Cambia il Substrato dell’Orchidea senza sbagliare con la regola del mix di terriccio

Anche l’orchidea, nonostante non sia caratterizzata dalla presenza del comune terriccio, ha bisogno di rinvaso e questa operazione va effettuata nel modo corretto.

La scelta dei materiali è cruciale e la modalità con cui va fatta questa operazione ha una sequenza specifica.

Ti spiego come fare e quali accorgimenti applicare per un rinvaso a prova di errore.

Non vuole il comune terriccio

Le radici dell’orchidea necessitano di essere arieggiate poiché l’umidità potrebbe rammollirle e non renderle capaci di sostenere la pianta. Non dimentichiamo che servono per aggrapparsi.

Il comune terreno da giardino tende ad ammassarsi intorno alle radici, impacchettandole ed opprimendole.

Una componente delle radici è il velamen, uno strato più esterno identificabile come una vera e propria pellicola spugnosa, capace di trattenere l’umidità, di carpire nutrienti dall’aria ma sopra ogni cosa di proteggere la radice dal sole.

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È per questo che se hai un po’ di terriccio a portata di mano, non devi mai usarlo per le orchidee. La terra interrompe il ricambio, intrappola l’umidità.

Gli elementi che compongono il substrato

Le componenti del substrato dell’orchidea devono contribuire ad un’abbondante circolazione dell’aria ed un eccellente drenaggio.

  • La corteccia è l’elemento principale da utilizzare, un materiale poroso, grossolano. Solitamente quella di abete è la scelta migliore;
  • La fibra di cocco è un materiale sterile che ha la capacità di trattenere bene l’umidità senza impedire il drenaggio dell’acqua o affollare le delicate radici di un’orchidea;
  • L’argilla espansa è il materiale grossolano per eccellenza per favorire il drenaggio d’acqua;
  • Lo Sfagno ha una struttura interna molto porosa, ha una capacità di ritenzione idrica fuori dal comune.

Quando va cambiato il substrato?

Anche se alcune specie di orchidee tendono ad accrescere poco l’apparato radicale, spesso le orchidee hanno all’acquisto un vaso davvero striminzito.

Inoltre, le radici spesso toccano le pareti del vaso e questo ne compromette la crescita.

Il materiale potrebbe essere ormai esaurito e di facile decomposizione, soprattutto la corteccia che tende a sgretolarsi al solo tocco o essere impermeabile ed ammassarsi asfissiando le radici.

Crea il mix ideale

Punta a quattro elementi essenziali che devono essere perfettamente in equilibrio tra loro mentre prepari il mix perfetto: ottimo drenaggioritenzione di umiditàeccellente circolazione dell’aria e lenta decomposizione dei materiali.

Mescola a 2 parti di corteccia 1 parte di sfagno, 1 parte di fibra di cocco e 1 parte di argilla.

3 step facili per il rinvaso

Occorre, innanzitutto, preparare l’orchidea che stiamo per rinvasare per non sbagliare e commettere errori grossolani ma che possono compromettere la salute della pianta e le sue fioriture successive.

Prepara l’orchidea

Immergi l’orchidea in acqua tiepida per fare in modo di ammorbidire le radici e allentare il poco mix che spesso è caratterizzato solo da sfagno.

In questo modo potrai maneggiarle senza rischiare di romperle perché eccessivamente rigide.

Ripulisci l’apparato radicale

Se il substrato è malmesso potresti avere alcune radici già marce.

Fai in modo di ripulire l’apparato radicale da eventuali radici secche e avvizzite, utilizzando una cesoia ben disinfettata.

Le uniche radici che devi tenere sono quelle dalla colorazione grigiastra o verde acceso: la colorazione varia solo in base al fattore umidità.

Disinfettale con una soluzione fungicida e cospargi i tagli con della cannella, un ottimo disinfettante naturale.

Metti l’orchidea in vaso

Riporta l’orchidea al vaso, evitando di piegare o comprimere le radici il più possibile.

Rispetta il loro naturale portamento senza forzarle in alcun modo e ricoprile con il mix realizzato senza compattarlo troppo, dando qualche colpetto di tanto in tanto per fare in modo che si distribuisca adeguatamente.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.