Se l’albero di giada ha preso una gelata notturna questi sono i passaggi per recuperarlo

In questi giorni si sta registrando un’ondata di freddo eccezionale, con temperature notturne ben al di sotto delle medie stagionali.

Anche piante considerate robuste, come l’albero di giada, possono subire danni improvvisi a causa di gelate notturne inattese.
Si tratta di una succulenta che tollera bene la siccità ma non è strutturalmente adatta al gelo.

Quando l’acqua contenuta nei tessuti congela, le cellule si rompono e i danni diventano evidenti solo dopo alcune ore o giorni. Le foglie colpite tendono a diventare traslucide, molli o scure, mentre i rami possono perdere consistenza.

Cosa fare subito dopo la gelata

Dopo una notte particolarmente fredda, la prima misura corretta è mettere la pianta al riparo, in un ambiente luminoso e con temperatura stabile. È importante evitare sia nuove esposizioni al freddo sia il contatto diretto con fonti di calore artificiale.

In questa fase non bisogna annaffiare. Il freddo rallenta l’attività radicale e l’umidità in eccesso favorisce rapidamente marciumi interni, aggravando i danni già causati dal gelo. La pianta va semplicemente osservata, lasciando che i tessuti compromessi si manifestino con chiarezza.

Come potare e quando intervenire

La potatura non va effettuata immediatamente dopo la gelata, ma solo quando risulta evidente quali parti sono irrimediabilmente danneggiate. I tessuti colpiti dal freddo intenso diventano anneriti, secchi oppure spugnosi.

Si interviene con utensili puliti e disinfettati, eliminando tutte le parti non più vitali fino a raggiungere tessuti sani. I tagli netti favoriscono una corretta cicatrizzazione e riducono il rischio di infezioni fungine. Anche se l’intervento può sembrare drastico, è spesso determinante per salvare la pianta.

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Cure nei giorni successivi

Nei giorni successivi a un evento di freddo eccezionale, l’albero di giada necessita di stabilità. Va collocato in un ambiente asciutto, ben illuminato e protetto dagli sbalzi termici.

Le irrigazioni devono essere minime e riprese solo quando il terreno risulta completamente asciutto. In questa fase è fondamentale non concimare, perché una pianta stressata dal freddo non è in grado di assimilare correttamente i nutrienti. La comparsa di nuovi germogli è il segnale che il recupero è in corso.

Come prevenire future gelate

Eventi climatici estremi come quello in corso dimostrano quanto sia importante la prevenzione. Durante l’inverno, l’albero di giada dovrebbe essere mantenuto in ambienti dove la temperatura non scende sotto i 5–7 °C.

Se coltivato all’esterno, è necessario intervenire prima delle notti più fredde, spostando i vasi o proteggendoli con tessuto non tessuto, evitando il contatto diretto con le foglie. Una posizione riparata da vento e umidità riduce sensibilmente i danni da gelo.

Con una gestione attenta, anche dopo un’ondata di freddo eccezionale, l’albero di giada può riprendersi e tornare vigoroso.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".