La coltivazione delle orchidee ancorate alla corteccia rappresenta una tecnica raffinata e naturale, sempre più apprezzata.
Questo metodo si ispira direttamente all’ambiente originario di molte orchidee epifite, che in natura crescono sui tronchi degli alberi sfruttandoli come semplice supporto.
Se vuoi coltivare un’orchidea sulla corteccia stai garantendo alla pianta condizioni di crescita più vicine alle sue esigenze biologiche, favorendo una migliore salute radicale e una maggiore longevità. Vediamo insieme come fare.
COSA SCOPRIRAI
Comprendere il comportamento delle orchidee epifite
Le orchidee epifite non vivono nel terreno e non assorbono nutrimento dal supporto su cui crescono. Le loro radici sono progettate per catturare umidità, aria e sostanze nutritive disciolte nell’acqua piovana.
Il rivestimento spugnoso delle radici, chiamato velamen, permette un rapido assorbimento dell’umidità seguito da un’altrettanto rapida asciugatura.
Questa caratteristica rende la coltivazione su corteccia particolarmente adatta, perché evita ristagni idrici e favorisce una corretta ossigenazione radicale, condizione essenziale per prevenire marciumi e malattie fungine.
La corteccia più adatta
La scelta della corteccia è un passaggio fondamentale per il successo della coltivazione. Il supporto deve essere naturale, non trattato e resistente all’umidità.
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Il sughero è molto utilizzato grazie alla sua durata e alla struttura porosa che consente una buona traspirazione.
Anche cortecce di pino, quercia o alberi da frutto possono essere impiegate, purché ben secche e prive di residui di resina o muffe.
Prima dell’uso sciacqua e lascia in ammollo l’apparato radicale per eliminare eventuali impurità.
Prima dell’ancoraggio
Prima di procedere con l’ancoraggio, devi preparare l’orchidea attentamente. Devi idratare le radici immergendole in acqua per rendere il velamen elastico e ridurre il rischio di fare danni durante la manipolazione.
È importante rimuovere eventuali residui di vecchio substrato e devi valutare lo stato generale dell’apparato radicale.
Le radici secche o marce devono essere eliminate con forbici sterilizzate; in questo modo potrai stimolare la crescita di nuove radici sane e funzionali.
Come ancorare le radici alla corteccia
L’orchidea deve essere posizionata sulla corteccia rispettando la sua naturale direzione di crescita. Quando adagi le radici evita piegature forzate.
Per fissarla puoi utilizzare materiali morbidi e resistenti come filo da pesca, rafia o spago naturale, avendo cura di non stringere eccessivamente.
Nei primi mesi puoi servirti di un piccolo trucco: colloca una piccola quantità di sfagno umido tra le radici e la corteccia per mantenere una riserva d’umidità, favorendo l’attecchimento iniziale.
Come innaffiarle
A differenza delle orchidee coltivate in vaso, quelle ancorate alla corteccia richiedono innaffiature più frequenti. Le radici esposte si asciugano rapidamente e necessitano di regolari nebulizzazioni, soprattutto nei periodi caldi e secchi.
L’acqua deve essere a temperatura ambiente e povera di calcare. In condizioni di elevata umidità ambientale può essere sufficiente una vaporizzazione quotidiana, mentre in ambienti più secchi sarà necessario intervenire anche più volte al giorno.
Concimazione mirata e regolare
Le orchidee montate non dispongono di un substrato che trattenga i nutrienti, quindi la concimazione deve essere costante ma molto diluita.
L’uso di fertilizzanti specifici per orchidee, somministrati a basse concentrazioni durante le annaffiature, permette di fornire alla pianta tutti gli elementi necessari senza sovraccaricare le radici.
