Tra la fine dell’estate e settembre la Bouganvillea può continuare a produrre nuove brattee colorate, soprattutto quando rimane esposta a molte ore di sole e le temperature sono ancora miti. In questa fase, però, una pianta coltivata in vaso può avere già utilizzato buona parte delle sostanze presenti nel substrato.
Non serve aumentare improvvisamente il fertilizzante. Una nutrizione troppo ricca di azoto può favorire soprattutto rami e foglie, lasciando in secondo piano la produzione delle nuove brattee che circondano i piccoli fiori veri e propri.
Alcuni preparati casalinghi possono essere utilizzati come integrazione leggera, senza considerarli sostituti perfetti di un concime formulato. Compost maturo, bucce di banana e acqua di riso possono accompagnare la parte finale della stagione se vengono utilizzati nelle quantità corrette e soltanto su una Bouganvillea già sana e ben illuminata.
Compost maturo
Il primo sistema è anche quello che permette di apportare al terreno una gamma più ampia di sostanze: compost domestico completamente maturo.
Deve avere una consistenza friabile, un colore scuro e un odore simile a quello della terra. Materiale ancora in decomposizione, caldo o con resti alimentari facilmente riconoscibili non va distribuito direttamente vicino alle radici.
Su una Bouganvillea coltivata in vaso può essere aggiunto uno strato sottile sulla superficie, senza accumularlo contro il colletto. Successivamente si può incorporare molto superficialmente e irrigare.
Non serve riempire il vaso di compost. Una quantità elevata potrebbe modificare troppo la struttura del substrato e aumentarne la capacità di trattenere acqua, condizione poco favorevole a una Bouganvillea che necessita di buon drenaggio.
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Il vantaggio del compost maturo non consiste nel fornire una dose concentrata di un singolo elemento, ma nel reintegrare gradualmente sostanza organica e nutrienti consumati durante mesi di crescita.

Bucce di banana
Le bucce di banana vengono frequentemente associate al potassio, elemento coinvolto in numerosi processi della pianta, compresa la regolazione dell’acqua e il funzionamento dei tessuti durante la fase riproduttiva.
Non basta però infilare pezzi di buccia direttamente nel vaso.
La decomposizione all’interno di un piccolo contenitore può attirare insetti, creare cattivi odori e mantenere localmente il terreno troppo umido. È preferibile preparare un macerato molto leggero.
Una buccia può essere tagliata in piccoli pezzi e lasciata in circa un litro d’acqua per 24-48 ore. Il liquido viene poi filtrato e utilizzato occasionalmente durante una normale irrigazione.
Non va considerato un concentrato di potassio paragonabile a un fertilizzante commerciale: la quantità realmente ceduta all’acqua è variabile e piuttosto limitata.
Proprio per questo deve rimanere un’integrazione occasionale. Utilizzarlo a ogni annaffiatura non rende la Bouganvillea più fiorita e può favorire fermentazioni nel contenitore se rimangono residui organici.

Acqua di riso
Un terzo sistema semplice consiste nel recuperare l’acqua utilizzata per sciacquare il riso, purché non contenga sale, olio o altri ingredienti.
Quest’acqua contiene piccole quantità di sostanze provenienti dal chicco e può essere utilizzata occasionalmente al posto della normale irrigazione.
Va impiegata fresca, senza lasciarla fermentare per diversi giorni. Quando sviluppa odori acidi o sgradevoli non dovrebbe essere versata nel vaso.
La quantità deve essere quella di una normale annaffiatura: non si aggiunge acqua di riso sopra un terreno che è già umido soltanto per fornire nutrimento.
Il suo contributo nutrizionale è molto moderato, quindi non può correggere una vera carenza né sostenere da sola una Bouganvillea coltivata da anni nello stesso substrato impoverito.
Può però rientrare in una gestione nella quale il terreno viene nutrito senza ricorrere continuamente a prodotti concentrati.
Serve molto sole
Nessuno dei tre preparati permette di mantenere la fioritura se la Bouganvillea riceve poca luce.
La produzione delle brattee richiede diverse ore di sole diretto. Una pianta sistemata in mezz’ombra può produrre lunghi germogli verdi pur ricevendo compost, acqua di riso o altri nutrienti.
Tra fine agosto e settembre va controllato se la posizione è cambiata. Il sole si abbassa e balconi, tende e muri possono proiettare ombre differenti rispetto a luglio.
Se la vegetazione continua ad allungarsi ma alle estremità non compaiono nuove brattee, prima della concimazione conviene verificare quante ore di sole raggiungano realmente la chioma.
Acqua senza eccessi
La Bouganvillea non risponde bene a un terreno continuamente saturo.
Una leggera alternanza tra terreno bagnato e parziale asciugatura del substrato favorisce una gestione più adatta rispetto ad annaffiature quotidiane effettuate indipendentemente dalle condizioni del vaso.
Con settembre il consumo può diminuire, quindi qualsiasi concime liquido casalingo deve essere somministrato soltanto quando sarebbe comunque arrivato il momento di irrigare.
Il principio vale soprattutto per acqua di riso e macerato di banana: non sono una ragione per bagnare più spesso.
Per continuare la fioritura, quindi, i concimi fai da te devono rimanere un sostegno. Un po’ di compost maturo reintegra lentamente il substrato, il macerato di banana può fornire una lieve integrazione minerale e l’acqua di riso può essere recuperata occasionalmente. Sono però sole abbondante, radici sane e assenza di eccessi d’acqua e azoto a permettere alla Bouganvillea di continuare realmente a colorarsi verso la fine della stagione.
