Ha fiori lilla a forma di trombetta, grappoli di boccioli viola scuro e foglie verdi lucide. Vista da lontano sembra una rampicante ornamentale come tante. Basta però strofinare una foglia tra le dita per avere la sorpresa: profuma di aglio, in modo netto e inconfondibile.
È la Mansoa alliacea, chiamata anche vite all’aglio. Arriva dalle foreste del Sud America settentrionale, dove le popolazioni amazzoniche la chiamano “ajo sacha”, cioè aglio selvatico o aglio della foresta. In Italia si vede ancora poco, ma chi la coltiva difficilmente passa inosservato.
Il profumo sta nelle foglie
L’odore d’aglio non si sente camminandole accanto. Si libera quando le foglie vengono schiacciate o strofinate, oppure quando si tagliano i rami durante la potatura. I fiori, invece, sono praticamente senza profumo: chi li annusa aspettandosi l’aglio resta deluso.
Nonostante il nome e l’odore, la Mansoa non ha alcuna parentela con l’aglio che usiamo in cucina né con la cipolla. È una pianta della famiglia delle Bignoniacee, la stessa di molte rampicanti a trombetta coltivate nei giardini mediterranei.
Fiori che cambiano colore
Il secondo spettacolo di questa pianta riguarda i fiori. Si aprono di un lavanda intenso con la gola bianca e, nei giorni successivi, schiariscono sempre di più fino a diventare quasi bianchi. Su uno stesso grappolo convivono così boccioli viola scuro, fiori lilla appena aperti e fiori più pallidi, con un effetto sfumato molto decorativo.
La fioritura è abbondante e arriva in genere due volte l’anno: in primavera e tra autunno e inverno, con qualche fiore sparso anche negli altri mesi. Per questo in una zona mite può essere ancora fiorita quando molte altre rampicanti hanno già finito.
Tanto sole per fiorire
Come il plumbago, la vite all’aglio dà il meglio in pieno sole. In ombra continua a crescere e a fare foglie, ma i fiori diventano pochi. Coltivata in vaso, ha bisogno di una posizione molto luminosa con qualche ora di sole diretto.
Si arrampica con i viticci, quindi ha bisogno di una rete, una recinzione o un arco a cui aggrapparsi. In vaso si può contenere guidando i nuovi getti intorno a un supporto ad anello, così resta compatta e fiorisce comunque.
Il freddo è il vero limite
Essendo una pianta tropicale, la Mansoa non sopporta il gelo. Una pianta adulta e ben radicata può superare per poco tempo una gelata leggera, ma le temperature vicine allo zero vanno evitate. Nelle zone costiere e miti può restare all’aperto in un angolo riparato; altrove è più sicuro coltivarla in vaso.
Prima delle notti fredde, il vaso va portato in una veranda luminosa o in un locale protetto, come si fa con la dipladenia. In inverno le annaffiature si riducono e il terriccio non deve mai restare fradicio.
Potare poco e al momento giusto
I fiori nascono sulla vegetazione nuova. Per questo la potatura va fatta dopo la fioritura e con mano leggera: si accorciano i rami troppo lunghi e si tolgono quelli secchi o rovinati. Una potatura drastica rischia di eliminare proprio i getti che porteranno i prossimi grappoli.
Durante il taglio è normale sentire l’odore d’aglio farsi più forte. Conviene usare forbici pulite e raccogliere subito i rametti tagliati, soprattutto se si lavora sul balcone.
Dove trovarle un posto
La vite all’aglio è perfetta per chi cerca una rampicante diversa dal solito per una recinzione soleggiata, una ringhiera o un piccolo pergolato. Accanto a rampicanti dai fiori azzurri o bianchi crea abbinamenti delicati, sempre giocati sui toni freddi.
Chi ama le piante a fioritura lunga può affiancarla ad altre rampicanti da clima mite, come la bignonia Contessa Sara o l’hardenbergia, ricordando che tutte hanno bisogno di riparo dal gelo nei mesi più freddi.
