5 cose che fanno sorridere l’Echinacea

L’Echinacea raggiunge uno dei momenti più interessanti tra estate e fine stagione, quando sopra il fogliame compaiono numerosi steli terminati dalle caratteristiche infiorescenze rosa, porpora, bianche, gialle o aranciate. Il centro prominente, formato da moltissimi piccoli fiori, rimane evidente persino quando i petali cominciano a perdere freschezza.

Essendo una perenne, non esaurisce il proprio ciclo in una sola estate. La parte aerea cambia con l’arrivo del freddo, mentre l’apparato sotterraneo rimane vivo e permette alla pianta di ripartire nella stagione successiva. Con gli anni il cespo può diventare più ampio e produrre un numero crescente di steli.

Per ottenere questo comportamento non servono cure continue. L’Echinacea dà risultati migliori quando vengono rispettate alcune caratteristiche molto precise: sole abbondante, terreno che non rimane fradicio, irrigazioni adattate all’età della pianta, spazio sufficiente e una gestione corretta dei fiori sfioriti.

Tanto sole

L’Echinacea nasce per vivere in ambienti aperti e luminosi e questa caratteristica rimane evidente anche quando viene coltivata in giardino.

Una posizione con almeno 6 ore di sole diretto favorisce steli robusti e una produzione più abbondante di infiorescenze. In piena luce la pianta tende inoltre a mantenere una struttura più compatta, capace di sostenere meglio i grandi capolini.

La mezz’ombra non determina necessariamente il deterioramento della pianta, ma può modificarne la forma. Gli steli diventano più lunghi, possono inclinarsi verso la zona maggiormente illuminata e la quantità dei fiori può diminuire.

Prima della messa a dimora conviene quindi valutare non soltanto la luce presente al mattino, ma quante ore di sole raggiungono realmente l’aiuola durante l’intera giornata.

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L’esposizione luminosa favorisce inoltre la presenza di api, farfalle e altri impollinatori, attratti dalle numerose piccole strutture fertili presenti nel centro dell’infiorescenza.

Terreno drenante

Una delle caratteristiche più utili dell’Echinacea è la capacità di affrontare periodi relativamente asciutti una volta ben radicata. Questa resistenza, però, non deve essere confusa con la capacità di vivere in qualsiasi tipo di terreno.

Il problema maggiore arriva quando l’acqua rimane ferma intorno alle radici per lunghi periodi.

Dopo una pioggia abbondante si può controllare direttamente l’aiuola. Se dopo molte ore sono ancora presenti zone fangose e acqua superficiale, il drenaggio potrebbe essere insufficiente.

Nei terreni molto pesanti è preferibile lavorare la zona prima della messa a dimora, evitando di creare una piccola buca piena di materiale molto leggero circondata da suolo compatto: l’acqua potrebbe concentrarsi proprio attorno alle radici.

Il terreno deve mantenere una struttura permeabile e permettere all’apparato radicale di espandersi senza rimanere continuamente saturo.

In vaso servono fori di drenaggio liberi e un substrato che non si compatti dopo poche annaffiature.

Acqua secondo l’età

Una giovane Echinacea appena piantata e un cespo presente nella stessa aiuola da tre anni non devono essere irrigati allo stesso modo.

Dopo il trapianto le radici occupano ancora una porzione limitata di terreno. Nelle prime settimane bisogna quindi evitare che il substrato asciughi completamente per periodi prolungati, soprattutto con temperature elevate.

Quando l’apparato radicale si è sviluppato in profondità, la pianta diventa decisamente più autonoma.

In piena terra un esemplare adulto può affrontare brevi periodi asciutti senza richiedere irrigazioni quotidiane. Meglio distribuire acqua in profondità quando serve piuttosto che bagnare superficialmente il terreno ogni giorno.

La situazione cambia in vaso, perché una quantità ridotta di substrato perde umidità molto più velocemente.

Il controllo deve quindi partire dalle condizioni reali del terreno e non da un calendario fisso. Dopo una settimana fresca o piovosa, l’intervallo tra due annaffiature sarà inevitabilmente diverso da quello necessario durante giornate calde e ventilate.

Spazio intorno

Una piccola Echinacea acquistata in vaso può diventare un cespo molto più ampio dopo alcune stagioni.

La dimensione finale cambia in base alla specie e alla cultivar, ma sistemare molti esemplari troppo ravvicinati crea rapidamente una massa di vegetazione nella quale steli e foglie competono per la luce.

La distanza tra le piante deve essere valutata pensando alla loro dimensione adulta e non all’aspetto che hanno il giorno della messa a dimora.

Una buona separazione favorisce inoltre la circolazione dell’aria tra gli steli. Dopo piogge e irrigazioni il fogliame asciuga più rapidamente e l’intera aiuola rimane più ordinata.

Con gli anni il cespo può allargarsi naturalmente dalla base. Non deve quindi preoccupare uno spazio inizialmente vuoto tra una pianta e l’altra: durante le stagioni successive sarà proprio la crescita dell’Echinacea a occuparlo.

Capolini dopo i fiori

Quando i petali iniziano a cadere, l’infiorescenza non ha ancora concluso completamente la propria funzione.

Si possono eliminare alcuni capolini sfioriti durante la stagione per mantenere ordinata la pianta e, a seconda della varietà e del periodo, favorire la comparsa di altri steli fiorali.

Verso la fine dell’estate, però, non è necessario rimuoverli tutti.

Il cono centrale può essere lasciato maturare e assumere gradualmente una colorazione più scura. I semi che si sviluppano possono attirare piccoli uccelli e il capolino secco conserva una forma molto particolare anche quando il resto dell’aiuola comincia a cambiare.

Una soluzione interessante consiste quindi nel tagliare soltanto una parte delle infiorescenze vecchie e lasciarne altre sulla pianta.

L’Echinacea mostra così una delle sue caratteristiche migliori: non termina il proprio interesse con l’ultimo petalo. Dalla fioritura estiva passa alla produzione dei semi, poi la vegetazione rallenta con il freddo e infine riparte dalla base nella stagione seguente.

Sole, terreno adatto e poche cure ben calibrate permettono a questo ciclo di ripetersi anno dopo anno.


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