Cosa fare quanto l’Aster fa tante foglie ma pochi fiori

Quando l’aster (chiamato anche settembrino) produce tante foglie ma pochi fiori, le prime cose da controllare sono le ore di sole e la data dell’ultimo taglio. Aggiungere concime senza fare queste due verifiche può spingere ancora di più la vegetazione e lasciare invariato il problema.

Osserva poi la forma dei fusti, lo spazio nel vaso e l’umidità del terreno. La diagnosi cambia se la pianta ha fusti lunghi e inclinati, è compatta ma appena cimata, oppure è piena di radici. Un aster tardivo con piccoli boccioli sodi e in crescita può essere semplicemente più indietro: non è detto che abbia saltato la fioritura.

Conta le ore di sole

L’aster fiorisce meglio in pieno sole. Per una giornata controlla quando i raggi raggiungono davvero la chioma: un muro, una tenda o un albero possono lasciare la pianta in luce diffusa per quasi tutto il tempo. In quel caso i fusti si allungano, gli spazi tra le foglie aumentano e i fiori diminuiscono.

Sposta gradualmente il vaso in una posizione con più sole del mattino, evitando un passaggio improvviso al caldo del pomeriggio. Se il giardino non offre abbastanza luce, è più realistico scegliere altre piante da giardino che cercare di forzare l’aster con il fertilizzante.

Guarda dove cade l’ombra del vaso al mattino, a metà giornata e nel pomeriggio. Così puoi contare le ore di sole diretto e distinguerle dalla semplice luminosità del cielo. Dopo lo spostamento osserva i germogli nuovi: internodi più corti e fusti che restano diritti indicano che l’esposizione è migliorata.

Ricorda l’ultimo taglio

I tipi alti possono essere cimati tra primavera e inizio estate per ramificare e restare compatti. Se hai tagliato le punte a fine luglio, in agosto o quando erano già presenti piccoli rigonfiamenti, potresti aver eliminato le estremità destinate a fiorire. A stagione avanzata lascia maturare i rami presenti e rimanda la correzione della forma all’anno successivo. Una potatura tardiva riduce i punti da cui potevano formarsi i fiori.

Se vuoi capire quanto incide la cimatura, lascia un ramo campione senza taglio e confrontalo con gli altri a fine estate. Alcuni aster bassi mantengono già una forma compatta e possono fiorire bene senza interventi sulla punta; per loro la correzione può essere superflua.

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Fusti lunghi o teneri

Fusti molto verdi, teneri e flosci, accompagnati da foglie grandi, fanno pensare a un eccesso di azoto, soprattutto se la pianta è stata concimata spesso o cresce vicino a un prato nutrito. Sospendi le aggiunte e mantieni acqua e luce regolari. Il portamento normale dell’aster varia con la varietà, ma una crescita debole e succosa non è sinonimo di vigore.

Se i fusti sono corti, sani e terminano con piccoli gruppi tondeggianti, guarda meglio prima di intervenire: possono essere boccioli ancora stretti. Una cultivar tardiva sembra tutta foglie finché quei gruppi non si gonfiano. Lasciali chiusi e ricontrolla la loro dimensione dopo una settimana.

Controlla anche ciò che riceve dal terreno. Un aster vicino a un prato concimato o in un vaso alimentato spesso può assorbire più azoto del previsto. Se alle foglie molto tenere si aggiungono punte secche dopo le concimazioni, sospendi il prodotto e verifica il drenaggio prima di modificare ancora la coltivazione.

Vaso e acqua

Controlla prima i fori del vaso: molte radici fitte, insieme a terra che asciuga in poche ore, fanno pensare a un vaso ormai pieno. Se serve una conferma, sfila il pane radicale soltanto se esce con una lieve pressione sul contenitore, senza tirare i fusti. Se la pianta è già in boccio, trasferiscila senza rompere la zolla.

Anche l’alternanza continua fra appassimento e ristagno interrompe lo sviluppo dei boccioli. Bagna a fondo quando i primi centimetri sono asciutti e lascia uscire l’eccesso. In terra, una pacciamatura sottile aiuta a mantenere l’umidità più uniforme; in vaso, invece, il sottovaso va svuotato.

Se trasferisci una pianta già in boccio, scegli un contenitore di poco più largo e riempi gli spazi laterali con terriccio simile a quello presente. Mantieni il colletto alla stessa altezza, bagna per assestare e ripara il vaso dal vento per alcuni giorni. Una zolla lasciata integra conserva i boccioli meglio di un rinvaso con radici aperte.

Ritardo o stagione persa?

Se i boccioli sono sodi e in crescita, la fioritura è probabilmente soltanto in ritardo. Se invece anneriscono, si ammorbidiscono o si seccano, la causa dello stress è ancora attiva. Quando non ce ne sono, ma hai individuato ombra, taglio tardivo o crescita troppo azotata, correggi ciò che puoi senza aspettarti una trasformazione immediata. Un esemplare giovane può investire la prima stagione soprattutto nelle radici e fiorire meglio l’anno dopo.

Controlla infine di non aver scambiato una fioritura già terminata per una mai iniziata: restano peduncoli e capolini secchi alle estremità. La risposta giusta, in quel caso, è pulire la pianta, non aumentare nutrimento e acqua.

Alla fine del controllo dovresti avere una causa principale su cui lavorare: ombra, taglio tardivo, eccesso di azoto, vaso pieno oppure acqua irregolare. Correggine una e segui per alcuni giorni i boccioli presenti. Cambiare insieme posizione, vaso, concime e annaffiature rende difficile capire quale intervento ha prodotto la risposta.


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