Durante l’inverno l’Ortensia entra in una fase di riposo vegetativo molto profonda. Le foglie cadono, i fusti restano nudi e il legno assume un aspetto grigio, opaco e secco, spesso con una superficie che tende a spaccarsi.
A uno sguardo rapido sembra una pianta ormai persa, ma nella maggior parte dei casi è semplicemente ferma, in attesa della primavera. Questo aspetto è del tutto normale e inganna facilmente, soprattutto chi osserva la pianta dopo una gelata o un periodo di freddo prolungato.
Riconoscere le gemme
Il modo migliore per capire se l’Ortensia è viva è osservare attentamente i fusti. Lungo il legno, soprattutto vicino ai nodi o all’estremità dei rami, compaiono spesso delle piccole gemme. Possono apparire come puntine verdi, leggermente lucide, oppure come rilievi rossastri o violacei.
Anche quando sono minuscole e apparentemente immobili, indicano che la pianta è perfettamente vitale. Se le gemme sono presenti, non ci sono dubbi: l’Ortensia sta solo aspettando le condizioni giuste per ripartire.
Grattare la corteccia
Quando le gemme non sono ancora visibili, si può fare una verifica semplice e sicura. Basta grattare leggermente la corteccia alla base di un ramo, usando l’unghia o una lama ben pulita. Non serve incidere in profondità: è sufficiente rimuovere un velo superficiale.
Se sotto compare un tessuto verde e umido, significa che la linfa scorre ancora e la pianta è viva. Se invece il colore è marrone secco fino all’interno, quel ramo è probabilmente morto, ma non è detto che lo sia l’intera pianta.
Quando il legno inganna
Un errore comune è associare la fragilità del legno alla morte della pianta. Il legno dell’Ortensia è naturalmente tenero, leggero e spesso cavo all’interno. Può spezzarsi facilmente o sembrare “vuoto” anche quando è sano.
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Questa caratteristica è normale e non indica secchezza. Proprio per questo motivo spezzare un ramo per controllare è un gesto inutile e potenzialmente dannoso: non fornisce informazioni affidabili e può compromettere una ripresa già in corso.
In questa fase è importante non intervenire troppo presto. Le potature drastiche fatte in inverno, solo perché la pianta “sembra morta”, sono uno degli errori più frequenti. Finché non si vedono chiaramente le gemme gonfiarsi o i primi segni di vegetazione, è meglio limitarsi all’osservazione. L’Ortensia va lasciata tranquilla, con un terreno leggermente umido ma mai fradicio.
La pazienza, in questo caso, è parte essenziale della cura: quando le temperature si stabilizzano, una pianta viva lo dimostra sempre, senza bisogno di forzarla.
