Quando al mattino si trova un ciclamino che ha subito una gelata, con foglie rigide, trasparenti o addirittura inglobate nel ghiaccio, la prima reazione è spesso quella di portarlo subito in casa al caldo.
È comprensibile, ma purtroppo è anche l’errore più grave che si possa commettere. In questi casi, la differenza tra una pianta persa e una che può riprendersi sta tutta nei primi gesti.
Durante una gelata notturna, l’acqua contenuta nelle cellule delle foglie e dei fiori congela e si espande. Questo provoca la rottura dei tessuti più teneri, motivo per cui al mattino il ciclamino appare moscio, traslucido o come “lessato” una volta iniziato lo scongelamento.
La parte più importante della pianta, però, non è ciò che si vede in superficie. Il vero cuore del ciclamino è il tubero, che si trova sotto il terriccio. Se il freddo non è arrivato a congelare anche quello, la pianta ha ottime possibilità di sopravvivere, anche se perderà completamente la parte aerea.
L’errore da evitare
Portare immediatamente il ciclamino in una stanza calda è un errore fatale. Lo shock termico causato da un passaggio brusco dal gelo a temperature elevate distrugge definitivamente le cellule già indebolite dal freddo.
Niente termosifoni, niente sole diretto, niente cucina o soggiorno riscaldato. Anche se l’aspetto della pianta è preoccupante, è fondamentale resistere alla tentazione di “scaldarla” subito.
La procedura corretta è semplice ma va seguita con precisione. Il ciclamino va spostato in una zona fresca e riparata, dove la temperatura si mantenga tra 5 e 10°C. Vanno bene un vano scale luminoso, un garage non gelido, una veranda chiusa o una cantina con luce naturale.
In questa fase non bisogna innaffiare, non bisogna potare e non bisogna toccare le foglie, che sono estremamente fragili. Il terriccio deve rimanere solo leggermente umido, mai bagnato. Lo scongelamento deve avvenire in modo lento e graduale, permettendo ai tessuti di adattarsi senza ulteriori traumi.
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Cosa aspettarsi nei giorni successivi
Dopo uno o due giorni, le foglie e i fiori appariranno inevitabilmente collassati. È normale. Queste parti sono perse e non torneranno verdi. Solo quando saranno completamente secche si potranno rimuovere delicatamente, senza strappi.
Se il tubero è rimasto sodo, senza parti molli o maleodoranti, il ciclamino inizierà a produrre nuove foglie nel giro di alcune settimane. All’esterno sembrerà una pianta “ripartita da zero”, ma in realtà avrà semplicemente attivato le sue riserve.
Il ciclamino si salva quando il gelo non ha raggiunto il pane radicale in profondità. In genere, le piante in vaso sono più a rischio rispetto a quelle in piena terra, ma anche un ciclamino completamente ghiacciato in superficie può riprendersi se il freddo è stato breve e non eccessivamente intenso.
