Tagliare i vecchi grappoli del Plumbago può stimolare nuovi fiori

A fine agosto il Plumbago può avere ancora numerosi fiori azzurri, ma tra i nuovi boccioli iniziano spesso a comparire grappoli scoloriti, secchi o ormai privi di petali. Lasciandoli tutti sulla pianta, la chioma appare rapidamente meno ordinata proprio quando potrebbe avere ancora diverse settimane di fioritura davanti.

La rimozione delle vecchie infiorescenze può essere sfruttata per accompagnare la produzione di nuovi germogli fioriferi. Non basta però strappare qualche petalo secco: bisogna intervenire nel punto corretto e capire quali rami possano ancora produrre vegetazione.

Il Plumbago, infatti, fiorisce sui germogli sviluppati durante la stagione. Una pulizia eseguita bene tra fine estate e settembre può quindi favorire la formazione di nuove estremità vegetative, sulle quali potranno successivamente comparire altri grappoli.

Guardare il grappolo

Il momento giusto arriva quando buona parte dei piccoli fiori che compongono l’infiorescenza ha già perso colore, è caduta oppure si presenta marrone e asciutta.

Il Plumbago produce grappoli formati da numerose corolle che non appassiscono necessariamente nello stesso giorno. Finché sono presenti diversi boccioli ancora chiusi o fiori freschi, non conviene eliminare tutta l’infiorescenza.

Quando invece il grappolo ha concluso la propria fase decorativa, può essere rimosso.

Non serve aspettare che diventi completamente secco e rimanga sulla pianta per settimane. La pulizia periodica permette di vedere meglio le nuove gemme che stanno sviluppandosi immediatamente sotto le vecchie infiorescenze.

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Dove effettuare il taglio

La parte interessante non è il singolo fiore, ma il tratto di ramo che lo sostiene.

Seguendo il vecchio grappolo verso il basso si incontrano generalmente foglie e nodi dai quali il Plumbago può produrre nuove ramificazioni. Il taglio può essere effettuato poco sopra una coppia di foglie sane o un nodo ben sviluppato.

Non occorre scendere molto lungo il ramo. Eliminando soltanto l’estremità ormai sfiorita si conserva la maggior parte della vegetazione capace di fotosintetizzare e, nello stesso tempo, si interrompe la crescita di quella punta.

Dalle gemme laterali immediatamente sottostanti possono iniziare a svilupparsi nuovi getti.

Proprio questi germogli rappresentano il passaggio interessante: se luce e temperature rimangono favorevoli, potranno allungarsi e preparare nuove infiorescenze.

Una cimatura leggera

Su un Plumbago ormai molto lungo e disordinato si può andare leggermente oltre la semplice eliminazione del grappolo.

I rami che hanno fiorito molto e presentano lunghi tratti sottili possono essere accorciati moderatamente, sempre restando sulla vegetazione verde.

Non serve effettuare a fine estate una potatura drastica di tutta la pianta. Tagliare grandi porzioni di chioma significherebbe eliminare molti germogli che potrebbero ancora partecipare alla fioritura di settembre.

Meglio lavorare in maniera selettiva: vecchi grappoli, punte eccessivamente allungate e qualche ramo che altera molto la forma possono essere sistemati progressivamente.

La reazione dovrebbe essere la comparsa di piccole ramificazioni laterali piuttosto che un semplice allungamento delle vecchie estremità.

Perché può rifiorire

Il vantaggio del Plumbago è la capacità di continuare a produrre fiori per un periodo piuttosto lungo quando il clima rimane caldo.

La rimozione delle parti sfiorite evita che una parte delle risorse venga destinata alla maturazione delle strutture riproduttive e mantiene attive le estremità vegetative.

Questo non significa che ogni grappolo tagliato genererà automaticamente un altro fiore.

La risposta dipende soprattutto dalla presenza di gemme attive, dalla temperatura e dalla quantità di luce disponibile. Il taglio crea una condizione favorevole alla ramificazione, ma è la nuova crescita a dover successivamente diventare fiorifera.

Per questo l’intervento funziona meglio quando viene effettuato prima che la stagione sia troppo avanzata.

Molto sole

Dopo la pulizia serve soprattutto luce. Il Plumbago fiorisce generosamente quando riceve diverse ore di sole diretto. Un esemplare potato correttamente ma trasferito in una zona sempre più ombreggiata può produrre nuovi rami senza trasformarli rapidamente in grappoli azzurri.

A settembre questo aspetto richiede qualche attenzione perché l’inclinazione del sole cambia. Muri, tende e balconi superiori possono iniziare a ombreggiare il vaso per molte più ore rispetto a luglio.

Se compaiono nuovi germogli lunghi e ricchi di foglie ma senza boccioli, la quantità di sole ricevuta durante la giornata va rivalutata.

Acqua dopo il taglio

Una nuova fase vegetativa richiede disponibilità d’acqua, ma le annaffiature non devono essere aumentate automaticamente dopo aver eliminato i fiori secchi.

Con il calo delle temperature il vaso può iniziare ad asciugarsi più lentamente rispetto alle settimane centrali dell’estate.

Va quindi bagnato quando il terreno ne ha bisogno, distribuendo acqua in profondità e lasciando drenare l’eccesso.

Ripetute disidratazioni possono interrompere lo sviluppo dei giovani germogli; un substrato costantemente saturo crea invece condizioni sfavorevoli alle radici.

Aspettare i germogli

Dopo il taglio non bisogna cercare immediatamente nuovi boccioli. Il primo cambiamento da aspettare è la comparsa di piccole punte verdi laterali vicino ai nodi rimasti sul ramo.

Sono questi i nuovi germogli che dovranno prima allungarsi e formare foglie.

Solo successivamente, se settembre mantiene temperature miti e la pianta riceve molto sole, alle estremità potranno comparire altri grappoli.

Eliminare regolarmente le infiorescenze esaurite permette quindi di sfruttare meglio la lunga stagione del Plumbago. Il principio non consiste nel tagliare molto, ma nel togliere il vecchio grappolo nel punto giusto, conservare nodi attivi e lasciare alla pianta il tempo di costruire nuovi rami fioriferi.


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