Non tutti conoscono questi 4 metodi per innaffiare l’Orchidea

Quante volte abbiamo provato a coltivare un’Orchidea senza riuscire a tenerla in vita? A volte, vedere i suoi fiori che appassiscono e le sue foglie ingiallire diventa quasi un’abitudine!

In realtà, coltivare questa pianta non è difficile come sembra: basta prendersi un po’ di tempo per scoprire le sue caratteristiche e le sue necessità

Uno degli errori più comuni, infatti, consiste nello sbagliare nelle modalità o nelle quantità di innaffiatura. Errori che spesso commettiamo inconsapevolmente ma che portano la nostra pianta a seccare o a marcire.

Scopriamo insieme 3+1 modi diversi per innaffiare la nostra orchidea, ma soprattutto quando utilizzare l’uno e quando l’altro in base al periodo, all’ambiente e alla modalità di coltivazione.

Dall’alto

Il metodo più rapido consiste nel versare l’acqua sul terriccio della pianta, dall’alto, tramite un innaffiatoio.

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Non si tratta di un metodo sbagliato, ma in questi casi dobbiamo prestare molta attenzione a non bagnare le foglie basali della pianta o il suo colletto: se lasciamo ristagnare l’acqua in questi punti, aumenta il rischio di marciume. Nel caso, ecco qualche suggerimento.

Utilizziamo sempre un innaffiatoio dal beccuccio lungo, in modo da poter controllare il getto dell’acqua e innaffiare con maggior precisione.

Inoltre, usiamo questo metodo per innaffiare orchidee interrate in corteccia o in un terriccio molto sabbioso, altrimenti un terreno troppo compatto corre il rischio di non riuscire a drenare l’acqua che assorbe dall’alto.

Inoltre, usatelo soprattutto nei mesi caldi.

Per immersione completa

Sicuramente il metodo migliore per innaffiare l’orchidea: quello dell’immersione completa,

Utilizzatelo soprattutto per le orchidee interrate nella corteccia e nel periodo estivo, quando questa pianta ha bisogno di un maggior apporto d’acqua.

Vi basterà metterla in una bacinella o un lavandino pieno d’acqua, almeno fino all’altezza del vaso cui corrisponde la linea del terreno.

Lasciate in immersione per circa 15 minuti. Poi, lasciate scolare.

N.B: utilizzate preferibilmente acqua demineralizzata, non calcarea. Inoltre, preferite acqua non troppo calda né fredda, altrimenti potreste causare uno shock termico.

Attenzione: ovviamente questo metodo può essere utilizzato soltanto quando il vaso della vostra orchidea sia dotato di fori di scolo.

Se avete innaffiato troppo la vostra orchidea e le sue radici stanno marcendo, provate la cotone-terapia.

Per “mezza immersione”

Questo metodo è adatto nel periodo del cambio della temperatura o quando le temperature stanno lentamente aumentando: si tratta del metodo della mezza immersione.

In pratica, dovete mettere la vostra orchidea in una bacinella o un lavandino con soli pochi centimetri d’acqua.

Se preferite, potete anche semplicemente mettere dell’acqua nel sottovaso, mantenendo la pianta in “mezza immersione” per circa 30 minuti.

In questo modo, la pianta non sarà forzata ad assorbire l’acqua, ma assorbirà solo le quantità di cui ha veramente bisogno.

Per vaporizzazione

Avete mai visto i vivaisti spruzzare acqua su foglie e radici aeree dell’orchidea? Questa pianta, infatti, assorbe acqua anche dall’ambiente circostante.

Di norma, per garantire un tasso di umidità ottimale, si può vaporizzare un po’ d’acqua sulla chioma della pianta ogni 4-5 giorni (più raramente se è inverno o se la pianta è in un ambiente molto umido).

Grazie a questo metodo, l’orchidea “beve” l’acqua di cui ha bisogno.

Utilizzatelo se avete delle orchidee sospese, quindi non interrate, oppure se pensate che la pianta non riesca più ad assorbire il giusto quantitativo d’acqua attraverso le radici “sotterranee”.

N.B: se, nonostante l’utilizzo di questi metodo di innaffiatura, la vostra orchidea dà segni di sofferenza, potete chiedere consiglio al vostro fioraio o giardiniere di fiducia.

Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".