Perché questa Orchidea si chiama proprio Phalaenopsis?

Se pensiamo alle orchidee, ci figuriamo nella mente il fiore della varietà di orchidea Phalaenopsis.

Proprio grazie alla sua diffusione e popolarità, per la maggior parte delle persone l’orchidea ha solo quell’aspetto e basta, senza considerare che, al contrario, la famiglia delle Orchidacee comprende quasi 30.000 specie.

Ma da cosa deriva il nome phalaenopsis? E perché sono diventate così popolari?

Scopriamo insieme l’origine del nome di questa bellissima e celebre varietà di orchidea!

Origine del nome

Il nome Phalaenopsis deriva dalla parola greca antica phalaina che significa “una specie di falena” con il suffisso –opsis che significa “che ha l’aspetto di” o “simile a”.

Le orchidee Phalaenopsis furono descritte per la prima volta come specie nel 1753 dal botanico e zoologo svedese Carl Linnaeus, il padre della moderna tassonomia.

Facendo riferimento al loro habitat naturale e al loro aspetto gradevole, Linneo le chiamò Epidendrum amabile con cui classificò tutte le orchidee epifite (cioè che crescono sugli alberi) che conosceva, infatti il nome significa “pianta graziosa che cresce sugli alberi”.

Durante un viaggio in Cina, si dice che il naturalista svedese Peter Osbeck, un allievo di Linneo, abbia inavvertitamente dato alle orchidee Phalaenopsis il loro nome comune, “orchidea falena”.

Questo perché quando sbirciò attraverso i suoi binocoli durante una sosta a Giava, scambiò un grande grappolo di orchidee Phalaenopsis per un gruppo di falene.

Ci sarebbero voluti altri 70 anni circa prima che il naturalista Carl Blume desse a questi splendidi fiori a forma di farfalla il nome della specie moderna, Phalaenopsis amabilis, ma alcuni cultori le chiamano ancora affettuosamente “orchidee falena”.

Non erano così comuni

Ma le orchidee Phalaenopsis non sempre hanno avuto la popolarità di cui godono oggi.

Quando la coltivazione delle orchidee divenne popolare nell’Inghilterra vittoriana del 1800, la varietà phalaenopsis delle orchidee veniva coltivata raramente.

Non avendo gli pseudobulbi (che hanno altre varietà di orchidee come le Cattleya), le orchidee Phalaenopsis erano più difficili da trasportare rispetto ad altre specie e spesso morivano durante i lunghi viaggi dalle loro case nel Pacifico alle serre in territorio europeo.

Il trasporto moderno e lo sviluppo di ibridi di facile cura hanno risolto questo problema. Oggi le orchidee Phalaenopsis possono essere apprezzate e coltivate da chiunque!

Popolarità dell’orchidea phalaenopsis

Oggi l’orchidea più popolare è senza dubbio proprio la Phalaenopsis: queste orchidee rappresentano circa l’80% di tutte le vendite di orchidee.

Apprezzate sia dai coltivatori principianti che da quelli esperti per la loro facile cura e le belle fioriture di lunga durata.

Lo sviluppo di un’ampia gamma di colori e ibridi speciali (bicolore, screziate, dai colori inusuali ecc.) continuano ad aumentare la domanda di questi magnifici fiori.

Pensa che in Oriente l’orchidea viene coltivata perché secondo la credenza popolare protegge la casa e porta buon umore e pace in famiglia.

Cura generale della Phalaenopsis

Oltre alle informazioni sul suo bellissimo nome, ti farà piacere apprendere alcune semplici regole per curare questa varietà di orchidea nel modo giusto.

Per prima cosa, metti la tua orchidea in una stanza luminosa, vicino ad una finestra, ma non alla luce diretta del sole.

Innaffia l’orchidea di rado, facendoti guidare dalla pianta, piuttosto che annaffiare secondo un programma.

Le radici dell’orchidea ti faranno capire quando annaffiare:

  • se sono grigie hanno sete
  • se sono verdi puoi ancora aspettare qualche giorno

Bagna solo le radici e mantieni i fiori e le foglie asciutti.

Usa un vaso trasparente e della corteccia o bark all’interno del vaso.

Conserva l’orchidea dopo che è fiorita: sono facili da curare anche nella fase di riposo e fioriranno di nuovo volte se le tratti bene.

Usa un fertilizzante solubile in acqua e concima ogni 1-2 settimane, ma non durante la fase di fioritura.

Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli sia, alla fine, prendersi cura di se stessi. Parlo delle piante, ovviamente.