In mezzo al ciuffo di foglie striate di bianco, sul falangio del balcone spunta uno stelo sottile con un piccolo fiore bianco a stella. A novembre, quando quasi tutte le fioriere si sono spente, è una sorpresa che lascia un po’ perplessi: è normale, o la pianta sta cercando di dire qualcosa?
La buona notizia è che di solito si tratta di un segnale positivo. Ma il momento dell’anno impone anche qualche attenzione, perché il falangio sul balcone non può restare fuori ancora a lungo.
Un fiore piccolo e discreto
I fiori del falangio sono minuscoli: hanno sei petali bianchi o leggermente verdastri e stami con la punta gialla. Ciascuno dura circa una settimana, ma sullo stesso stelo se ne aprono altri a turno, per cui la fioritura può andare avanti per un po’.
Nascono all’estremità degli stoloni, gli steli lunghi e sottili che escono dal centro della pianta. Sono gli stessi steli che portano i famosi “figlioletti”, le piccole piantine che rendono il falangio così facile da moltiplicare. Per questo, accanto o dopo i fiori, è facile vedere comparire anche le nuove piantine, come spiega l’articolo sugli steli sottili del falangio.
Perché proprio a novembre
Il falangio può fiorire in diversi momenti dell’anno, e l’autunno ha un ruolo preciso. Le giornate corte favoriscono la formazione degli stoloni: secondo alcune osservazioni, poche ore di luce al giorno per almeno tre settimane spingono la pianta a produrne di più. Gli stoloni nati con l’accorciarsi delle giornate possono poi portare fiori e piantine.
In pratica, la pianta ha “sentito” il cambio di stagione e ha reagito. Un fiore a novembre non è quindi un’anomalia, ma la conseguenza di un ciclo naturale che molti falangi seguono quando sono coltivati all’aperto, esposti alla luce reale delle stagioni.
Il segno di una pianta adulta
Le piante giovani raramente fioriscono. Se il falangio produce stoloni e fiori significa che è adulto, ben radicato e con energie sufficienti. Una fioriera piena e un cespo folto, come quelli che si vedono spesso sui balconi, sono il contesto ideale.
È lo stesso motivo per cui alcuni falangi fioriscono spesso e altri mai: conta più lo stato generale della pianta che un singolo trucco. La fioritura, insomma, è un piccolo certificato di salute.
Attenzione alle notti fredde
Il rovescio della medaglia è il freddo. Il falangio variegato sopporta temperature fino a circa 5 °C: sotto questa soglia le foglie si danneggiano, le punte imbruniscono e le parti bianche diventano trasparenti o macchiate. Su un balcone esposto, a novembre, le notti possono avvicinarsi a questi valori da un giorno all’altro.
Conviene quindi tenere d’occhio le previsioni e portare la fioriera o il vaso in casa, in un punto luminoso, prima delle prime notti fredde. Se qualche foglia ha già sofferto, i rimedi sono spiegati nell’articolo sui danni da freddo sul falangio.
Le punte marroni sul balcone
Accanto ai fiori, sul falangio che passa l’autunno all’aperto è facile notare qualche punta marrone sulle foglie. Le cause più comuni sono le notti fredde, un terriccio rimasto troppo asciutto tra un’annaffiatura e l’altra oppure, al contrario, troppo bagnato dopo giorni di pioggia.
Il falangio è anche sensibile ai sali dell’acqua, che con il tempo si accumulano nel terriccio. Le punte già secche non tornano verdi, ma si possono rifilare con forbici pulite seguendo la forma della foglia. Quello che conta è che le foglie nuove al centro del cespo crescano sane.
Cosa fare con i fiori
I fiori non vanno tolti: non indeboliscono la pianta e lasciano spazio alle nuove piantine sullo stesso stelo. Quando i figlioletti avranno qualche radichetta, si potranno staccare e mettere in un vasetto, ottenendo nuovi falangi da tenere in casa o da regalare.
Una volta in casa, la pianta va annaffiata con moderazione, perché con meno luce e temperature più basse consuma meno acqua. Insieme ad altre piante facili come il pothos, il falangio passerà l’inverno senza problemi, pronto a tornare sul balcone in primavera.
