Fai crescere l’Orchidea da zero con la moltiplicazione da semi

La maggior parte delle orchidee coltivate sono originarie dei climi tropicali e subtropicali e delle foreste pluviali, ma sono presenti in tutto il mondo.

La moltiplicazione delle orchidee avviene o per la produzione dei keiki (ovvero delle mini orchidee che crescono sullo stelo della pianta madre) o per seme.

Tuttavia la coltivazione da seme delle orchidee non è molto comune tra chi le coltiva in casa, ma è un procedimento delicato che utilizzano i vivaisti professionisti, perché richiede un ambiente altamente sterile quindi è sempre farlo in laboratorio.

Sapere come funziona la coltivazione da seme delle orchidee è sempre una cosa positiva, soprattutto per conoscere ancora più a fondo queste piante che amiamo tanto.

Scopriamo insieme come far crescere da zero le orchidee con la coltivazione da seme!

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Come ricavare i semi di orchidea

Le orchidee hanno semi molto piccoli simili ad una polvere fine e sono contenuti dai baccelli.

I baccelli si formano solo se l’orchidea viene impollinata, per questo è improbabile che le orchidee che coltiviamo in casa producano i baccelli contenenti i semi, a meno che non impolliniamo manualmente la pianta.

Puoi trovare i semi di orchidea anche online ma ti consiglio di procurarli da coltivatori di orchidee professionisti, anche i vivai specializzati nella coltivazione di orchidee possono averne.

Tuttavia, il modo migliore per procurarsi semi con un’alta possibilità di germinazione è raccogliergli direttamente da un’orchidea.

Considera che un baccello di semi di orchidea può contenere da mille semi a tre milioni di semi.

I semi sono così piccoli da consentire la dispersione a lunga distanza e arrivare anche sugli alberi quando c’è vento.

Come avviene la germinazione dei semi di orchidea

Iniziamo innanzitutto comprendendo il processo di germinazione delle orchidee.

Ci sono due modi per far germogliare un seme di orchidea. In natura, i semi di orchidea cadono nel terreno. Tuttavia, a differenza di altri semi di piante, i semi di orchidea non immagazzinano sostanze nutritive e non possono sopravvivere e crescere senza una fonte esterna di nutrienti.

Per compensare la loro mancanza di riserve di nutrienti, i semi di orchidea formano relazioni simbiotiche con i funghi che hanno una maggiore capacità di assorbire i nutrienti.

Se questa relazione simbiotica ha successo, germina una pianta di orchidea.

Questa germinazione simbiotica è quella che viene svolta nei laboratori ed imita ciò che accade in natura.

C’è però un altro tipo di germinazione dei semi di orchidea ed è il metodo più pratico ed utilizzato, si chiama flasking e consiste in una germinazione in vitro.

Dunque, per riassumere, in questa fase l’ideale è fornire ai semi di orchidea umidità, luce e sostanze nutritive e questo può essere fatto in due modi:

  • Germinazione in vitro: isolando i semi di orchidea e coltivandoli in un contenitore adatto
  • Germinazione naturale: creando un ambiente che imita la natura

Il secondo tipo di germinazione è l’idea alla base dei terrari. Crei un microambiente che favorisca naturalmente la germinazione.

Manutenzione dell’orchidea

Alcune orchidee germinano in pochi giorni, mentre alcune possono richiedere mesi. Lascia che i semini rimangano indisturbati, ma controlla frequentemente i progressi.

Le piantine di orchidee impiegano dalle 4 alle 8 settimane prima di raggiungere la dimensione ideale per il trapianto. Ogni piantina dovrebbe essere rimossa dal luogo di germinazione e trasferita in un nuovo contenitore riempito con un mezzo di coltivazione che mantenga l’ambiente umido.

Alla fine, le giovani orchidee dovranno trasferirsi in vasi pieni di corteccia. Sposta le orchidee solo quando le radici sono visibili e la pianta è abbastanza grande da poter essere maneggiata.

Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli sia, alla fine, prendersi cura di se stessi. Parlo delle piante, ovviamente.