Come arredare la casa con i vasi sospesi

Le piante inserite in vasi sospesi aggiungono un tocco in più ad una stanza o ad un portico, abbelliscono un muro spoglio rendendolo vivace.

Coltivare una pianta in un vaso sospeso è come coltivarla in un vaso normale.

Ma sicuramente ti chiederai “come faccio ad innaffiare senza fare danni?”, oppure “che terreno uso per non rendere il vaso troppo pesante?”, o ancora “quali piante sono adatte a questi vasi?”.

Tieni presente che ci sono diversi fattori da considerare per prendersi cura di queste piante.

Poche regole da seguire che proteggeranno la tua casa e che ti aiuteranno a prenderti cura di queste piante.

Questione del peso

Un vaso sospeso pieno di terra bagnata può essere pesante. Prima di appendere qualsiasi cosa alle pareti o al soffitto, assicurati che la struttura che hai scelto possa sostenere il peso.

Ti consiglio di non inserire i ganci direttamente nell’intonaco o nel muro: se hai già dei ganci, provali prima di appendere qualsiasi cosa.

Anche la scelta del terreno farà la differenza. La maggior parte dei terricci universali sono pesanti poiché hanno la torba come ingrediente principale.

La torba riesce a trattenere benissimo l’acqua e, proprio per questo, pesa di più. Se il peso è troppo, alleggerisci il terriccio nel vaso aggiungendo della perlite.

Questo aumenterà anche il drenaggio: l’acqua in eccesso scorrerà via dai fori del vaso più facilmente.

Quindi dovrai annaffiare più spesso e fare attenzione a non far gocciolare acqua sul pavimento.

Come annaffiare

Non c’è dubbio che l’annaffiatura è la parte più difficile della cura di una pianta in un vaso sospeso.

Se hai messo il vaso molto in alto, può essere utile posizionare un piccolo sgabello vicino alla pianta, così lo avrai sempre sotto mano quando dovrai innaffiare.

Può aiutarti anche un annaffiatoio a collo lungo in modo che tu possa raggiungere il vaso in alto.

Ricorda che l’aria più vicina al soffitto è più calda e secca dell’aria più in basso, quindi le tue piante sospese potrebbero aver bisogno di un po’ d’acqua in più delle tue piante posizionate a terra.

Come proteggere pavimenti e tappeti

I vasi sospesi sono molto eleganti ma il problema più comune è l’acqua.

Se hai tappeti (soprattutto se sono bianchi o di colori molto chiari) potrebbe essere una buona idea portare la pianta all’aperto per innaffiarla, per evitare che l’acqua goccioli a terra.

Le migliori soluzioni a questo problema sono due: vediamole insieme!

Vaso nel vaso

Il vaso decorativo esterno, o coprivaso, è completamente chiuso, poiché non ha nessun foro di drenaggio.

Spesso vengono venduti già con catene o funi fissate direttamente su di esso per appenderlo.

Basta mettere il vaso forato della tua pianta all’interno del coprivaso e non dovrai preoccuparti dell’acqua che potrebbe scorrere.

Basterà evitare che ristagni l’acqua all’interno del coprivaso, togliendo via periodicamente l’acqua di troppo.

Sottovaso

Anche questa è una buona soluzione ed è la più comune.

Consiste in un vaso che ha alla sua base ha un sottovaso che raccoglie tutte le gocce. I fili o le funi si legano al vaso stesso.

Sebbene sia più leggero e sicuramente economico, il problema è di solito la dimensione del sottovaso anti-goccia.

I sottovasi piccoli lasciano poco spazio agli errori sulle annaffiature. Basterà anche solo un po’ di acqua in più e questa gocciolerà sul pavimento.

Quindi è una soluzione che aiuta a regolarti automaticamente su quanta acqua dare alle tue piante.

Quali piante sono adatte

Sicuramente le piante più belle da inserite nei vasi sospesi sono quelle che crescono facendo ricadere foglie e rami e creando così un effetto particolare.

Le piante ricadenti più comuni sono:

  • il Pothos
  • la Peperomia
  • l’Edera
  • le Petunie
  • lo Scindapsus
  • il Senecio o string of pearls

Anche le piante grasse sono molto indicate, soprattutto perché il problema delle annaffiature è molto ridotto e non dovrai preoccuparti neanche di rovinare i tuoi tappeti.

Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli sia, alla fine, prendersi cura di se stessi. Parlo delle piante, ovviamente.