La tecnica del pizzicotto va fatta anche per la primula in modo da prolungare la fioritura

Molti pensano che basti strappare il fiore appassito della primula per mantenere la pianta ordinata e favorire nuove fioriture. In realtà, questa operazione superficiale non è sufficiente. La primula è una pianta molto attiva dal punto di vista biologico e ogni gesto, anche piccolo, influisce sul suo comportamento.

Limitarsi a una semplice “pulizia estetica” non stimola affatto una fioritura continua, soprattutto nei mesi tra fine inverno e inizio primavera.

Osservando la pianta con attenzione, si nota che sotto al petalo colorato rimane sempre una struttura verde ben salda: è proprio lì che si gioca la differenza tra una primula che rallenta e una che continua a produrre nuovi fiori.

L’errore con i fiori sfioriti

L’errore più diffuso è strappare o pizzicare solo il petalo appassito, lasciando intatto il resto del fiore. Questo gesto dà l’illusione di aver fatto la cosa giusta, ma in realtà non cambia nulla per la pianta. Il calice verde e l’ovario restano al loro posto e continuano il loro lavoro.

Dal punto di vista della primula, quel fiore non è stato eliminato: è semplicemente passato alla fase successiva del suo ciclo vitale. Questo è il motivo per cui, dopo pochi giorni, la pianta sembra “fermarsi”, producendo meno boccioli o nessuno.

Come applicare la tecnica del pizzico

La tecnica del pizzico per supportare la fioritura della primula richiede un’azione più decisa e precisa. Non serve forza, ma attenzione. Si individua il fiore completamente sfiorito e si segue con le dita il gambo fino alla base, arrivando al centro della rosetta di foglie. È lì che il gambo va reciso nettamente.

L’operazione può essere fatta con le unghie, se sono robuste, oppure con forbicine pulite. L’importante è eliminare tutto il fiore: petali, calice verde e ovario. Il taglio deve essere pulito, senza strappi, per non stressare inutilmente la pianta.

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Ripetendo questa operazione con costanza, ogni fiore sfiorito viene rimosso prima che la pianta possa “decidere” di investire energie nella produzione dei semi.

Cosa succede alla pianta

Il motivo per cui questa tecnica funziona è puramente biologico. Quando il fiore rimane anche solo con il calice verde, la primula interpreta la situazione come un’avvenuta impollinazione. A quel punto, la priorità diventa la maturazione dei semi, non la produzione di nuovi fiori.

Rimuovendo completamente il fiore, la pianta non riceve questo segnale. Di conseguenza, è “costretta” a tentare di nuovo la riproduzione, emettendo altri boccioli fiorali. È un meccanismo naturale, semplice e molto efficace, che spesso viene ignorato.

I risultati sulla fioritura

Applicando correttamente la tecnica del pizzico, la differenza è evidente. La primula rimane compatta, ordinata e soprattutto continua a fiorire con regolarità. I nuovi fiori compaiono uno dopo l’altro, senza lunghe pause, e la pianta mantiene un aspetto vitale e colorato.

Questo metodo è particolarmente utile per prolungare la fioritura fino ad aprile, soprattutto nelle primule coltivate in vaso o in balcone. Non richiede concimi particolari né interventi complessi: è solo una questione di tempismo, precisione e conoscenza del comportamento della pianta.

Una primula curata in questo modo risponde sempre con generosità. Basta sapere dove intervenire e perché farlo.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".