Con il nome cappello del prete viene comunemente indicato l’Astrophytum myriostigma, cactus dalla forma geometrica, generalmente privo di spine e diviso in costolature che gli conferiscono il caratteristico profilo. Quando raggiunge la maturità, dalla parte centrale può comparire un bocciolo che si trasforma in un grande fiore giallo, spesso sorprendente rispetto alle dimensioni della pianta.
La prima fioritura non arriva però semplicemente perché il cactus viene concimato di più. Prima deve aver raggiunto una certa maturità e, soprattutto, deve aver attraversato correttamente le diverse fasi dell’anno. Un esemplare giovane può crescere perfettamente per diverse stagioni senza produrre neppure un bocciolo.
Per accompagnarlo verso la prima fioritura bisogna quindi lavorare soprattutto nei mesi precedenti: un vero riposo invernale, una ripresa primaverile graduale, molta luce e un’irrigazione coerente con il suo ciclo possono creare le condizioni necessarie perché l’apice inizi finalmente a preparare il fiore.
Prima deve maturare
Un piccolo Astrophytum appena acquistato non può essere costretto a fiorire anticipatamente.
La produzione del fiore richiede infatti una pianta con apparato radicale sviluppato e tessuti sufficientemente maturi. Gli esemplari ottenuti da seme possono impiegare diversi anni prima di raggiungere questa fase.
Il diametro e l’età dipendono dalle condizioni nelle quali la pianta è cresciuta, quindi non esiste una misura identica per tutti.
Un esemplare ancora molto piccolo che produce lentamente nuove porzioni nella parte superiore deve continuare soprattutto a crescere. Aggiungere quantità elevate di concime non permette di saltare questa fase e può anzi produrre tessuti troppo teneri.
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Quando invece un cappello del prete adulto cresce regolarmente da anni ma non ha mai fiorito, conviene valutare soprattutto luce e riposo invernale.
Il riposo invernale
La preparazione della prima fioritura comincia molto prima della comparsa del bocciolo.
Durante l’inverno l’Astrophytum dovrebbe attraversare una fase decisamente più asciutta e fresca rispetto all’estate. La crescita rallenta fortemente e il consumo d’acqua diventa minimo.
Se coltivato in un ambiente protetto dal gelo, luminoso e fresco, le annaffiature possono essere fortemente ridotte o sospese per periodi prolungati, adattandosi comunque alle temperature reali.
Mantenere invece il cactus al caldo e continuare a bagnarlo come durante la bella stagione può impedirgli di percepire chiaramente il cambio stagionale.
Il periodo asciutto aiuta inoltre a evitare che un substrato freddo rimanga umido intorno alle radici, condizione particolarmente rischiosa per questa specie.
Con l’arrivo della primavera il ritorno dell’acqua segnerà una vera ripartenza.
Riattivarlo in primavera
Quando temperature e ore di luce aumentano, non conviene passare improvvisamente dal riposo asciutto a un terreno continuamente umido.
Le prime irrigazioni devono accompagnare la ripresa dell’attività radicale. Si può iniziare con un’annaffiatura quando le condizioni sono ormai miti, lasciando poi asciugare completamente il substrato.
Con l’avanzare della stagione, se il cactus mostra crescita nella zona apicale, le irrigazioni possono diventare più regolari pur mantenendo sempre intervalli asciutti.
È proprio durante questa fase che un esemplare maturo può iniziare a preparare il bocciolo.
All’inizio può apparire come una piccola struttura lanuginosa nella parte più alta della pianta. Progressivamente si ingrossa fino a distinguersi chiaramente dal normale punto di crescita.
Moltissima luce
Per arrivare alla fioritura serve una quantità elevata di luce.
Un cappello del prete mantenuto tutto l’anno sul fondo di una stanza può conservare la propria forma per parecchio tempo, ma difficilmente dispone delle condizioni migliori per produrre fiori.
Durante la bella stagione può essere collocato all’esterno oppure nel punto più luminoso disponibile, abituandolo gradualmente al sole.
Questo passaggio è fondamentale. Un cactus rimasto durante l’inverno dietro un vetro non deve essere trasferito direttamente sotto il sole intenso di mezzogiorno. La superficie può scottarsi e le macchie rimarranno visibili.
Si parte quindi da sole delicato del mattino, aumentando progressivamente l’esposizione.
Una crescita compatta, senza restringimenti innaturali nella zona superiore, è già un buon indizio che la quantità di luce è adeguata.
Poco concime
Nel tentativo di ottenere il primo fiore si tende facilmente a nutrire troppo.
L’Astrophytum cresce naturalmente con ritmi moderati e non necessita di un terreno estremamente ricco. Durante la fase vegetativa può essere utilizzato un fertilizzante specifico per cactus, molto diluito e povero di azoto, senza ripeterlo eccessivamente.
Un apporto abbondante di azoto favorisce soprattutto la produzione di nuovi tessuti e può rendere la crescita meno compatta.
Il substrato dovrebbe inoltre contenere una componente minerale abbondante e lasciare uscire rapidamente l’acqua. Pomice, lapillo e altri materiali adatti alle succulente aiutano a evitare una lunga permanenza dell’umidità intorno alle radici.
Quando appare il bocciolo
La comparsa del primo bocciolo è il momento nel quale conviene cambiare il meno possibile.
Non serve spostare continuamente il cactus per osservare meglio il fiore, aumentare improvvisamente il concime o raddoppiare le annaffiature. Vanno mantenute luce abbondante e una gestione regolare dell’acqua.
Il bocciolo si svilupperà dalla sommità e, quando sarà maturo, potrà aprire una corolla gialla decisamente grande rispetto al corpo del cactus.
Il fiore può durare relativamente poco, ma un Astrophytum ormai abbastanza maturo può produrne altri nel corso della stagione.
La vera tecnica per ottenere la prima fioritura consiste quindi nel preparare la pianta per mesi anziché forzarla quando si desiderano i fiori: riposo asciutto in inverno, graduale ritorno dell’acqua, moltissima luce, terreno minerale e nutrizione contenuta.
Quando il cappello del prete ha raggiunto la maturità, sono proprio queste condizioni a permettere all’apice di passare dalla semplice crescita alla formazione del suo primo grande fiore.
