Il ciclamino è una pianta a ciclo invernale attivo: tra dicembre e febbraio si trova nel pieno della sua attività fisiologica. In questa fase avvengono contemporaneamente emissione di nuovi fiori, accrescimento fogliare e consumo delle riserve del bulbo.
L’idea che in inverno non si debba concimare nasce dall’osservazione di molte piante ornamentali estive, che in questa stagione entrano in riposo vegetativo.
Il ciclamino, invece, segue una logica opposta: lavora adesso, non in primavera. A fine gennaio la richiesta di nutrienti è elevata e continua; ignorarla significa interrompere un equilibrio metabolico già in corso.
Cosa succede al bulbo
Il bulbo del ciclamino funziona come un organo di accumulo, ma non è una riserva infinita. In assenza di concimazione, la pianta attinge esclusivamente ai carboidrati e ai sali minerali immagazzinati nei mesi precedenti.
Dal punto di vista fisiologico, questo porta a un rapido depauperamento delle riserve, con effetti visibili già tra fine febbraio e inizio marzo. I fiori diventano progressivamente più piccoli, i petali perdono intensità cromatica e la durata della fioritura si accorcia. In casi prolungati, il bulbo entra in una sorta di stress energetico che compromette anche la stagione successiva.
Il concime per sostenere la fioritura
In questa fase è indicato un concime liquido per piante fiorite, facilmente assimilabile e con una formulazione bilanciata. Dal punto di vista nutrizionale, il ciclamino necessita di azoto per sostenere l’attività fogliare, ma soprattutto di fosforo e potassio per la formazione dei boccioli, la qualità dei fiori e la resistenza dei tessuti.
La forma liquida consente una rapida disponibilità degli elementi, evitando accumuli nel substrato e riducendo il rischio di squilibri. È importante che il concime contenga anche microelementi come ferro e magnesio, fondamentali per la fotosintesi in condizioni di luce invernale ridotta.
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Come e quando concimare
Tra fine gennaio e tutto febbraio la concimazione del ciclamino deve essere regolare e costante. L’intervallo ottimale è ogni 12–15 giorni, sempre su terreno leggermente umido, per favorire l’assorbimento radicale ed evitare stress osmotici.
Dal punto di vista tecnico, questa frequenza permette di mantenere stabile la concentrazione nutritiva nel substrato, sostenendo una fioritura continua fino alla primavera avanzata. Se il ciclo nutritivo viene rispettato in inverno, la pianta arriva a Pasqua con un apparato fogliare efficiente e una produzione fiorale abbondante e vigorosa, senza cali improvvisi.
La concimazione invernale del ciclamino non è una forzatura, ma un intervento coerente con la sua biologia. In condizioni ambientali corrette, temperature fresche e buona luminosità, la pianta è perfettamente in grado di assimilare nutrienti anche nei mesi freddi. Intervenire ora significa prevenire carenze, non correggerle dopo.
Dal punto di vista scientifico, fornire nutrienti durante il massimo sforzo metabolico permette di ottimizzare l’uso delle riserve del bulbo, prolungare la fioritura e mantenere la pianta in uno stato di equilibrio fisiologico. Ignorare questa fase, al contrario, porta a risultati mediocri anche se si interviene più avanti.
