Come usare il Metodo della Bacinella per innaffiare la Tua Orchidea

Il suo aspetto esotico incanta chiunque si soffermi ad ammirarla: si tratta dell’orchidea, una delle piante ornamentali più diffuse e amate.

Caratterizzata da foglie grandi e fiori dalla forma simile a quella di una farfalla, l’orchidea è una pianta abbastanza esigente: richiede cure e una certa quantità di attenzioni. Inoltre, se trascurata, deperisce e secca molto velocemente.

Alcuni importanti problemi di questa pianta derivano da errori commessi durante l’innaffiatura.

Sapevate, però, che esiste un metodo infallibile per innaffiare correttamente l’orchidea? Si tratta del metodo della bacinella.

Vediamo insieme in cosa consiste.

Di cosa avrete bisogno

Per innaffiare correttamente la vostra orchidea, che si tratti della phalaenopsis o di altre varietà, avrete semplicemente bisogno di:

  • una bacinella (in alternativa, potete utilizzare il lavandino)
  • acqua
  • un vaso con i fori di scolo

Procedimento

Prendete la bacinella e versateci dentro dell’acqua. Non dovete riempirla fino all’orlo: considerate che l’acqua dovrà coprire il vaso dell’orchidea fino ai 3/4 della sua altezza.

Di conseguenza, solitamente basta riempire la bacinella con 8-10 cm d’acqua.

Poi, metteteci dentro l’orchidea con tutto il vaso (purché sia provvisto di fori di scolo) e lasciatela in immersione in posizione verticale per circa 20-30 minuti.

Dopo questo lasso di tempo, estraete l’orchidea e fatela sgocciolare per bene.

In questo modo, la vostra pianta avrà assorbito solo l’acqua di cui ha veramente bisogno.

N.B: utilizzate sempre acqua a temperatura ambiente. Le temperature troppo calde o troppo fredde possono danneggiare le radici. Inoltre, preferite sempre acqua non calcarea: l’ideale è quella demineralizzata.

Attenzione: dopo aver innaffiato con il metodo della bacinella, rimettete la vostra orchidea sul suo sottovaso ed eliminate l’acqua in eccesso che si formerà nelle ore successive. Eviterete, così, ristagni idrici.

Ogni quanto innaffiare

Anche se questo metodo consente di evitare che l’orchidea assorba troppa acqua, bisogna comunque stare attenti a non innaffiare troppo spesso.

Le esigenze d’acqua dell’orchidea variano a seconda di diversi fattori, ma principalmente in base alla temperatura ambientale.

Quando fa caldo ed è in fiore, la pianta ha ovviamente bisogno di più acqua.

In autunno e in inverno, mentre è in riposo vegetativo, invece, l’orchidea va innaffiata molto raramente. A volte, addirittura, le innaffiature vanno sospese.

Un segreto per non sbagliate? Dovete tastare il terreno. Se, infatti, questo risulta asciutto, è il momento di innaffiare. Se, invece, risulta ancora umido, è il caso di attendere un altro po’.

Inoltre, controllate sempre lo stato delle radici per verificare che eccessive innaffiature non le stiano facendo marcire.

Cura della pianta

Oltre a una corretta innaffiatura, per coltivare correttamente l’orchidea bisogna comunque seguire una serie di regole:

  • L’ideale è tenerla in casa (tenetela all’esterno solo in estate), preferibilmente in una stanza umida, dove il tasso di umidità sia compreso tra il 55 e l’80%, e dove la luce del sole sia abbondante ma non diretta.
  • Concimatela nei mesi primaverili ed estivi, preferendo un concime liquido e attenendovi alle specifiche indicazioni di dosaggio. In questo modo, avrete fioriture più frequenti e abbondanti.
  • Lasciatela riposare durante il suo periodo di riposo vegetativo. Tenetela comunque in un ambiente umido e non eccessivamente freddo.
  • Controllate regolarmente foglie e fiori: in questo modo vi accorgerete in tempo dell’eventuale presenza di parassiti, come cocciniglia o afidi.
  • Rimuovete i fiori secchi, in modo che appassendo non diffondano malattie o infezioni.
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".