Quando la Kalanchoe termina la fioritura, non significa che abbia concluso il proprio ciclo. Dopo alcune settimane i fiori appassiscono, gli steli restano spogli e la pianta può sembrare improvvisamente meno interessante, ma può ancora prepararsi a una nuova fioritura.
Perché compaiano nuovi boccioli, però, non basta continuare ad annaffiare e aspettare. La Kalanchoe reagisce anche alla durata del giorno e della notte, e proprio questo aspetto può fare la differenza tra una pianta che produce soltanto foglie e una che torna a fiorire.
Il percorso parte dalla rimozione dei vecchi fiori e passa attraverso una corretta gestione di acqua, luce e ore di buio. La fase più importante consiste nel garantire per diverse settimane notti sufficientemente lunghe e realmente buie.
Dopo la fioritura
Quando i fiori sono ormai completamente appassiti, le vecchie infiorescenze possono essere eliminate. Non è necessario effettuare una potatura drastica: l’obiettivo è semplicemente rimuovere ciò che ha terminato il proprio ciclo e lasciare la parte verde della pianta nelle condizioni migliori per continuare a crescere.
Questo è anche il momento giusto per osservare bene le foglie. La Kalanchoe possiede foglie carnose, capaci di immagazzinare una certa quantità d’acqua. Se appaiono consistenti, hanno un colore uniforme e sono presenti nuovi punti di crescita, la pianta dispone di una buona base da cui ripartire.
Se invece i fusti sono molto allungati e tra una foglia e l’altra compaiono grandi spazi, può essere utile verificare la posizione. Una crescita eccessivamente allungata può infatti indicare che la pianta ha ricevuto troppa poca luce.
Dopo la fine della fioritura non serve avere fretta. Prima di chiedere alla Kalanchoe di produrre nuovamente boccioli, è importante permetterle di continuare a crescere in condizioni regolari.
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Acqua e luce
La gestione dell’acqua rimane fondamentale. Proprio perché le foglie sono carnose, la Kalanchoe non dovrebbe vivere in un terreno costantemente bagnato.
Tra un’annaffiatura e quella successiva è preferibile lasciare asciugare il terriccio, senza però aspettare volutamente che l’intera pianta appassisca.
Quando il terreno è asciutto, si può annaffiare bene tutta la zolla. L’acqua deve poter uscire dai fori presenti sul fondo del vaso e quella raccolta nel sottovaso o nel coprivaso va eliminata.
È meglio evitare le piccole aggiunte d’acqua quotidiane effettuate “per sicurezza”. Una umidità continua intorno alle radici può diventare molto più problematica rispetto a qualche giorno in più con il terreno asciutto.
Non serve quindi stabilire un numero fisso di giorni tra un’annaffiatura e l’altra. La domanda più utile rimane sempre la stessa: il terriccio è realmente asciutto oppure no?
Anche la luce ha un ruolo importante. Dopo la fioritura la Kalanchoe dovrebbe rimanere in una zona molto luminosa, perché ha bisogno di continuare a crescere bene.
Una posizione troppo distante dalle finestre può favorire fusti più allungati e una forma meno compatta. Bisogna però distinguere la fase di normale crescita da quella in cui si vuole stimolare la formazione dei nuovi boccioli.
Ed è proprio in questa seconda fase che diventa importante non soltanto quanta luce riceve la pianta, ma soprattutto quanto dura il periodo di buio.
Notti lunghe
La Kalanchoe viene considerata una pianta a giorno corto. In pratica, per iniziare a formare nuovi boccioli ha bisogno di attraversare un periodo caratterizzato da notti sufficientemente lunghe.
Una procedura utilizzata per favorire la rifioritura consiste nel garantire per circa sei settimane notti di circa quattordici ore.
Durante il giorno la pianta può rimanere nella sua normale posizione luminosa. Quando arriva la sera, invece, deve trascorrere una lunga parte della notte in condizioni di buio reale.
Questo dettaglio è importante perché non basta che all’esterno sia buio. Se la Kalanchoe rimane in una stanza illuminata fino a tarda sera, la luce artificiale può interrompere il lungo periodo di oscurità necessario.
Una soluzione semplice consiste nel sistemare la pianta in una stanza in cui la sera non vengano accese le luci oppure trasferirla, per quelle ore, in un ambiente realmente buio.
Non servono procedure complicate. Serve soprattutto regolarità, perché è la ripetizione di queste lunghe notti per diverse settimane a favorire la formazione dei boccioli.
Sei settimane al buio
Per rendere il procedimento più semplice si può stabilire in anticipo un periodo di circa sei settimane.
Durante il giorno la Kalanchoe riceve normalmente la luce. Ogni sera, più o meno alla stessa ora, può essere sistemata in un ambiente buio o in una stanza in cui non venga raggiunta dall’illuminazione artificiale. La mattina può tornare nella posizione luminosa.
Non è necessario rispettare ogni minuto con precisione. L’aspetto importante è riuscire a garantire con una certa continuità una notte lunga, indicativamente di circa quattordici ore.
L’autunno può rendere tutto più semplice perché le giornate iniziano naturalmente ad accorciarsi. Se la pianta si trova in un ambiente che alla sera rimane davvero buio, una parte del lavoro viene già svolta dal normale ritmo stagionale.
Durante queste settimane è meglio non cambiare contemporaneamente tutte le altre condizioni di coltivazione. Non serve annaffiare di più, aumentare drasticamente il concime o spostare continuamente la pianta.
La gestione dovrebbe rimanere regolare: controllo del terreno prima di annaffiare, assenza di ristagni, buona luminosità durante il giorno e buio non interrotto durante le ore previste.
Non bisogna inoltre aspettarsi un risultato nel giro di pochi giorni. Il processo riguarda la formazione dei boccioli e richiede tempo.
La parola più importante, quindi, non è perfezione ma costanza.
Quando compaiono i boccioli
Dopo alcune settimane possono iniziare a comparire i primi piccoli boccioli. All’inizio possono essere poco evidenti e perfino confondersi con la nuova vegetazione.
Quando diventano riconoscibili, la gestione della luce può tornare progressivamente più normale, continuando comunque a mantenere la pianta in una posizione luminosa.
Non serve cambiare improvvisamente annaffiature o concimazioni. È preferibile continuare a trattare la Kalanchoe con regolarità, lasciando che i boccioli aumentino gradualmente di dimensione.
Giorno dopo giorno diventeranno più visibili fino a trasformarsi nei nuovi gruppi di fiori.
Il fatto che una Kalanchoe rimanga verde per mesi senza fiorire non significa quindi che sia ferma. Durante questo periodo può continuare a crescere, accumulare risorse e prepararsi alla fase successiva.
Per accompagnarla verso una nuova fioritura servono soprattutto fiori secchi rimossi, terreno lasciato asciugare, buona luce durante il giorno e notti lunghe e realmente buie.
Non è necessario forzarla continuamente con acqua o fertilizzante. Creando le condizioni corrette e mantenendole con pazienza, la pianta può arrivare nuovamente alla formazione dei boccioli e iniziare un nuovo ciclo di fioritura.
