Cos’è l’Akadama e come utilizzarlo per le Piante?

L’ Akadama è un terreno naturale simile all’argilla che si trova principalmente in Giappone che i maestri nell’arte del bonsai utilizzano come componente nel mix di substrato per i bonsai.

La parola Akadama sta per ciottoli di terra rossa formatisi a seguito delle eruzioni del Monte Fuji sull’isola di Honshu.

Il suo utilizzo è giunto anche nella civiltà occidentale. Utilizzato spesso non solo per bonsai ma anche per ogni genere di pianta che necessita di componenti drenanti e grossolani.

Vediamo insieme di cosa si tratta nello specifico e che tipi di caratteristiche presenta.

Come si forma?

La formazione dell’akadama richiede secoli, poiché non si tratta solo di semplici lapilli vulcanici ma nasce da un lungo e lento processo.

Ti aspetto nel nostro Gruppo Facebook dove puoi spiegarmi il TUO dubbio su fiori e piante... e non dimenticare di mettere una foto della tua pianta così capisco subito il problema! Ti Aspetto!

Questa componente vulcanica con il passare degli anni ed a seguito della pressione degli strati superiori si mescola alla vera e propria terra dando origine a questa componente grossolana che i vivaisti orientali utilizzano peri bonsai.

In seguito, viene sottoposta ad alte temperature per aumentarne la durezza prima di essere confezionata.

Tipi di akadama

Sul mercato puoi trovare tre tipi diversi di akadama, diversificate dallo spessore dei granuli che è molto importante conoscere in base all’utilizzo ed al tipo di pianta:

  • Grana grossa, ha uno spessore compreso tra 4 e 11 mm, altamente raccomandato per piante autoctone, che hanno bisogno di un substrato particolarmente drenante granuloso;
  • Grana fine con uno spessore tra 1 e 4 mm, altamente raccomandato come terreno per acquari o per piante acquatiche;
  • Qualità extra standard con una grana tra 1 e 6 mm di spessore, quella generica e maggiormente usata per tutte le piante.

Tutti i tipi di Akadama hanno un pH compreso tra 6,5 ​​e 6,9, una caratteristica fondamentale da tenere in considerazione in base all’esigenza della pianta.

Pro e contro

Ci sono una varietà di opinioni tra gli appassionati di Bonsai sull’utilità o la mancanza di essa dell’Akadama, avendo piena considerazione dei nutrienti appropriati per un albero Bonsai, in base anche alla specie della pianta.

Come per tutto, ci sono pro e contro nell’uso di questo tipo di terreno, che esamineremo con cura.

Pro

Il più grande vantaggio dell’utilizzo di Akadama è la porosità, o la capacità di trattenere l’acqua e conservarla in pori e cavità microscopiche per un periodo di tempo più lungo.

Questa capacità di trattenere acqua e sostanze nutritive è fondamentale per qualsiasi tipo di vita vegetale, e lo è ancora di più per una specie di bonsai.

Data la sua consistenza granulosa ha il vantaggio di conferire a qualunque miscela capacità drenanti.

Un altro vantaggio nell’utilizzo di questa componente deriverebbe dal colore rossiccio, che tende a scurirsi quando è umido, aiutando in questo modo chi lo utilizza a capire quando la pianta necessita di acqua.

Contro

Un tipo di componente come l’Akadama con il passare del tempo e con l’alta percentuale di umidità tende ad esaurirsi ed a sfaldarsi. In questo modo, riducendosi in granuli più fini potrebbe perdere nel tempo la sua capacità drenante.

Potrebbe essere semplice aggirare questo problema aggiungendo al mix oltre che l’akadama la sabbia.

Un altro svantaggio potrebbe essere rappresentato da quanto possa essere costoso visto che si tratta di un materiale di importazione che necessita di essere cambiato al massimo ogni due anni proprio per il fatto che si sfalda nel tempo.

Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.