Basta potare la Pericallis per stimolare davvero le nuove fioriture

Le pericallis con i fiori grandi, colorati e molto appariscenti ricordano piccole margherite e sono capaci di creare macchie di colore estremamente vivaci.

Non sorprende quindi il desiderio di prolungare il più possibile la sua spettacolare fioritura. Una delle domande più frequenti riguarda proprio la potatura: eliminare i fiori appassiti o accorciare gli steli aiuta davvero la pianta a produrre nuovi boccioli?

La risposta non è del tutto semplice, perché il comportamento della pericallis dipende sia dal suo ciclo biologico sia dalle condizioni di coltivazione.

Caratteristiche botaniche

La pericallis appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è originaria delle Isole Canarie. In natura esistono diverse specie del genere Pericallis, ma le varietà coltivate a scopo ornamentale derivano soprattutto da ibridazioni selezionate per ottenere fioriture più abbondanti e colori più intensi.

La pianta sviluppa una rosetta compatta di foglie grandi, morbide e di colore verde intenso. Le foglie hanno forma leggermente cuoriforme e una superficie vellutata che contribuisce al valore ornamentale della pianta. Dalla rosetta fogliare emergono steli eretti che portano numerose infiorescenze a capolino, tipiche della famiglia delle margherite.

I fiori possono presentare una vasta gamma di colori: blu, viola, rosa, rosso, magenta, bianco e spesso combinazioni bicolori con un centro contrastante. Questa straordinaria varietà cromatica è una delle ragioni principali del successo della pericallis nelle coltivazioni ornamentali.

Il ciclo di crescita

Per comprendere l’effetto della potatura sulla fioritura è fondamentale conoscere il ciclo vegetativo della pianta. Nei climi mediterranei e in gran parte dell’Europa la pericallis viene coltivata come pianta stagionale primaverile, anche se botanicamente può comportarsi come perenne di breve durata.

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La crescita vegetativa avviene principalmente durante i mesi freschi. In questo periodo la pianta accumula energia e sviluppa la massa fogliare necessaria per sostenere la futura fioritura. Con l’arrivo della primavera compaiono gli steli floreali che in breve tempo producono numerosi capolini colorati.

La fioritura tende a essere piuttosto intensa ma concentrata in un periodo relativamente limitato. Con l’aumento delle temperature la pianta rallenta progressivamente la produzione di nuovi boccioli e, in molti casi, termina il proprio ciclo vitale.

Questo comportamento naturale è uno degli aspetti che spesso genera ci confonde: anche con le migliori cure, la pericallis non mantiene una fioritura continua per tutta l’estate.

Il ruolo della potatura

Quando si parla di potatura della pericallis non si intende una potatura strutturale come avviene per arbusti o piante perenni. Nel caso di questa specie, l’intervento più utile consiste principalmente nella rimozione dei fiori appassiti.

Questa pratica, molto diffusa nel giardinaggio ornamentale, viene chiamata anche spollonatura dei fiori o più comunemente eliminazione dei fiori sfioriti.

Quando un fiore completa il proprio ciclo, la pianta tende a investire energie nella formazione dei semi. Eliminando lo stelo prima che questo processo avvenga, si interrompe la produzione dei semi e la pianta può ridistribuire parte delle sue risorse nella formazione di nuovi boccioli.

In condizioni favorevoli, la rimozione regolare dei fiori appassiti può effettivamente prolungare la fioritura della pericallis.

La potatura non trasforma la pericallis in una pianta a fioritura continua, ma può contribuire a mantenere la pianta attiva più a lungo e a sfruttare al massimo il suo potenziale ornamentale.

Errori comuni

Tra gli errori più diffusi c’è la convinzione che una potatura drastica possa rigenerare completamente la pianta. In realtà tagli troppo severi possono indebolire la pericallis e ridurre ulteriormente la capacità di produrre nuovi fiori.

Un altro errore frequente consiste nel trascurare la rimozione dei fiori appassiti per lunghi periodi. Quando la pianta inizia a sviluppare semi, gran parte delle sue risorse energetiche viene dirottata verso questo processo.

Anche l’esposizione troppo soleggiata può compromettere la fioritura. Infine, una concimazione eccessiva ricca di azoto può favorire lo sviluppo delle foglie a scapito della fioritura.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.