5 gesti sbagliati con le Piante d’appartamento che fanno tutti

Quando porti a casa una nuova pianta d’appartamento, la prima cosa da fare è fare ricerca sui suoi bisogni in modo da posizionarla nel luogo giusto e darle le cure necessarie.

Ma aldilà della cura che si dà alla pianta singola, ci sono delle regole generali che non si possono ignorare, soprattutto se coltivi più di 1-2 piante in casa.

Inoltre, alcune credenze e miti da sfatare creano problemi alla salute della pianta anche se pensiamo di offrirle tutto ciò di cui ha bisogno.

Per questo è necessario fare chiarezza su 5 punti che dovresti conoscere se vuoi mantenere in vita a lungo le tue piante da interno. Scopriamoli insieme!

Le piante non sono solo complementi d’arredo

Anche se la funzione principale delle piante da interno è effettivamente estetica, non sempre dovresti posizionarle avendo come unico criterio quello estetico.

Dovresti sempre considerare che le piante sono esseri viventi e che prima di capire su quale mensola stanno meglio, dovresti valutare quali requisiti di luce richiedono.

Se porti a casa un’orchidea per abbellire e riempire lo spazio vuoto di uno scaffale dove non arriva luce, non vivrà a lungo e dopo qualche mese ti ritroverai con un’orchidea sofferente che non riesce né a fiorire né a svolgere le sue funzioni vitali.

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Per questo chiediti sempre:

  • è una pianta che vuole molte ore di luce? Allora posso metterla vicino una finestra o in una stanza esposta a sud o ad ovest.
  • È una pianta che richiede una luce da bassa a media? Allora può stare più al centro della stanza e vive anche in una camera esposta a nord.

Le piante grasse vanno sempre all’esterno

Ok, siamo d’accordo tutti: quanto sono carine le piantine grasse in casa e sulle mensole della nostra cucina? Abbastanza da decidere di farle soffrire? Direi di no.

La regola generale vuole che le succulente vadano coltivate sempre all’esterno. Se coltivate in casa sopravvivono, ma come fai a stare tranquillo se sai che non vedrai mai quei bellissimi fiori sui tuoi cactus?

Tenerle all’esterno scongiura anche la comparsa di marciume radicale poiché la maggiore circolazione dell’aria e il sole più intenso asciugano più velocemente il terreno e non permettono ristagni d’acqua.

Non importa quanta acqua usi ma con quale frequenza

Ti è mai capitato di pensare che le piante grasse si innaffino una goccia alla volta? Bene, non c’è niente di più sbagliato.

Ma è una regola generale che vale per tutte le piante d’appartamento: non importa la quantità d’acqua che dai ad ogni innaffiatura, è importante invece la frequenza con cui innaffi.

Ogni pianta deve essere sempre innaffiata in modo uniforme, cioè devi bagnare tutta la zolla di terreno.

Allora qual è la differenza di innaffiatura tra le piante grasse e le piante normali?Semplice:

  • le piante grasse assorbono l’acqua dal terreno più lentamente grazie alle riserve d’acqua presenti nelle foglie carnose; il terreno si asciuga più lentamente, quindi vanno innaffiate meno frequentemente.
  • le piante normali assorbono l’acqua dal terreno più velocemente perché viene utilizzata subito dalle foglie; il terreno si asciuga più velocemente, quindi vanno innaffiate più frequentemente.

Nessuna pianta vive al buio

Anche se possiamo trovare informazioni su “piante che stanno bene con poca lucenessuna di queste, anche la più resistente vive bene in una condizione di luce molto scarsa.

Le piante più tolleranti sopravvivono ma non vivono a pieno poiché sono private del processo di fotosintesi che avviene grazie alla luce del sole e che offre loro energia utile.

Ancora più importante è la luce per le piante fiorite: un’orchidea (sì, sempre lei, perché chi è che non ne ha una in casa?) messa in un angolino buio e lontano dalla finestra non rifiorirà mai, poiché senza luce non ha abbastanza energia per indurre la fioritura.

Quindi quando leggi che la sansevieria tollera anche posizioni poco luminose è vero, ma se vuoi che la tua pianta cresca nel tempo e si tenga sana anche lei avrà bisogno di luce solare indiretta.

Non puoi lasciare lo stesso terreno per anni

Anche se la pigrizia ti rende restio a qualsiasi lavoro di giardinaggio, almeno 1 volta l’anno dovresti vincerla e dedicare alle tue piante d’appartamento almeno un’ora del tuo tempo.

Il terriccio che vedi nel vaso delle piante d’appartamento è composto da nutrienti che nel tempo le radici della tua pianta consumano.

Se hai mai fatto caso al livello del terreno che si abbassa all’interno del vaso, è proprio perché la componente nutritiva del terriccio è stata esaurita dalla pianta che non può più attingerne.

In questo caso si parla di terreno esausto o stanco e rende la crescita della tua pianta molto più lenta, a meno che non sopperisci a questa mancanza con delle applicazioni regolari di concime.

Dunque che si fa? Si rinvasa! Usa un terreno di qualità che sia nutriente ma anche drenante.

Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli sia, alla fine, prendersi cura di se stessi. Parlo delle piante, ovviamente.