Il pianerottolo è uno dei posti più difficili della casa per una pianta. La luce arriva da una finestrella sulle scale o dalla porta d’ingresso, d’inverno spesso non c’è riscaldamento e ogni volta che si apre il portone passa una corrente d’aria fredda. Eppure è anche il posto dove una pianta verde fa più effetto, perché accoglie chi arriva.
Le piante adatte esistono, e alcune chiedono davvero pochissime attenzioni. Il trucco è scegliere in base a due cose: quanta luce arriva e soprattutto quanto fa freddo nei mesi invernali, perché una pianta perfetta per un pianerottolo riscaldato può soffrire in uno gelido.
Controlla la temperatura
Prima di comprare una pianta conviene lasciare sul pianerottolo un semplice termometro per qualche giorno, meglio se di sera o al mattino presto. Se d’inverno si resta tra i 5 e i 15 °C circa, servono piante da ambiente fresco. Se invece le scale sono riscaldate e la temperatura non scende sotto i 15–18 °C, la scelta si allarga.
Anche la luce va osservata con onestà. “Poca luce” significa una stanza in penombra in cui si riesce comunque a leggere senza accendere la lampada. Se il pianerottolo resta quasi buio tutto il giorno, nessuna pianta può vivere lì a lungo senza aiuto.
L’aspidistra, la pianta di ferro
Se c’è una pianta nata per il pianerottolo, è l’aspidistra. Originaria delle zone boschive di Cina e Giappone, ha foglie lunghe, larghe e coriacee che sopportano penombra, aria secca e ambienti freschi. Si adatta a temperature tra i 7 e i 21 °C, e il suo ideale è proprio il fresco tra i 13 e i 17 °C che si trova su tante scale condominiali.
Chiede pochissimo: acqua moderata quando il terriccio si è asciugato in superficie, niente concime in inverno e mai il sole diretto, che le macchia le foglie. Cresce lentamente, con poche foglie nuove ogni anno, ma proprio per questo dura moltissimo. Non a caso è chiamata la pianta di ferro.
Edera e felci per il fresco
Tra le piante adatte a un ambiente fresco e poco luminoso ci sono anche alcune varietà di edera. Su un pianerottolo freddo funzionano meglio le varietà a foglia tutta verde: quelle variegate di bianco o giallo hanno bisogno di più luce per mantenere i colori.
Per chi accetta qualche attenzione in più, anche alcune felci come la Pteris stanno bene al fresco e in penombra. Chiedono però un terriccio sempre leggermente umido e temono le correnti, quindi vanno tenute lontane dalla porta. Con troppo poca luce si allungano e perdono compattezza, come succede quando una felce riceve poca luce.
Pothos se c’è un filo di luce
Il pothos è la pianta ricadente più facile da tenere, e sopporta anche ambienti freschi. Ha però bisogno di una luce almeno media, come quella vicino a una finestra delle scale. In un angolo troppo scuro cresce lentamente, fa foglie più piccole e le varietà screziate tendono a tornare verdi.
Va messo su una mensola o appeso, lontano dal portone e dagli spifferi, e annaffiato solo quando il terriccio è asciutto per qualche centimetro. Tutti i dettagli su posizione e cure sono nella guida su come tenere il pothos sul pianerottolo. Nella stessa situazione sta bene anche la Fatsia japonica, con le sue grandi foglie palmate, se lo spazio lo permette.
Zamioculcas solo se è riscaldato
La Zamioculcas è probabilmente la pianta che chiede meno cure in assoluto: i suoi fusti carnosi sono vere riserve d’acqua, sopporta la penombra e teme più l’eccesso d’acqua che la siccità. Non per niente spesso cresce meglio quando viene dimenticata. Il suo limite è il freddo: sotto i 15 °C soffre, quindi è adatta solo a pianerottoli riscaldati.
Lo stesso vale per la Sansevieria, che sopporta la poca luce e la siccità ma non il freddo con il terriccio bagnato. Su scale fredde è facile vedere comparire sulle foglie le zone traslucide dopo il freddo. Anche il filodendro rampicante, a foglia a cuore, tollera la penombra, ma vuole un ambiente tiepido tutto l’anno.
Poca cura non vuol dire nessuna
Anche le piante più resistenti apprezzano qualche piccola attenzione. In inverno, al fresco e con poca luce, consumano pochissima acqua: si annaffia di rado e si svuota sempre il sottovaso. Una passata con un panno umido sulle foglie ogni tanto toglie la polvere delle scale e le aiuta a sfruttare la poca luce disponibile.
Se il pianerottolo è davvero buio, ci sono due soluzioni semplici: una piccola lampada per piante accesa qualche ora al giorno, oppure due piante da alternare, spostandole ogni paio di settimane in una stanza più luminosa. In estate, quando le scale si scaldano, le esigenze cambiano, come si vede tra le piante da pianerottolo resistenti al caldo.
