Queste lanterne arancioni non sono fiori anche se le confondono tutti

Nel linguaggio comune, davanti alle lanterne arancioni dell’alchechengi si sente spesso dire “che bel fiore”. Dal punto di vista vivaistico e botanico, questa affermazione è scorretta.

Ciò che colpisce l’occhio in autunno non è un fiore, ma una struttura successiva alla fioritura, molto più duratura e scenografica. L’equivoco nasce dal colore acceso e dalla forma ornamentale, caratteristiche che il pubblico associa istintivamente a un fiore, ma che in questo caso raccontano un’altra storia.

Il vero fiore dell’alchechengi compare tra giugno e luglio ed è tutt’altro che appariscente. È piccolo, di colore bianco crema, con una forma a stellina ben definita. Dal punto di vista vivaistico, è un fiore tipico delle Solanacee, molto simile a quello di patata e pomodoro, con cui condivide la famiglia botanica. Proprio per la sua brevissima durata e per le dimensioni ridotte, passa spesso inosservato durante le normali operazioni di coltivazione in giardino o in vivaio.

Cosa sono le lanterne arancioni

Le famose lanterne non sono altro che il calice accrescente del fiore. Dopo la fecondazione, quando i petali cadono, il calice non si secca come avviene in molte altre piante. Al contrario, si chiude, si gonfia e inizia a trasformarsi. Con il passare delle settimane cambia colore, passando dal verde a un arancione intenso, diventando cartaceo e resistente. Questa struttura non ha una funzione decorativa: serve a proteggere la bacca che si sviluppa al suo interno.

Dal fiore alla bacca

Dal punto di vista vivaistico, questa fase è fondamentale per comprendere il ciclo della pianta. Una volta conclusa la fioritura estiva, l’energia dell’alchechengi si concentra sulla maturazione del frutto. All’interno della lanterna si forma una bacca rotonda, inizialmente verde, che diventa arancione-rossastra a maturazione completa.

Il calice agisce come una camera di protezione naturale, difendendo il frutto da insetti, pioggia e sbalzi termici, soprattutto verso la fine della stagione vegetativa.

Perché conoscere questa differenza

Comprendere che la lanterna non è un fiore ma un organo protettivo permette di osservare l’alchechengi con maggiore consapevolezza. Dal punto di vista ornamentale, il suo valore resta altissimo, ma cambia l’interpretazione: non si tratta di una fioritura autunnale, bensì del risultato finale di un processo iniziato mesi prima.

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In ambito vivaistico, questa distinzione aiuta anche nella gestione della pianta, evitando interventi sbagliati come potature o concimazioni tardive pensate per “stimolare il fiore”, quando in realtà il ciclo riproduttivo è già concluso.

Conoscere la natura reale delle lanterne significa leggere correttamente il linguaggio della pianta e rispettarne i tempi biologici.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".