Ogni ambiente della casa ha un piccolo microclima diverso. In bagno si concentrano vapore, umidità e condensa, mentre in cucina si alternano calore, odori e aria più secca. Scegliere una pianta adatta non significa soltanto trovare una specie decorativa, ma sistemarla nel punto in cui luce, temperatura e umidità coincidono meglio con le sue esigenze.
Alcune piante possono quindi essere particolarmente adatte a zone della casa dove si avvertono odore di chiuso, aria umida o odori di cucina. Non sostituiscono però una finestra aperta, una cappa aspirante o una corretta ventilazione: il loro ruolo è soprattutto quello di rendere l’ambiente più verde e gradevole, sfruttando allo stesso tempo condizioni che per altre piante sarebbero poco favorevoli.
Spatifillo, felce spada, Pothos e rosmarino sono quattro esempi interessanti. Ognuno può essere collocato in un punto preciso della casa perché quel particolare ambiente offre proprio le condizioni di cui la pianta ha bisogno.
Spatifillo in bagno per rinfrescare l’aria
Lo Spatifillo è una delle piante più indicate per un bagno luminoso. Questo ambiente presenta spesso un’umidità dell’aria superiore rispetto al resto della casa, soprattutto dopo docce e bagni caldi, e lo Spatifillo apprezza proprio un’atmosfera moderatamente umida. Può essere sistemato vicino a una finestra, purché riceva luce diffusa e non sole diretto intenso.
La sua presenza può rendere più gradevole un bagno in cui si avverte facilmente odore di chiuso o aria poco fresca, soprattutto dal punto di vista della percezione dell’ambiente. Non bisogna però considerarlo un vero deodorante naturale: se sono presenti cattivi odori persistenti è comunque necessario individuarne la causa e garantire una buona aerazione.
Il punto ideale è quindi vicino alla finestra ma lontano da termosifoni, climatizzatori e correnti fredde. Il vapore della doccia aumenta temporaneamente l’umidità ambientale e può essere gradito alla pianta, ma non sostituisce l’annaffiatura. Prima di bagnare bisogna sempre controllare il terriccio e svuotare l’acqua eventualmente rimasta nel coprivaso.
Felce spada per odore di chiuso
La felce spada, o Nephrolepis exaltata, trova nel bagno uno degli ambienti domestici più vicini alle condizioni che preferisce. Le sue fronde gradiscono infatti una buona umidità atmosferica e possono soffrire rapidamente quando vengono sistemate in stanze molto secche o vicino ai termosifoni.
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Per questo può essere scelta soprattutto per quei bagni dove si avverte spesso umidità o una sensazione di ambiente chiuso. La pianta non assorbe però quantità di umidità tali da risolvere condensa o muffa sulle pareti: in presenza di questi problemi bisogna continuare ad aprire la finestra, utilizzare la ventilazione e intervenire sulla causa.
La felce sfrutta semplicemente a proprio vantaggio quella maggiore umidità dell’aria che renderebbe invece difficile la permanenza di altre specie. La posizione migliore è vicino a una finestra luminosa, ma schermata dal sole forte. Se le punte delle fronde diventano rapidamente marroni e secche, l’aria potrebbe essere troppo asciutta; se il terreno resta costantemente fradicio, il problema è invece alle radici.
Pothos vicino alla doccia per l’umidità
Il Pothos è particolarmente utile per arredare la zona vicina alla doccia perché tollera bene una maggiore umidità ambientale e può essere coltivato facilmente su una mensola, sopra un mobile oppure in un vaso sospeso. I lunghi tralci ricadenti permettono inoltre di sfruttare punti della stanza che altrimenti rimarrebbero vuoti.
Il problema domestico a cui si adatta meglio è quindi la presenza di una zona costantemente umida vicino alla doccia. Non elimina il vapore, ma lo tollera meglio di molte altre piante da appartamento. Proprio per questo si può utilizzare quella parte del bagno senza dover necessariamente scegliere una zona più asciutta.
Serve però almeno una discreta quantità di luce naturale. Il Pothos tollera una luminosità più bassa rispetto a molte altre specie, ma un bagno completamente privo di finestre non rappresenta una posizione stabile nel lungo periodo. Per capire meglio la distanza ideale dal vetro può essere utile vedere come scegliere il posto giusto per il Pothos.
Bisogna inoltre evitare l’errore di confondere umidità dell’aria e acqua nel terreno. Anche se la pianta si trova vicino alla doccia, il substrato non deve rimanere continuamente bagnato. Il controllo con un dito e il peso del vaso sono più affidabili di un calendario; durante i mesi più caldi cambia anche il modo di innaffiare il Pothos in estate.
Rosmarino in cucina per i cattivi odori
Il rosmarino è la scelta più indicata per la cucina tra queste quattro piante. A differenza di felce, Spatifillo e Pothos, preferisce infatti un ambiente luminoso, ben arieggiato e non eccessivamente umido. La posizione ideale è vicino a una finestra che riceva diverse ore di luce e, quando possibile, un po’ di sole diretto.
Il problema a cui può contribuire è soprattutto quello degli odori di cucina. Le foglie di rosmarino sono ricche di sostanze aromatiche e, quando vengono sfiorate o utilizzate, sprigionano il loro caratteristico profumo. Non assorbono però realmente fumo, grasso e odori prodotti durante la cottura: per eliminarli rimangono indispensabili cappa aspirante e ricambio d’aria.
Il vantaggio è quindi avere vicino alla cucina una pianta aromatica profumata che può essere utilizzata anche durante la preparazione dei piatti. Non va però sistemata accanto ai fornelli. Calore improvviso, vapore bollente e particelle di grasso possono sporcare le foglie e indebolire la pianta. Una finestra luminosa e arieggiata è decisamente più adatta.
