Una pianta di pomodoro coperta di fiori non garantisce automaticamente un raccolto abbondante. Il passaggio decisivo è l’allegagione, cioè il momento in cui il fiore fecondato comincia a trasformarsi in un piccolo pomodoro.
Nell’orto sul balcone questo processo può interrompersi anche quando la pianta appare sana. La posizione riparata, il calore accumulato dalle superfici e alcune condizioni del fiore possono impedire al polline di svolgere correttamente la propria funzione.
Per capire cosa sta accadendo non basta contare i fiori. Bisogna osservare quando si aprono, quanto durano, se il peduncolo ingiallisce e se alla base compare un piccolo rigonfiamento verde.
COSA SCOPRIRAI
Troppo caldo
Il pomodoro fiorisce bene con temperature calde, ma non estreme. Nei balconi esposti a sud o a ovest, muri, pavimenti e ringhiere possono continuare a irradiare calore anche dopo il tramonto.
Con temperature molto elevate, soprattutto durante l’apertura, il polline può diventare poco vitale o non essere rilasciato correttamente. Il fiore resta sulla pianta per qualche giorno, poi il peduncolo ingiallisce e cade.
In questa situazione non serve aumentare il concime. È più utile ridurre il calore intorno alla chioma, distanziare i vasi da pareti roventi e favorire il passaggio dell’aria. Durante le giornate più difficili si può usare una schermatura leggera nelle ore centrali, mantenendo comunque una buona luminosità.
Anche le notti molto calde possono ostacolare l’allegagione. Se il problema coincide con un’ondata di calore, conviene attendere temperature più moderate e osservare le nuove fioriture.
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Poco movimento
Il fiore del pomodoro è autofertile, ma il polline deve liberarsi dalle antere e raggiungere lo stigma. All’aperto questo passaggio viene favorito dal vento e dalle vibrazioni prodotte dagli insetti.
Su un balcone chiuso da vetrate, tende laterali o pareti alte, l’aria può muoversi poco. I fiori si aprono normalmente, ma il polline rimane all’interno e l’allegagione diventa irregolare.
Si può intervenire al mattino, quando i fiori sono asciutti, dando un leggero colpetto al tutore oppure scuotendo con delicatezza il ramo fiorito. Non è necessario manipolare ogni corolla e non bisogna eseguire movimenti bruschi.
L’operazione può essere ripetuta per alcuni giorni durante la piena fioritura. È preferibile intervenire prima delle ore più calde, quando il polline è ancora in condizioni migliori.
Acqua irregolare
Durante la fioritura la pianta deve mantenere un equilibrio idrico stabile. Una carenza improvvisa può portare il pomodoro a interrompere i processi più dispendiosi, tra cui il mantenimento dei fiori appena aperti.
Il segnale tipico è una fioritura normale, seguita da peduncoli che diventano gialli e si staccano. Anche un’irrigazione eccessiva può creare difficoltà, perché le radici poco ossigenate assorbono male acqua e minerali.
Nel vaso è utile controllare il substrato a qualche centimetro di profondità, senza basarsi soltanto sulla superficie. L’acqua va distribuita lentamente, bagnando l’intera zolla e non soltanto una piccola area vicino al fusto.
Durante la comparsa dei fiori conviene evitare brusche variazioni. Un vaso lasciato seccare completamente e poi saturato d’acqua non offre alla pianta la continuità necessaria per allegare in modo regolare.
Troppo azoto
Una pianta con fusti spessi, foglie grandi e numerosi germogli laterali può apparire molto vigorosa, ma non essere equilibrata. Quando l’azoto è eccessivo, la crescita vegetativa prevale sulla fase riproduttiva.
In questo caso i fiori possono essere pochi, deboli oppure incapaci di trasformarsi in frutti. Il fenomeno è frequente dopo concimazioni ravvicinate o con prodotti destinati soprattutto alle piante verdi.
Non bisogna correggere subito la situazione aggiungendo un altro fertilizzante. È preferibile sospendere per un periodo le somministrazioni e verificare come si sviluppano i nuovi grappoli fiorali.
Quando si riprende la concimazione, va scelto un prodotto adatto agli ortaggi da frutto e utilizzato senza superare le dosi indicate. Un nutrimento equilibrato sostiene l’allegagione, mentre un eccesso prolunga la fase vegetativa.
Vaso troppo piccolo
Il vaso non deve soltanto contenere la pianta: deve garantire alle radici una riserva sufficiente di acqua, aria e nutrienti. In un contenitore troppo piccolo queste risorse cambiano rapidamente durante la giornata.
Una pianta può continuare a produrre fiori anche con poco spazio radicale, ma non avere abbastanza continuità per trasformarli in frutti. Il terriccio si asciuga in poche ore, le radici si surriscaldano e la pianta alterna attività e rallentamento.
Bisogna osservare se le radici escono dai fori, se il pane di terra è molto compatto o se l’acqua attraversa subito il vaso. Questi segnali indicano che il contenitore potrebbe non essere più adeguato.
Il trasferimento va eseguito senza rompere la zolla, scegliendo un vaso più profondo e stabile. Dopo il rinvaso è normale che la pianta impieghi qualche giorno prima di riprendere la fioritura.
Presenza di parassiti
I fiori e i germogli possono essere danneggiati da insetti molto piccoli. Tripidi e afidi possono nutrirsi sui tessuti giovani e interferire con la corretta apertura della corolla.
Conviene controllare l’interno dei fiori, la base dei boccioli e la pagina inferiore delle foglie. Deformazioni, puntini scuri, parti appiccicose o petali che si seccano troppo presto possono indicare un problema.
La verifica deve precedere qualsiasi intervento. Rimuovere i fiori già compromessi e mantenere la pianta ben arieggiata aiuta a controllare la situazione, mentre eventuali trattamenti devono essere adatti agli ortaggi.
Osservando la fioritura nel momento giusto è possibile capire quale passaggio si interrompe. Il vero segnale positivo non è la quantità di fiori, ma la comparsa di un piccolo pomodoro verde alla base della corolla.
