Un ciclamino in queste condizioni indica che il bulbo sta marcendo

Il marciume del bulbo del ciclamino è una delle problematiche più comuni e, purtroppo, anche una delle più sottovalutate. Spesso i primi segnali non partono dal bulbo stesso, che resta nascosto nel vaso, ma dalla parte aerea della pianta.

Le foglie iniziano ad afflosciarsi, perdono turgore anche se il terreno sembra umido, e i fiori appassiscono rapidamente, talvolta piegandosi alla base. Questo comportamento è diverso dal normale fine fioritura: qui la pianta appare stanca tutta insieme, senza una causa evidente.

Un altro segnale importante è l’odore del terriccio. Quando si avvicina il vaso al naso, un odore sgradevole, simile a muffa o marcio, indica quasi sempre un problema in atto sotto la superficie. Il ciclamino, in salute, non emana mai cattivi odori.

I controlli che si fanno su bulbo e terreno

Per una valutazione tecnica e affidabile, il controllo deve essere fatto con calma e in modo metodico. Il pane di terra va estratto sostenendo la pianta dalla base delle foglie, senza tirare. Una volta fuori dal vaso, è importante osservare e toccare, perché nel caso del marciume la consistenza è spesso più indicativa dell’aspetto.

Il bulbo sano si presenta sodo, pesante e asciutto al tatto. Premendo con il pollice non deve cedere e la superficie deve risultare compatta. Quando il marciume è in corso, anche in fase iniziale, il bulbo perde elasticità: si avverte una morbidezza anomala, spesso localizzata in un solo punto. Se la pressione delle dita lascia un’impronta o se la superficie appare leggermente umida, il tessuto interno sta già collassando. Nei casi più avanzati compaiono zone brunastre o nerastre, talvolta accompagnate da una patina viscida: questo è un segnale chiaro di attività fungina o batterica.

Un controllo utile è anche olfattivo. Avvicinando il bulbo o il terriccio al naso, un odore acre, simile a terra stagnante o a vegetale in decomposizione, indica che la degradazione è attiva anche se visivamente limitata.

Il terreno fornisce informazioni altrettanto importanti. Un substrato sano, anche umido, resta soffice e arieggiato. Se invece appare compatto, pesante e tende a restare attaccato in blocchi, significa che l’acqua non defluisce correttamente. Stringendo una manciata di terra, se rilascia acqua o rimane compressa senza sbriciolarsi, il livello di umidità è eccessivo e incompatibile con la salute del bulbo.

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L’osservazione delle radici completa il quadro diagnostico. Le radici sane del ciclamino sono chiare, elastiche e ben distribuite. Quando il marciume è in atto, le radici fini risultano scarse o assenti, mentre quelle principali appaiono scure, fragili e facilmente spezzabili. Se, sfiorandole, si staccano senza resistenza, significa che il sistema radicale non è più funzionale e il bulbo sta ricevendo meno ossigeno di quanto necessario.

Infine, è utile controllare il fondo del vaso. La presenza di acqua stagnante o di terriccio saturo in prossimità dei fori di drenaggio conferma che il problema nasce da un eccesso idrico prolungato. In questi casi, anche un bulbo ancora parzialmente sano è a rischio e richiede un intervento immediato.

Questo tipo di controllo, ripetuto periodicamente soprattutto nei mesi più umidi o caldi, permette di individuare il marciume prima che diventi irreversibile e di intervenire quando il ciclamino ha ancora concrete possibilità di recupero.

Perché il bulbo del ciclamino marcisce

La causa principale del marciume è quasi sempre un eccesso d’acqua. Il ciclamino non tollera i ristagni e soffre moltissimo quando il fondo del vaso resta bagnato a lungo. Un altro errore frequente è l’uso di vasi senza foro di drenaggio o di terricci troppo compatti, che trattengono l’umidità.

Anche le temperature elevate, soprattutto in ambienti interni poco ventilati, accelerano il problema. Il bulbo, costretto in un ambiente caldo e umido, diventa terreno ideale per funghi e batteri. Infine, l’acqua versata direttamente sul bulbo o al centro della rosetta favorisce l’ingresso delle infezioni.

Come salvare il ciclamino

Se il marciume è agli inizi, si può ancora intervenire. Il bulbo va estratto, il terriccio eliminato e le parti molli rimosse con uno strumento pulito. È fondamentale lasciare solo il tessuto sano e consistente. Dopo il taglio, il bulbo deve asciugare all’aria per alcune ore, in un luogo asciutto e ombreggiato, così da bloccare l’avanzata del marciume.

Il rinvaso va fatto con terriccio nuovo e ben drenante, evitando di interrare completamente il bulbo: una parte deve restare leggermente scoperta. Le annaffiature devono essere molto contenute nei giorni successivi, meglio se dal sottovaso e solo quando il terreno risulta asciutto al tatto.

Quando il bulbo è completamente molle e l’odore è molto forte, purtroppo non c’è possibilità di recupero. In questi casi è meglio eliminare la pianta per evitare la diffusione di patogeni ad altri vasi.

Come prevenire il marciume del bulbo

La prevenzione parte da una gestione corretta dell’acqua. Il ciclamino va bagnato solo quando il terriccio superficiale è asciutto, mai per abitudine. Un buon drenaggio è essenziale, così come l’uso di vasi adeguati e di un substrato leggero.

È altrettanto importante collocare la pianta in un ambiente fresco e luminoso, lontano da fonti di calore. Evitare di bagnare direttamente il bulbo e mantenere una buona circolazione d’aria riduce drasticamente il rischio di marciume.

Con un po’ di attenzione e controlli regolari, il bulbo del ciclamino resta sano per anni, regalando fioriture abbondanti e una pianta vigorosa stagione dopo stagione.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".