La capelvenere ha fronde marroni? Tutte le cause

Fronde delicate e dall’aspetto così bello da essere paragonato ai capelli di Venere, la dea della bellezza: si tratta della Capelvenere, il cui nome botanico è Adiantum capillus-veneris.

Questa pianta è, in realtà, una felce caratterizzata da fronde con foglioline cuneiformi color verde chiaro.

Amante dei luoghi umidi e ombrosi, è una delle felci più esigenti: non rispettare le regole di coltivazione di questa pianta significa farla andare incontro alla morte.

Uno dei suoi problemi più comuni sono sicuramente le fronde che diventano marroni e secche senza apparente motivo.

Scopriamo insieme quali sono le cause e come risolvere questo fastidioso problema.

Scarsa umidità

Come tutte le felci, anche la capelvenere ha bisogno di un tasso di umidità abbastanza alto per sopravvivere. Ecco perché viene solitamente tenuta in bagno, la stanza più umida della casa, o in una parte umida del nostro giardino.

Quando l’habitat, invece, è caldo e secco, la capelvenere comincia a soffrire e le sue fronde diventano secche e marroni.

Un rimedio? Un po’ d’acqua vaporizzata sulle foglie ogni 2-3 giorni: in questo modo, terrete comunque alto il tasso di umidità ambientale e vedrete la vostra capelvenere riprendersi.

N.B: per una soluzione permanente, cambiate posto alla pianta tenendola in un luogo dove il tasso di umidità ambientale non sia inferiore al 70%.

Terriccio asciutto

Un’altra frequente causa delle fronde con i bordi marroni è il terreno troppo asciutto.

Il terriccio della nostra capelvenere, infatti, deve essere tenuto costantemente umido: in particolare in estate, quando il tasso di evaporazione è più alto, la pianta va innaffiata molto abbondantemente.

In inverno, invece, le innaffiature vanno ridotte, ma il terreno deve essere comunque sempre umido.

Ricordate di tastare quotidianamente il terreno e innaffiare ogni volta che lo sentite troppo arido e secco.

Troppa luce

Come è ben noto, questa pianta ama la mezz’ombra. Tenerla in un posto troppo luminoso o, addirittura, alla luce diretta del sole danneggia seriamente le foglie, bruciandole.

Spostate la capelvenere in un luogo dove la luce sia sempre indiretta. Anche se la tenete in casa, evitate di metterla troppo vicina a una finestra.

Potete proteggerla dal troppo sole anche con una tenda o un vetro opacizzato.

Noterete che, dopo pochi giorni di mezz’ombra, la pianta riprenderà il suo colore ottimale.

Calore artificiale

Spesso, in inverno, teniamo questa pianta in casa collocandola distrattamente troppo vicino a termosifoni, camini o stufe.

In realtà, le fonti di calore artificiale sono estremamente dannose per la capelvenere, così come per le altre felci: la pianta manifesta la sua sofferenza con fronde secche e più scure del normale.

Tenetele distanti da queste fonti di calore ed assicurate un buon ricambio d’aria alla stanza in cui la tenete.

Vento e spifferi

Vento, che fastidio! Questa pianta non sopporta quando le sue fronde leggere sono mosse costantemente dal vento.

Tenerla in casa non sempre risolve il problema: a darle fastidio sono anche gli spifferi.

Tenetela sempre in un luogo non troppo ventoso, al riparo dalle intemperie. Anche in casa, se la tenete vicino a una porta o una finestra, assicuratevi che sotto di esse non passino troppi spifferi.

In giardino, nei mesi freddi, proteggetela sempre mettendola in un luogo riparato o, se non potete spostarla, utilizzando dei teli in nylon.

E le foglie ormai secche?

Se le foglie delle fronde sono ormai totalmente secche, rimuovile staccandole con le dita o ricorrendo a delle cesoie precedentemente ben sterilizzate.

Non farlo potrebbe compromettere la salute dell’intera pianta in quanto le foglie secche possono marcire, aumentando così il rischio di infezioni e malattie.

Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".