Quale tecnica di innaffiatura scegliere per bagnare l’Orchidea con il cambio delle temperature

I periodi di transizione possono essere i più traumatici per le tue piante, soprattutto se sono delicate come la tua Orchidea.

Nel periodo del primo autunno, questa piatta inizia, infatti, a entrare nella sua fase di riposo vegetativo in cui recupererà le forze per la successiva fioritura che avverrà in primavera.

In questa fase, in cui le temperature tendono a scendere, bisogna prestare una particolare attenzione alle innaffiature e seguire un metodo che tenga conto di alcuni passaggi fondamentali.

Vediamo come fare.

Controllo del substrato

La prima cosa da fare è controllare il substrato dell’orchidea e lo stato delle sue radici per verificare se abbia bisogno o meno di altra acqua.

In questo modo, potrai capire quando è il momento di innaffiare senza esagerare. Nella fase di riposo vegetativo, infatti, le innaffiature devono essere regolari ma non troppo frequenti.

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Limitati a procedere all’innaffiatura quando il substrato è asciutto e le radici, attraverso il vaso trasparente, appaiano asciutte.

Ricorda che il substrato di questa pianta è spesso costituito da corteccia che ha tempi di asciugatura molto brevi. Per questo, controlla bene anche le radici e, in generale, quando le temperature sono inferiori ai 10 °C, innaffia non più di una o due volte la settimana.

Scelta dell’acqua

Anche la scelta dell’acqua gioca un ruolo fondamentale durante il cambio di stagione.

Questa, infatti, deve essere sempre a temperatura ambiente in modo da non alzare o abbassare la temperatura basale rispetto a quella percepita o da non causare uno shock termico che potrebbe far cadere le foglie.

Inoltre, se possibile, scegli acqua denaturata o, comunque, non eccessivamente calcarea o potrebbe alterare il pH basale.

Uso del metodo della bacinella

Uno dei modi più efficaci per innaffiare la tua orchidea è il metodo della bacinella.

Questo consiste nel riempire una bacinella o il lavandino del bagno con dell’acqua fino a un livello che arrivi più o meno a metà altezza o ai 3/4 rispetto al vaso della pianta.

Poi, lasciaci la pianta per un periodo di tempo non eccessivo.

Mentre in estate, infatti, puoi lasciare la pianta in immersione fino a 30 minuti, in questo periodo di cambiamento di temperature l’ideale è non superare i 15 minuti così che la pianta, attraverso i fori di drenaggio sul fondo del vaso, assorba solo l’acqua di cui ha bisogno.

Dopo questo lasso di tempo, rimuovi il vaso dall’acqua, lascia che l’acqua in eccesso defluisca tenendo ben alzato il vaso e poi riponilo nel sottovaso.

Nelle ore successive, controlla spesso il sottovaso per svuotarlo nel caso si riempia di altra acqua in eccesso.

Uso del metodo classico

In alternativa, esistono altri metodi di innaffiatura. Puoi utilizzare, ad esempio, il metodo classico ossia quello dell’innaffiatura dall’alto.

Si tratta di un metodo spesso non considerato ottimale nei periodi più caldi in quanto non sempre riesce a dissetare completamente l’orchidea.

Nel periodo di abbassamento delle temperature, però, puoi tranquillamente utilizzarlo.

Importante è direzionare bene il getto verso la base così da non rischiare di bagnare troppo le foglie o addirittura i fiori eventualmente ancora presenti sulla pianta.


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Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".