Questo è l’ultimo momento per la divisione dei cespi dell’agapanto

La divisione dei cespi di agapanto diventa necessaria quando la pianta, pur essendo sana, fiorisce poco o per niente.

Con il passare degli anni l’agapanto tende a formare un pane di radici molto compatto, soprattutto al centro, che limita lo spazio vitale e riduce la capacità di produrre fiori. In questi casi non è una questione di concime o esposizione: il problema è semplicemente la troppa densità.

Dividere il cespo permette alla pianta di ringiovanirsi, stimola nuove fioriture e consente anche di ottenere nuovi esemplari vigorosi.

Quando intervenire

Il periodo ideale è febbraio o marzo, quando l’agapanto è ancora in riposo vegetativo ma sta per ripartire. Intervenire più tardi significa stressare la pianta durante la crescita, mentre farlo prima dell’inverno espone le ferite al freddo e all’umidità. Questo è davvero il momento limite, l’ultima chiamata utile per operare senza compromettere la stagione di fioritura successiva.

È importante sapere cosa si sta per affrontare. Le radici dell’agapanto sono estremamente robuste, carnose e intrecciate tra loro come una massa compatta.

Non si separano a mano e una semplice paletta non è sufficiente. Tentare di “aprire” il cespo con delicatezza spesso porta solo a perdere tempo e a stancarsi inutilmente. Serve la consapevolezza che si ha davanti una pianta molto resistente, capace di sopportare interventi decisi senza problemi.

Gli strumenti da usare

Per dividere correttamente i bulbi di agapanto servono strumenti adeguati e una certa determinazione. Spesso è necessario usare un coltello seghettato molto robusto o addirittura una sega per il legno. Il pane di radici va tagliato con decisione, anche a metà, senza esitazioni. Non bisogna avere paura di essere troppo energici: l’agapanto tollera tagli netti molto meglio di manovre incerte. L’importante è lavorare con utensili puliti e affilati, così da ottenere ferite precise e meno soggette a marciumi.

Ogni porzione deve avere radici ben sviluppate e almeno un germoglio visibile. Questo è il vero criterio da rispettare. Non conta la dimensione perfetta o la simmetria, ma la vitalità del pezzo ottenuto.

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Dopo la divisione, le nuove porzioni possono essere rimesse subito a dimora o in vaso, utilizzando un terreno drenante e senza esagerare con l’acqua nei primi giorni.

L’agapanto, una volta superato lo stress iniziale, riparte con sorprendente forza e spesso fiorisce meglio di prima già dalla stagione successiva.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".