Il vaso sembra piccolo ma è l’unico modo per avere tante foglie folte della nanouk

L’idea che una pianta abbia bisogno di spazio in proporzione alla parte aerea è molto diffusa, ma nel caso della Nanouk è fuorviante. Questa pianta non segue la logica “più vaso, più crescita”.

Al contrario, quando questa tradescantia viene collocata in un contenitore troppo grande tende a perdere armonia, colore e compattezza. Il vaso ampio induce uno squilibrio tra ciò che cresce sopra e ciò che accade sotto il terriccio, e questo squilibrio si riflette rapidamente sull’aspetto generale della pianta.

La Nanouk è una pianta selezionata anche per il suo valore ornamentale: il suo pregio sta proprio nel portamento fitto, basso e ricadente, che si ottiene solo rispettando le sue esigenze radicali.

Apparato radicale piccolo

L’apparato radicale della Nanouk è ridotto, delicato e poco profondo. Le radici non sono progettate per colonizzare grandi volumi di terra, ma per occupare rapidamente uno spazio limitato e ben drenato. Questo tipo di apparato radicale lavora meglio quando il terriccio viene asciugato e riossigenato con regolarità.

In un vaso proporzionato, le radici riescono a sfruttare quasi tutto il substrato disponibile, mantenendo un equilibrio corretto tra umidità e aria. In un vaso grande, invece, la pianta non riesce fisicamente a gestire l’intero volume di terra, che rimane in gran parte inattivo e potenzialmente dannoso.

Il rischio del vaso troppo grande

Il problema più comune è il ristagno idrico indiretto. Anche se il vaso ha fori di drenaggio, l’acqua tende a fermarsi nelle zone non raggiunte dalle radici. Questo porta il terriccio a restare umido troppo a lungo, favorendo acidificazione, compattamento e perdita di ossigeno.

In queste condizioni, le radici della Nanouk entrano in sofferenza silenziosa: non marciscono subito, ma rallentano la loro attività. La pianta reagisce producendo fusti più lunghi, sottili e fragili, con foglie meno carnose e meno colorate. Spesso si nota anche una maggiore sensibilità a marciumi e ingiallimenti improvvisi, soprattutto nei periodi più freschi.

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Vaso piccolo e crescita compatta

Un vaso piccolo, ben drenato e riempito con un terriccio leggero, permette alla Nanouk di esprimere il meglio di sé. Quando le radici occupano quasi tutto lo spazio disponibile, la pianta concentra le sue energie nella parte aerea, producendo internodi corti e una ramificazione più fitta.

Il risultato è una pianta dall’aspetto ordinato, compatto e intensamente colorato, con foglie più spesse e turgide. Questo è il motivo per cui le Nanouk coltivate in vasi piccoli appaiono come veri cuscini folti, mentre quelle in vasi grandi tendono a “sdraiarsi” e perdere struttura.

Quando rinvasare

Il rinvaso della Nanouk non deve essere frequente né automatico. È necessario solo quando il pane di terra è completamente colonizzato dalle radici e l’acqua viene assorbita molto rapidamente. Anche in questo caso, il nuovo vaso deve essere solo leggermente più grande, aumentando il diametro di pochi centimetri.

Un rinvaso graduale consente alla pianta di adattarsi senza stress e mantiene stabile il rapporto tra radici, acqua e ossigeno. Rinvasare troppo presto o scegliere un contenitore eccessivo porta quasi sempre a un peggioramento dell’aspetto della pianta, anche se inizialmente sembra “avere più spazio”.

Rinvaso e aspettative

Dopo un rinvaso corretto, la Nanouk non esplode immediatamente in crescita. Nei primi giorni concentra le energie sull’adattamento radicale, poi riprende con una vegetazione più ordinata e vigorosa. Se invece, dopo il rinvaso, i fusti si allungano e le foglie scoloriscono, è spesso il segnale che il vaso scelto è troppo grande.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".