La Viola del pensiero non è durata nelle mie fioriere perché sbagliavo sempre queste 4 cose

Per lungo tempo non riuscivo a capire come mai la viola del pensiero non durasse a lungo nelle mie fioriere in balcone.

Poi ho cominciato a prestare attenzione ad alcune iniziative che spesso mettevo in atto non considerando le necessità specifiche della pianta e qui commettevo tanti errori.

Trattavo la viola del pensiero come tutte le altre piante ma occhio a queste generalizzazioni: ciascuna pianta è diversa e va trattata come merita.

Ho capito di commettere questi errori nella coltivazione della viola del pensiero e te li racconto.

La tenevo sempre allo stesso posto

Se coltivi la viola in balcone e quindi in vasi o in fioriere apposite, questo ti consente di spostare il vaso in base al tipo di fioritura e di stagione nella quale ti trovi, cosa che non facevo mai.

Ora lascio che la viola del pensiero in autunno possa godere di un’esposizione al sole diretto, quindi ben soleggiata e per parecchie ore al giorno.

In questo caso il sole non è abbastanza forte da danneggiarla ma abbastanza caldo per soddisfare le richieste di energia.

In primavera sposto il vaso in una posizione a mezz’ombra poiché i raggi del sole diventano più forti ed i fiori delicati possono risentirne.

Le condizioni privilegiate dello stare in vaso ti consentono di spostare la viola a tuo piacimento e fornirle una luce diretta magari solo al mattino, quando i raggi non sono troppo caldi.

Non utilizzavo nutrienti

La viola ha bisogno di tutti i nutrienti possibili ma mi ostinavo a tenerle sempre nello stesso terriccio, che spesso si rivelava esausto. Diventava impermeabile, si spaccava, ne mostrava tutti i segni.

Non ho utilizzato subito fertilizzanti chimici, ma ho cominciato con  fertilizzanti fai da te a base di potassio o azoto.

Ho scoperto che posso apportare una buona dose di potassio alle viole utilizzando bucce di banana come fertilizzante.

Puoi riutilizzare anche l’acqua con cui sciacqui il riso prima di cucinarlo per concimare le tue piante.

In questo modo apporterai potassio e fosforo, un buon contributo per la fioritura.

Metti 3 pugni di riso in 1 L d’acqua e aspetta qualche ora. L’acqua diventerà bianca e potrai utilizzarla versandola nel terriccio.

Innaffiavo regolarmente

Tendevo ad innaffiare la viola del pensiero con regolarità tutte le settimane ma questo non faceva altro che inzuppare il terriccio durante i periodi più freddi e renderlo troppo secco durante i mesi caldi.

Per non sbagliare mai e quindi per non causare ristagni al momento meno opportuno come quello della fioritura, durante il quale la pianta esige condizioni ideali, ora innaffio al bisogno.

Ciò significa constatare prima l’umidità del terriccio e, solo se assente, innaffiare.

Non pulivo la chioma

Ero solito lasciare i fiori appassiti, magari per mancanza di tempo o per negligenza.

Questo potrebbe non essere un buon modo di veder fiorire la viola che pretende una pulizia impeccabile.

Con delle cesoie ben disinfettate, quando i fiori iniziano ad avvizzire, ora li taglio. Pratico il taglio alla base di quel ramo, così che la viola possa essere alleggerito da eventuali parti secche, che potrebbero ospitare anche parassiti.

Era proprio questo il mio problema, le ritrovavo spesso piene di parassiti, ospitati dalle parti della pianta che stavano appassendo.

Poi, ho imparato che lo scopo della fioritura è senz’altro la produzione del seme.

In questo modo la pianta non sprecherà le sue energie per la produzione dei semi, ma le incanalerà per la produzione di nuovi boccioli.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.