Il fondo del vaso svolge una funzione tecnica fondamentale nella coltivazione in contenitore. La sua corretta gestione consente di limitare i ristagni idrici, favorire un deflusso regolare dell’acqua in eccesso e mantenere un adeguato livello di ossigenazione radicale.
In assenza di un drenaggio efficace, le radici possono andare incontro a asfissia, marciumi e riduzione dell’attività assorbente.
Il materiale collocato sul fondo non ha funzione nutritiva, ma strutturale, e lavora in sinergia con il terriccio e i fori di scolo del vaso.
COSA SCOPRIRAI
Argilla espansa

L’argilla espansa è uno dei materiali più utilizzati come strato drenante. Tra i vantaggi principali vi sono la leggerezza, la porosità elevata e la resistenza alla degradazione, caratteristiche che garantiscono una buona circolazione dell’aria e dell’acqua nel tempo. Inoltre, non altera il pH del substrato. Tra gli svantaggi, va considerato che uno strato troppo spesso può ridurre il volume utile di terriccio e che, se usata in modo scorretto, non impedisce comunque i ristagni in presenza di terricci troppo compatti.
Ghiaia e pietrisco
La ghiaia crea uno spazio fisico che facilita il deflusso dell’acqua verso i fori di scolo. I pro includono la stabilità, il peso (utile nei vasi esposti al vento) e la lunga durata nel tempo. I contro riguardano il rischio di creare una zona di accumulo idrico tra terriccio e ghiaia se il substrato sovrastante non è ben drenante, oltre a un aumento del peso complessivo del vaso, poco adatto a balconi o mensole.
Cocci di terracotta
I frammenti di vasi in terracotta rappresentano una soluzione tradizionale. I vantaggi sono la buona traspirabilità, il recupero di materiale di scarto e la capacità di mantenere libero il foro di drenaggio. I limiti riguardano la distribuzione irregolare degli spazi vuoti e una minore efficacia rispetto ai materiali porosi moderni, soprattutto nei vasi di piccole dimensioni.
Pomice

La pomice è un materiale vulcanico leggero e altamente poroso. Tra i pro si evidenziano l’ottima aerazione radicale, la capacità di non compattarsi e la lunga durata. È particolarmente indicata per piante che temono l’umidità persistente. I contro principali sono il costo superiore rispetto ad altri materiali e la reperibilità non sempre immediata.
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Perlite

La perlite è un materiale espanso di origine vulcanica, spesso usato in miscela. I vantaggi includono l’elevata capacità drenante, la leggerezza e l’inerzia chimica. Tuttavia, tra i contro si segnala che tende a galleggiare nel tempo e che, se usata solo sul fondo, risulta meno efficace rispetto all’impiego miscelato al terriccio.
Corteccia di pino

La corteccia è una soluzione organica utilizzata soprattutto per piante epifite. I pro sono la buona aerazione, la leggerezza e l’idoneità a substrati specifici. I contro riguardano la degradazione progressiva, che nel tempo può ridurre la capacità drenante e richiedere rinvasi più frequenti.
Cosa evitare sul fondo del vaso per non danneggiare le radici
L’utilizzo di materiali non idonei può compromettere l’equilibrio idrico del vaso. Sabbia fine, terriccio universale compattato o materiali non drenanti tendono a ostacolare il passaggio dell’acqua e favorire la formazione di ristagni. Anche uno strato drenante eccessivamente spesso può risultare controproducente, riducendo lo spazio disponibile per l’apparato radicale senza migliorare realmente il drenaggio.
Quanto materiale drenante usare e come posizionarlo
Lo strato drenante deve essere sottile e funzionale, generalmente compreso tra 2 e 5 centimetri, in base alla dimensione del vaso. È fondamentale che il materiale non ostruisca i fori di scolo. In molti casi è consigliabile posizionare un elemento separatore leggero tra drenaggio e terriccio per evitare che le particelle fini scendano e annullino l’effetto drenante nel tempo.
Fondo del vaso e tipo di pianta
La scelta del materiale e dello spessore varia in funzione delle esigenze della pianta. Specie sensibili ai ristagni richiedono un drenaggio più efficace e substrati ariosi, mentre piante più tolleranti possono adattarsi a soluzioni più semplici. In ogni caso, il fondo del vaso non compensa un terriccio inadeguato: la corretta gestione dell’acqua dipende dall’equilibrio tra contenitore, drenaggio e substrato.
