Succede molto spesso e capita a tutti: una mattina l’orchidea ha una foglia gialla. Di solito è quella più in basso, la più grande e vecchia, che prima perde un po’ di lucentezza, poi diventa gialla e un po’ molle. La prima reazione è cercare un rimedio per farla tornare verde e carnosa come le altre.
Va detto subito con chiarezza: una foglia diventata del tutto gialla non torna più verde. Il lavoro da fare, però, è un altro e conta molto di più: capire perché è successo e fare in modo che tutte le altre foglie restino sode, verdi e carnose.
Perché la foglia gialla non torna verde
Quando una foglia ingiallisce, la pianta sta smontando la sua clorofilla e recuperando i nutrienti che contiene, per spostarli verso le foglie giovani e le radici. È un processo a senso unico: nessun concime e nessun trucco può invertirlo.
Per questo la foglia gialla non va tagliata subito. Conviene lasciarla sulla pianta finché non si secca e si stacca da sola con una leggera trazione: nel frattempo l’orchidea recupera quello che può, e il punto di distacco si chiude da solo. Un taglio sulla foglia ancora verde-gialla, invece, lascia una ferita umida dove possono entrare funghi e batteri.
Quando è solo vecchiaia
La Phalaenopsis produce di solito una o due foglie nuove all’anno dal centro, e più o meno con lo stesso ritmo perde la foglia più vecchia alla base. Se ingiallisce lentamente una sola foglia, quella più in basso, mentre le altre restano sode e lucide, è un ricambio naturale.
Succede spesso anche durante o dopo la fioritura, quando la pianta ha speso molte energie. In questo caso non serve cambiare nulla.
I segnali che chiedono attenzione
Diverso è il caso in cui ingialliscono più foglie insieme, oppure una foglia centrale o vicina alla cima invece di quella più bassa. Anche macchie giallo-marroni o nere, una base molle o scura nel punto in cui le foglie si incontrano e un cattivo odore sono segnali da non sottovalutare.
In questi casi il problema di solito è nelle radici o nel colletto. Se l’ingiallimento parte dal centro della pianta, il sospetto è l’acqua ferma tra le foglie, che può far marcire il cuore della pianta.
Guardare le radici
Le foglie carnose dipendono dalle radici. Nella Phalaenopsis le radici sane sono sode, color argento quando sono asciutte e verdi quando sono bagnate. Si vedono bene attraverso il vaso trasparente, oppure sfilando delicatamente la pianta.
Le radici marroni, molli o vuote dentro sono morte e non portano più acqua: anche con il bark bagnato, le foglie si afflosciano come se la pianta avesse sete.
Ridare tono alle altre foglie
Se le radici sono sane ma le foglie sono un po’ molli o raggrinzite, il problema è quasi sempre la disidratazione. Si bagna bene il vaso sotto un filo d’acqua tiepida, oppure lo si immerge per una decina di minuti, poi lo si lascia sgocciolare del tutto. Si annaffia di nuovo solo quando le radici tornano argentate.
Se invece ci sono radici marce, la pianta va sfilata dal vaso: si tagliano solo quelle molli o vuote con forbici pulite, si lasciano asciugare i tagli e si rinvasa in bark nuovo, in un vaso adatto alle radici rimaste. Anche il substrato vecchio, che col tempo si decompone e diventa compatto, va sostituito ogni due o tre anni.
Quanto ci vuole a vedere risultati
Quando il problema è solo la sete, le foglie possono tornare più sode in circa una settimana. Le grinze più leggere spariscono, mentre quelle che duravano da tempo possono restare in parte. Il segnale migliore è la foglia nuova al centro: se nasce liscia e carnosa, la pianta si è ripresa.
Dopo un rinvaso con radici tagliate i tempi sono più lunghi: servono settimane prima di vedere nuove radici e nuove foglie. Nel frattempo l’orchidea va tenuta in un punto con luce intensa ma indiretta, lontano da termosifoni e correnti fredde. Come il cactus di Natale, in natura è una pianta che vive sui rami degli alberi, e le sue radici hanno bisogno di aria quanto di acqua.
