicurati di intervenire solo nelle ore serali, quando non c’è il sole cocente.

Dopo aver sciolto il chelato in acqua crea delle piccole buche profonde alcuni centimetri intorno alla pianta e versa il composto. La quantità di acqua dipenderà dalla gravità della clorosi e dalla tipologia di pianta.

Ricorda che la pianta, di qualunque sia la sua natura, ha bisogno di molto tempo per poter recuperare la carenza di ferro.

Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.