Il piccione urbano deriva dal piccione domestico ed è fortemente legato agli edifici, dove trova cornicioni, rientranze, sottotetti e balconi che ricordano in qualche modo le pareti rocciose utilizzate naturalmente dalla specie.
La loro riproduzione può proseguire durante tutto l’anno, ma presenta un picco tra giugno e agosto. È quindi normale che tra luglio, agosto e l’inizio dell’autunno si possano osservare più facilmente anche individui giovani, ormai in grado di spostarsi e cercare nuovi punti dove fermarsi.
C’è poi un’altra ragione molto pratica. Dopo settimane di caldo, un balcone ombreggiato, protetto dal vento e poco frequentato può diventare un eccellente punto di riposo. Se sono presenti acqua nei sottovasi, briciole, semi, mangime per altri uccelli o residui di cibo, il richiamo diventa ancora più forte.
Un piccione che trova un posto tranquillo tende inoltre a tornare nello stesso punto, soprattutto quando può appollaiarsi facilmente su una ringhiera o su un davanzale largo. I piccioni mostrano infatti una notevole fedeltà ai luoghi utilizzati per il riposo e la nidificazione.
Per questo, quando iniziano a comparire con regolarità, conviene intervenire subito. È molto più semplice rendere poco interessante un balcone frequentato occasionalmente che modificare le abitudini di animali che lo utilizzano ormai tutti i giorni.
Piante aromatiche
Tra i rimedi più consigliati vengono spesso citate lavanda, rosmarino e menta. Sono piante aromatiche perfette per un balcone estivo, hanno profumi intensi e possono effettivamente contribuire a rendere lo spazio meno libero e meno comodo per un piccione.
È però importante non attribuire loro proprietà che non sono state dimostrate. Non esistono prove solide che il semplice profumo di una pianta aromatica sia sufficiente a tenere lontani stabilmente i piccioni. Se un animale trova un balcone sicuro, tranquillo e con una comoda ringhiera su cui posarsi, difficilmente rinuncerà soltanto perché nelle vicinanze cresce della lavanda.
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Il modo più sensato di utilizzare queste piante è quindi diverso. Vasi di rosmarino, soprattutto nelle varietà erette e cespugliose, possono occupare quegli angoli larghi e liberi dove i piccioni tendono ad atterrare. La lavanda, oltre a essere profumata, forma cespugli abbastanza fitti e ama il sole, quindi è particolarmente adatta ai balconi molto luminosi.
Anche la menta produce una vegetazione densa e un aroma evidente, ma va coltivata preferibilmente in un vaso tutto suo perché tende ad allargarsi rapidamente. In una posizione di mezz’ombra può diventare una buona soluzione per occupare zone del balcone che altrimenti resterebbero completamente libere.
Si possono utilizzare allo stesso modo salvia, timo e basilico, scegliendo naturalmente le specie adatte all’esposizione disponibile. Più che creare una barriera olfattiva, queste piante aiutano a costruire un balcone nel quale siano presenti meno superfici vuote e meno punti facilmente accessibili.
Questo è il concetto fondamentale: le piante funzionano soprattutto come parte di una strategia complessiva, non come un repellente.
Anche i veri sistemi dissuasivi basati su odori, rumori o stimoli visivi tendono spesso a offrire soltanto una protezione temporanea, perché gli uccelli possono abituarsi alla loro presenza. La Royal Horticultural Society sottolinea infatti che dispositivi spaventapasseri e sostanze repellenti forniscono, nella migliore delle ipotesi, una protezione limitata nel tempo.
I rimedi sul balcone
Il rimedio più efficace comincia da una cosa estremamente semplice: eliminare ciò che attira i piccioni.
Un sottovaso con qualche centimetro d’acqua può diventare una piccola fonte dove bere. Le briciole rimaste dopo aver mangiato all’aperto, i semi caduti da una mangiatoia o persino alcuni residui vegetali possono invece trasformare il balcone in un punto dove vale la pena tornare.
I sottovasi andrebbero quindi controllati dopo ogni annaffiatura e l’acqua stagnante dovrebbe essere eliminata. Non serve lasciare le piante asciutte: è sufficiente evitare che rimangano riserve d’acqua facilmente accessibili per molte ore.
Anche la disposizione dei vasi può fare una grande differenza. Se un piccione sceglie sempre l’estremità di un davanzale largo, in quel punto può essere collocato un vaso sufficientemente grande e stabile. Lo stesso si può fare negli angoli del pavimento più riparati.
L’obiettivo è interrompere le loro abitudini. Un balcone con grandi zone vuote, ringhiere comode e angoli tranquilli offre diversi punti dove atterrare. Uno spazio ben organizzato, con fioriere e piante collocate nei punti strategici, ne offre molti meno.
Possono essere utilizzati anche piccoli elementi mobili che cambiano posizione con il vento. Nastri leggeri e superfici riflettenti possono disturbare inizialmente i piccioni, ma non dovrebbero essere considerati una soluzione definitiva.
Il principio più efficace rimane quello di modificare fisicamente lo spazio, evitando però qualsiasi sistema che possa ferire o intrappolare gli animali.
Quando la presenza è particolarmente insistente, una barriera fisica ben installata può essere molto più affidabile dei repellenti. Le reti, per esempio, possono impedire l’accesso a determinate aree, ma devono essere montate correttamente, mantenute ben tese e controllate in modo che nessun uccello possa restarvi impigliato.
Cosa non funziona a lungo
Uno dei rimedi più conosciuti è il finto rapace: il classico gufo, falco o corvo di plastica sistemato sulla ringhiera. Nei primi giorni può effettivamente creare diffidenza, soprattutto se il balcone non era ancora frequentato abitualmente.
Il problema arriva dopo. Se quella sagoma rimane sempre nello stesso posto e non succede nulla, i piccioni imparano rapidamente che non rappresenta una minaccia. A quel punto può capitare di vedere un piccione tranquillamente appollaiato a pochi centimetri dal presunto predatore.
Lo stesso limite riguarda CD appesi, nastri riflettenti e oggetti luccicanti. Il movimento e i riflessi possono disturbare inizialmente gli uccelli, ma con il tempo l’effetto tende a diminuire.
Per questo possono essere utilizzati come aiuto temporaneo, magari cambiandone frequentemente la posizione, ma non dovrebbero essere il cuore della strategia.
Andrebbero invece evitati rimedi casalinghi particolarmente aggressivi, come peperoncino, sostanze irritanti, prodotti corrosivi o miscele concentrate di oli essenziali. Il fatto che un prodotto sia naturale non significa automaticamente che sia innocuo per gli animali, per le piante o per chi utilizza il balcone.
Non è necessario provocare dolore o irritazione. Per ottenere un risultato duraturo è molto più efficace rendere quel punto semplicemente scomodo e poco interessante.
Come rendere il balcone poco invitante
Quando i piccioni continuano a tornare, conviene osservare il balcone dal loro punto di vista. Solitamente vengono scelti sempre gli stessi posti: un angolo riparato dalla pioggia, la parte superiore della ringhiera, un davanzale largo oppure lo spazio nascosto dietro una grande fioriera.
Proprio questi punti meritano maggiore attenzione.
Le piante possono diventare preziose. Un grande rosmarino cespuglioso, una lavanda ben sviluppata o una fioriera ricca di aromatiche possono occupare fisicamente lo spazio che prima veniva usato per sostare. Naturalmente i vasi devono essere stabili, soprattutto ai piani alti, e non devono essere posizionati in modo da creare pericoli in caso di vento.
Va poi mantenuto il balcone pulito da briciole e residui di cibo, evitando di lasciare sacchetti della spazzatura aperti o ciotole con alimenti. Se vengono utilizzate mangiatoie per piccoli uccelli, è bene considerare che i semi caduti sul pavimento possono attirare anche specie più grandi, compresi i piccioni.
Particolare attenzione meritano anche gli angoli poco visibili. Se iniziano ad accumularsi piccoli rametti o altro materiale vegetale sempre nello stesso punto, potrebbe essere iniziato un tentativo di nidificazione. Prima di intervenire direttamente su un nido già attivo, soprattutto se sono presenti uova o piccoli, è opportuno verificare le norme applicabili e rivolgersi, quando necessario, agli enti competenti per la fauna selvatica.
In definitiva, non esiste una singola pianta capace di trasformare il balcone in una zona vietata ai piccioni. Lavanda, rosmarino, menta, salvia e timo possono essere ottime alleate perché profumano, arredano e soprattutto occupano gli spazi utilizzati dagli uccelli, ma da sole non costituiscono un repellente affidabile.
