Questo segnale fa capire se il pothos è in pausa vegetativa e non cresce

Il pothos è una delle piante da interno più coltivate al mondo grazie alla sua straordinaria adattabilità e alla crescita generalmente rapida.

Questa reputazione porta spesso a credere che la pianta debba crescere in modo continuo durante tutto l’anno. In realtà, anche il pothos segue cicli biologici ben definiti e può attraversare fasi di pausa vegetativa in cui la crescita rallenta in modo evidente.

Sai quando arrivano queste pause? Capiamolo per interpretare correttamente i segnali della pianta, evitare errori di coltivazione e instaurare una gestione più consapevole e rispettosa dei suoi ritmi naturali.

La pausa vegetativa come risposta fisiologica

Per il pothos la pausa vegetativa non è una dormienza completa, ma una risposta fisiologica a condizioni ambientali meno favorevoli. Dal punto di vista biologico, la pianta riduce l’attività dei meristemi, cioè dei tessuti responsabili della crescita, per limitare il consumo energetico.

Questo comportamento permette di preservare le riserve accumulate durante i periodi più favorevoli e di mantenere l’equilibrio interno anche quando luce, temperatura o umidità non sono ideali.

Cambiamenti nella crescita dei tralci

Uno degli indicatori più affidabili di una pausa vegetativa è la variazione nella crescita dei tralci. In fase attiva, il pothos produce nuovi nodi a intervalli regolari e le foglie emergono in modo continuo.

Durante la pausa, invece, i nodi rimangono inattivi e i tralci sembrano congelati nella loro lunghezza.

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Questo non significa che la pianta sia ferma dal punto di vista biologico, ma che l’energia viene indirizzata verso processi meno visibili come il mantenimento dei tessuti e l’equilibrio idrico.

Le foglie del pothos durante una pausa vegetativa tendono a mantenere una buona consistenza e un colore uniforme. A livello interno, però, il metabolismo rallenta e la fotosintesi avviene a un ritmo ridotto.

In alcune situazioni le foglie più vecchie possono ingiallire lentamente e cadere, un processo fisiologico che consente alla pianta di recuperare nutrienti preziosi. Questo fenomeno è graduale e ben diverso dalla caduta improvvisa causata da stress o patologie.

Influenza della luce

La quantità e la qualità della luce sono fattori determinanti nel riconoscimento delle pause vegetative del pothos. Nei mesi invernali o in ambienti poco illuminati, la riduzione del fotoperiodo influisce direttamente sulla produzione di energia.

Anche se il pothos tollera la luce indiretta e condizioni di penombra, un calo prolungato dell’intensità luminosa induce la pianta a limitare la crescita per evitare uno squilibrio tra produzione e consumo energetico.

Temperatura e attività enzimatica

La temperatura gioca un ruolo chiave nella regolazione delle reazioni biochimiche del pothos. Al di sotto di una certa soglia termica, generalmente compresa tra i 15 e i 18 °C, l’attività enzimatica rallenta sensibilmente.

Questo si traduce in una minore velocità di crescita e in una pausa vegetativa più marcata. Anche senza segni visibili di sofferenza, la pianta entra in una fase di attesa, pronta a riattivarsi non appena le condizioni tornano favorevoli.

Riduzione dell’assorbimento idrico

Durante la pausa vegetativa il pothos consuma meno acqua. Le radici assorbono lentamente e il substrato rimane umido per periodi più lunghi.

Questo comportamento è un adattamento fisiologico coerente con il rallentamento della traspirazione fogliare. Riconoscere questo segnale è fondamentale, perché continuare ad annaffiare con la stessa frequenza della fase di crescita attiva può portare a ristagni idrici e problemi radicali che nulla hanno a che vedere con la pausa stessa.

Anche se la parte aerea del pothos appare ferma, durante la pausa vegetativa l’apparato radicale continua a svolgere un ruolo importante.

La pianta può dedicare energie alla rigenerazione delle radici più fini, al consolidamento di quelle esistenti e all’equilibrio dei microrganismi presenti nel substrato. Questi processi invisibili sono essenziali per garantire una ripresa vigorosa quando la fase di pausa termina.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.